16 agosto 2007

la divinità della vita


"[...] so che solo una cosa promette di dar pace agli uomini, ed è il senso della divinità della vita, anche se i nostri destini personali siano esclusi dall'immortalità. E' solo in rapporto alla poesia, che io posso pensare al pane, solo in rapporto alla bellezza, che posso sopportare l'utilità. [...] Oggi si cura la febbre con altra febbre, il dolore con altro dolore. Si dice: costruiamo il mondo, instauriamo un ordine nuovo. Bellissimo: ma nulla si può fare di nuovo, che non sia ridare all'uomo il rispetto di sé, come di una divinità serena. [...] Perchè, vedi, i frutti dicono l'albero: e se i frutti di quest'ordine nuovo, oggi, sono assolutamente privi di dolcezza e sapore, e non fanno bene all'organismo, io dico che quell'albero è posticcio, come l'altro era morto.
[...]
Io vorrei che anche un borghese e una donna di mondo si accorgessero, attraverso una loro rappresentazione, di essere un borghese e una donna di mondo. E si operasse in questo senso uno sfatamento della leggenda inebbriante del lusso, dell'avidità e della stupidità. [...] non contro gli uomini, io sono, ma contro quello che fa 'non uomini' gli uomini, e 'non donne', le donne."

Anna Maria Ortese
lettera indirizzata a Pasquale Prunas - Milano, agosto 1948
in
Anna Maria Ortese, "Alla luce del Sud - lettere a Pasquale Prunas", Archinto, Milano 2006

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