<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316</id><updated>2011-08-22T11:54:47.729+02:00</updated><category term='musica'/><category term='poesia'/><category term='libri'/><category term='foto'/><category term='azioni'/><category term='naturalistica'/><category term='sergio longo'/><category term='cultura'/><category term='Ambiente e territorio'/><category term='subsalento'/><category term='ambiente'/><category term='viaggio'/><category term='territorio'/><category term='sguardi'/><category term='film'/><title type='text'>memorie del vento</title><subtitle type='html'>cultura del territorio - cultura dell'ambiente</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>126</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-8095743613475380388</id><published>2009-08-25T20:41:00.004+02:00</published><updated>2009-08-26T09:43:44.028+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azioni'/><title type='text'>atto d'amore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/So_qdiHsiGI/AAAAAAAAATo/8xWPkIbb8Lo/s1600-h/IMG_5473_w.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/So_qdiHsiGI/AAAAAAAAATo/8xWPkIbb8Lo/s400/IMG_5473_w.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372770673572481122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/So_rOf81KII/AAAAAAAAATw/5DrCtB8eEaM/s1600-h/IMG_5470_w.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/So_rOf81KII/AAAAAAAAATw/5DrCtB8eEaM/s400/IMG_5470_w.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372771514803628162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[21 agosto, a portu russu. atto e foto: vs]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è uno scoglio bellissimo a Badisco, nella 'piega' di Portu Russu.  La pietra in alcuni punti si tinge, fa ruggine, come se avesse assorbito la sostanza della terra, cade a picco concedendo piccole terrazze alla sosta.  Un'insenatura stretta, che quieta il vento e calma ogni corrente. Giorni fa un grande banco di pesci la riempiva e il fondale sembrava un prato da brucare. Vi lascio immaginare lo scintillio sott'acqua, i guizzi e le manovre repentine che s'aprivano come s'aprono i fuochi d'artificio nei nostri cieli nelle notti dei Santi. Di luoghi così la costa salentina è piena, ognuno con la sua particolarità con la sua intima bellezza. Ognuno, se lo andate a visitare in questi giorni di fine estate, 'ferito' dall'incuranza.  Lo scoglio di Portu Russu lo trovate tutto ornato da cicche.  L'accanimento del vizio si sa, rende insensibili e molti sono i fumatori in costume da bagno: che cosa c'è di meglio di una “bbella sigaretta” prima e dopo una nuotata?  Tanto altro di sicuro! Ma il vizio è vizio, non si governa. E non si governa tutto quanto ne consegue  per cui, visto che si è en plain air, che gusto lasciar di sè traccia e via, ogni sigaretta fumata è una cicca abbandonata, da incastonare con cura e dovizia nelle fessure, negli incavi, negli spacchi dello scoglio. Che ossessione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una pubblicità in questi giorni è stata veicolata sulle pagine dei maggiori quotidiani, raccontava l'inquinamento di una spiaggia. C'era la sabbia e poi tutto ciò che normalmente, con assoluto 'candore' scegliamo di abbandonarvi, a corredo informativo dell'immagine i tempi di biodegradabilità: un fazzoletto di carta 'scompare' in 4 settimane.  Poco no? Confortati?! Continuate a leggere... Ma prima di dare i numeri, voglio informarvi che la piega di scoglio di Portu Russu, è stata con un atto d’amore riportata alla sua integrità e bellezza (vedi la foto). Un atto d’amore che auspichiamo divenga contaggioso e si propaghi, divenendo comportamento comune. Modo del viaggiare e dello stare nei Luoghi.  Un quotidiano ci mette 6 settimane mentre una rivista patinata 8 - 10 mesi. Uno sciocco fiammifero 6 mesi, un accendino 100 anni. Un mozzicone di sigaretta 1 anno e più, una sigaretta senza filtro (grazieaddio!) 3 mesi. Un chewing-gum 5 anni. Una lattina di alluminio 10 anni. Un sacchetto di plastica 500 anni e più; stoffa e lana ci mettono dagli 8 ai 10 mesi e orrore il tessuto sintetico 500 anni e più. Una bottiglia di plastica 'resiste' quasi 100 anni. Gli assorbenti e i pannolini 200 anni. Le carte telefoniche 1000 anni mentre il tempo delle bottiglie di vetro è indeterminato.  Leggo che il vetro è il materiale più importante da riciclare perché per produrne una tonnellata ci vogliono 1,1 tonnellate di sabbia, soda, calcare e grandi quantità di energia ed acqua. Riciclandolo si risparmia circa il 95% delle risorse utilizzate quale materie prime. E ancora che i bastoncini di cotton fiock che vediamo sulle spiagge sono quelli gettati nei water, che galleggiano nei nostri mari e nei nostri fiumi per anni e fanno soffocare i pesci. I sacchetti di plastica che non vanno in discarica e che finiscono nei nostri corsi d’acqua portano gravi conseguenze agli animali che li abitano che ingerendoli accidentalmente muoiono soffocati. E ancora tanto altro se si cerca in giro la giusta informazione su quanto accade in questo tempo sciagurato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mai più turisti” ho scritto ieri, titolando un corsivo dedicato all'Estate Salentina.  Già, “mai più” pensiero suicida per una terra che vuole votarsi all'Industria Turistica. Che tanto apprezzerebbe divenire mèta e mira di tour operator. Si consumano parole, proposizioni, progetti. Si dice 'Turismo Di Qualità' (che fa “chic e very nice”) ma non 'Turismo Sostenibile' o 'Turismo Responsabile'. Si invitano le persone a consumare, consumare, consumare ma non a rispettare l'oggetto e il luogo della loro consumazione.  E allora, si può pensare di trasformare questo arrembaggio scomposto e scamiciato in un approdo cosciente e consapevole. C'è differenza fra turista e viaggiatore? Ci sarebbe da riflettere.  In quella differenza potremmo trovare la chiave di una politica dell'accogliere non più soggetta alle regole del mercato ma forte della sua virtù e della sua particolarità.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;MM&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-8095743613475380388?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/8095743613475380388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=8095743613475380388&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8095743613475380388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8095743613475380388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2009/08/atto-damore.html' title='atto d&apos;amore'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/So_qdiHsiGI/AAAAAAAAATo/8xWPkIbb8Lo/s72-c/IMG_5473_w.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-7906352992143814378</id><published>2009-08-23T20:35:00.001+02:00</published><updated>2009-08-26T09:42:36.949+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Come se il rimorso...</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Ci vediamo a Melpignano!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:trebuchet ms;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Non si dà pace l’amico Fernando! Lo prende un nervoso che lo riempie di macchie rosse. Una reazione allergica che necessita di spiegazioni ‘filosofiche’ per quietarsi. Si danna, per questo Mondo che non riconosce più. Per la sua terra salentina che non riconosce più. Per gli ‘umani’ intorno che non riconosce più.&lt;br /&gt;Mi dice: «Se stanno qui a sentire questa musica che raccomanda memoria, accudimento, legami profondi com’è poi che ti travolgono con il loro desiderio di consumare, consumare, consumare? Se scelgono questo mare, questo paesaggio, questi odori com’è che poi tutto tradiscono con carte, cicche, plastica, vetri e con i loro comportamenti sciatti, irrispettosi, tracotanti?».&lt;br /&gt;Non si dà pace! Vorrebbe gridare, scamiciarsi, urlare. Mai dimentico dell’antica dignità delle cose, nella nostalgia lui trova. Ancora trova, la grande barba del sapiente e la semplicità di sua madre. La camicia bianca del padre e l'odore forte della terra. Anche l'avventura trova con le fughe, curiose di stupore.&lt;br /&gt;Si ferma, l'amico Fernando, vulnerabile e sconfortato, come la sua terra salentina fa silenzio. E ascolta, e guarda preso dai corpi, dai suoni! È più forte di lui! Come se quel ‘rimorso’ di cui tanto ha tanto sentito, letto, sperimentato ora riguardasse non più uno solo, o una, innamorata e persa, ma tanti. Tanti. Lui e tutti quelli intorno. Tutti, proprio tutti, nessuno escluso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:trebuchet ms;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Ci vediamo a Melpignano? È oggi che accade! Torna!&lt;br /&gt;La luna è spicchio in cielo. Tenue falce di luna nuova. Fa nascita, auspicio! Confonde col suo mistero un inteso grigio arancio e il sole, vien giù, sprofonda! Si fa Notte.&lt;br /&gt;Ci vediamo a Melpignano, lì c’è la danza, quella che tutti cercano: quel continuo invocare l’amore… il sapore del sale lo assaggio, con la lingua mi lavo il mare!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;‘Nnanana nnanana beddhu &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;è l'amore e ci lu sape fa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt; ballati tutti quanti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt; ballati forte...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:trebuchet ms;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Ah! la bua!!! Il male, la malattia. Quale l’antitodo? Alla bua, alla bua! Che dire al tormento, al 'non' che prende e tradisce?&lt;br /&gt;«Amate la vostra dignità di uomini anche se chiusa nell’incertezza della carne» raccomanda accogliente l’oracolo Cristoforo.&lt;br /&gt;Ci siamo, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;siam giunti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;, l’Orda d'Oro ci porta, ecco Melpignano.&lt;br /&gt;«La scorgi la Santa Chiesa? La vedi? È la stessa che apre la Taranta di Mingozzi, ricordi? Il tremolare dei titoli in bianco e nero, il testo di Quasimodo che fa il racconto ed una terra remota appare, bianca, secca secca. Una strada, un carretto e le rovine del Tempio. È questo di adesso che vedi dipinto di luci».&lt;br /&gt;Se assaggio i suoni mi viene sapore di sacro – la teoria delle bancarelle, l'odore di nocciole e di zucchero filato – nutre lo spacco del cuore, il solenne d’una banda. Lo inseguo e trovo angeli sospesi alla luce con quelli di ieri senza nome nell'inchiostro della cronaca: angeli neri, persi nel mare, nell’abbandono.&lt;br /&gt;Non c’è sorriso e c’è! Non c’è identità e c’è! Non c’è paura e c’è.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:trebuchet ms;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Ogni cosa impasta il suo credo. E lo vedi il terrore mischiato alla gioia. È tutto sul bilico! È questa vertigine la cultura: ogni atto è essenziale. Ogni cosa vale, scrive. Anche ciò che presto si dimentica è prova.&lt;br /&gt;«Non senti i suoni ‘legati con gli spaghi’? Gli stornelli del ringraziamento?». “La ricchezza mia è la sanità” cantano e il vecchio Aloisi ringrazia i medici del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Galatina (di Galatina, dove opera Santu Paulu) che gli hanno permesso di salire sul palco della grande Notte. “Na, e na, e na” le voci alla stisa fanno il graffio e quelle dello spettacolo s’insinuano. “Che vita infamata è stare carcerata per un'eternità” oppure senti “ca se eri l'amante miu nu me tarantava ieu”. Ecco la chiave: se eri l'amante mio... io ero salva. L'amore ancora, il sentire profondo che le evita d'essere tarantata, d'essere posseduta dalla mancanza.&lt;br /&gt;La terra salentina è tarantata adesso, è 'lei' nel cercare. Non ha quiete, non ha passo di danza che possa salvarla, non c'è l'indiavolata del violinista barbiere ad accogliere. Non ci sono più i passetti del perdimento sul damasco di Maria, nell'intimo della casa. Quella rappresentazione, quella tragicità, quella volontà di un oltre di quiete.&lt;br /&gt;Non c'è! Manca! Adesso quel ri-morso, cerchio del dolore, s'è fatto largo, capiente. È festa soltanto. Soltanto festa?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:trebuchet ms;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;“La patria e l'amicizia è il primo amore”, qualcuno canta dal palco e sulle corde leggere delle mandole e dei violini corre ciò che mischia. «Li senti i nomi?»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Fabrizio, la Fernanda, il maestro Stifani. Anche loro angeli. Custodi del nostro altroculturale. Vogliono che sia sostanza di coraggio. Non è questo la festa? Rinnovamento: osare, sempre vivi, esserci! Cercare quello che non sappiamo, che forse non sapremo mai, ingoiato nei segreti della notte d'ognuno. Mistero di grilli, di cicale addormentate e di stelle, a volte cadenti, a portare desideri, il mai, il forse. La speranza insomma che mai rimorso dovremo avere per il non che manca all'amore.&lt;br /&gt;I minatori di Santa Fiora, l'angelica d'Africa, e la furia di stella Z ci aiutano a rifare la Puglia. Ehi! L'acqua nu la menare, provaci. Proviamoci a salvarla e con lei... il 'ragazzino'!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:trebuchet ms;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Lasciato Fernando, rifletto: il repertorio e gli interpreti. Questi gli ingredienti della Notte della Taranta. Un cammino di dodici anni che ha scommesso sulla certezza di crescere. E via via la crescita c'è stata, indubbia, assoluta. Unica, in una scena ormai affollata di eventi che inseguendo confondono, strafanno, senza alcuna economia e chiarezza di orizzonte. Dodici anni. S'invoca il cambiamento. Utile? Forse sì, forse no! Il passo preso dalla ricerca e dagli interpreti dimostra d'essere emancipato e libero da qualsiasi soggezione al suono “solito” della Tradizione. E allora, accordarsi alla ricerca, che muove le produzioni d'ognuno di loro, può essere via da praticare per un rinnovamento sostenibile ed attento all'essenziale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;MM&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-7906352992143814378?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://salentopoesia.blogspot.com' title='Come se il rimorso...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/7906352992143814378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=7906352992143814378&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7906352992143814378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7906352992143814378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2009/08/come-se-il-rimorso.html' title='Come se il rimorso...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-14423242546098225</id><published>2009-04-27T17:37:00.001+02:00</published><updated>2009-05-05T17:43:20.447+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SgBekH8YzPI/AAAAAAAAATg/Pz28_tCmOfs/s1600-h/IMG_4370_w.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SgBekH8YzPI/AAAAAAAAATg/Pz28_tCmOfs/s400/IMG_4370_w.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332365933507300594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SgBej7XFaCI/AAAAAAAAATY/TJyfBGUdOiE/s1600-h/IMG_4369_w.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SgBej7XFaCI/AAAAAAAAATY/TJyfBGUdOiE/s400/IMG_4369_w.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332365930129614882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SgBdPkDsbZI/AAAAAAAAATQ/DRyI8ur8GGA/s1600-h/IMG_4341_w.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SgBdPkDsbZI/AAAAAAAAATQ/DRyI8ur8GGA/s400/IMG_4341_w.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332364480765259154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;torre sant'emiliano. litoranea otranto–porto badisco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Sta qui il mistero: quel 'sempre uguale' ti canta l'anima.&lt;br /&gt;Se no 'uno', un autore, perché ti piace, ti convince?!&lt;br /&gt;Ti dice parole e ti fa dire parole. Questo è la canzone, la poesia cantata.&lt;br /&gt;“Musica moderna” (Columbia, 2008) si chiama il nuovo lavoro del cantautore genovese, undici canzoni che attraversano la memoria, raccontano storie, sussurrano sogni e parlano di un mondo, ancora forse, troppo veloce, un viaggio attraverso suoni diversi, che si inseguono senza una continuità melodica definita.&lt;br /&gt;Ed è proprio 'moderno' il suono che ascolti, quello 'classico' che gli è proprio. La sua geometria compositiva attraversa con sapienza il canone melodico del rock. Musica moderna, appunto. Genere conosciuto, ampiamente socializzato, pop (popolare), con le “conseguenze” vocali, le entrate corali e i soli che modulano ed educano l'ascolto. Il sax a fare le coloriture, il controcanto, l'organetto di Riccardo Tesi, la cornamusa e i flauti fanno il viaggio, organizzano ciò che è del corpo! Della danza! C'è tutto, 'sempre uguale'. Tutto ciò che serve a raccontare storie. Ciò che serve a quel cantare, a quella voce.&lt;br /&gt;Sottolineature, pause, ritorni ritmici, rif melodici, sapienze compositive tutte volte tutte al dire della poesia. Da chansonnier, autore poeta. E' qui la chiave di comprensione di Ivano Fossati, di quel 'sempre uguale': la canzone, il piacere di cantare, di dispiegare la canzone, di suonarla.&lt;br /&gt;E Fossati oltre che poeta è anche filosofo-politico, educatore civico volto al pubblico. Divulgatore di anima quando canta l'amore e la fragilità, di civico sentire quando leva il canto “sociale”.&lt;br /&gt;“Musica moderna” racconta di un mondo troppo veloce, popolato da esseri affrettati e persi dietro un'idea di futuro che rischia di diventare pericolosamente insipido, stupidamente autocentrato, "spazzatura". Parla di tv, gossip e processi mediatici ('Il paese dei testimoni'), così come del problema dell'acqua e dell'incetta delle risorse idriche da parte delle multinazionali ('La guerra dell'acqua'). Racconta sogni occidentali fatti dall'est, dalontano, dove il mondo è ancora immerso nel passato ('Last minute'). E parla d'amore. Dell'amore appena nato, emozionante, con tumulti allo stomaco ('Miss America'), fino all'amore acquisito, celebrato e trascurato ('D'amore non parliamo più') a a quello dichiarato e romantico ('Musica moderna').&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;MM&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-5276967087022274055?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/5276967087022274055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=5276967087022274055&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5276967087022274055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5276967087022274055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2008/10/il-piacera-della-canzone.html' title='il piacera della canzone'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SPTTyH90xvI/AAAAAAAAAN8/AGRcUKQYg4Q/s72-c/Fossati_1973_servizio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-862117279725975156</id><published>2008-09-14T14:31:00.008+02:00</published><updated>2008-09-14T14:39:37.314+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggio'/><title type='text'>la Zonda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SM0E03a74PI/AAAAAAAAANc/lJ6bLBGYiWM/s1600-h/zonda_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 236px; height: 177px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SM0E03a74PI/AAAAAAAAANc/lJ6bLBGYiWM/s400/zonda_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245854447233130738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SM0E1dNlp4I/AAAAAAAAANs/bN-jNyg3imw/s1600-h/zonda_3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 238px; height: 168px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SM0E1dNlp4I/AAAAAAAAANs/bN-jNyg3imw/s400/zonda_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245854457377695618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SM0E1dvPOzI/AAAAAAAAAN0/NMfvbxqfU0E/s1600-h/zonda_4.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 242px; height: 185px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SM0E1dvPOzI/AAAAAAAAAN0/NMfvbxqfU0E/s400/zonda_4.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245854457518832434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ciao sono Andrès, sono italo-argentino. Vi parlerò di un vento molto forte: la Zonda.&lt;br /&gt;La Zonda é un vento che soffia spesso sulle pendici orientali delle Ande, in Argentina, e colpisce  principalmente alle provincie di Mendoza, San Juan e La Rioja, tutte loro situate al ovest del paese.&lt;br /&gt;La Zonda è un vento molto secco e polveroso, é proveniente dal Polo Sud, dal Pacifico, che si riscalda con discesa dalle pendici delle Ande. Può superare i 120 km/h.&lt;br /&gt;Questo vento può produrre brutte conseguenze per le persone e per le cose, perché raggiunge la forza di uragano, ha bassa umidità, la polvere riempie tutti i nostri impianti, colpisce la maggioranza delle persone, colpisce principalmente l'apparato respiratorio.&lt;br /&gt;In materia di ambiente, è un vento che solleva la temperatura a 30 gradi anche in inverno, a volte produce degli incendi, a volte fa saltare i tetti di lamiera e legno, produce caduta di alberi, produce anche la caduta di linee elettriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[testimonianza raccolta da "l'araba fenice"]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-862117279725975156?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/862117279725975156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=862117279725975156&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/862117279725975156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/862117279725975156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2008/09/la-zonda.html' title='la Zonda'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SM0E03a74PI/AAAAAAAAANc/lJ6bLBGYiWM/s72-c/zonda_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-2203676600288652995</id><published>2008-08-11T20:35:00.003+02:00</published><updated>2008-08-11T20:37:00.693+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sergio longo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='subsalento'/><title type='text'>subsalento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SKCGh_ZGIZI/AAAAAAAAANE/m-6WFJ41jhw/s1600-h/IMG_1507.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SKCGh_ZGIZI/AAAAAAAAANE/m-6WFJ41jhw/s400/IMG_1507.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233330685515014546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SKCGiG0nbrI/AAAAAAAAANM/itdgoXqhLYQ/s1600-h/IMG_1509.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SKCGiG0nbrI/AAAAAAAAANM/itdgoXqhLYQ/s400/IMG_1509.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233330687509491378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SKCGiBNRj6I/AAAAAAAAANU/GJBbM67z1QQ/s1600-h/IMG_1510.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SKCGiBNRj6I/AAAAAAAAANU/GJBbM67z1QQ/s400/IMG_1510.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233330686002302882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;fotografie di sergio longo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2203676600288652995?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2203676600288652995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2203676600288652995&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2203676600288652995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2203676600288652995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2008/08/subsalento.html' title='subsalento'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_L7VTgdJIR0o/SKCGh_ZGIZI/AAAAAAAAANE/m-6WFJ41jhw/s72-c/IMG_1507.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3636470160678685816</id><published>2008-07-31T18:27:00.002+02:00</published><updated>2008-07-31T18:31:14.903+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/SJHoj-aUTRI/AAAAAAAAAM8/rYmrg-C-wjs/s1600-h/Unknown.jpeg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/SJHoj-aUTRI/AAAAAAAAAM8/rYmrg-C-wjs/s400/Unknown.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229216347100302610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi, 30 luglio 2008, è morto a Paris - St. Denis, Georges Lapassade&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era nato il 10 maggio 1924 ad Arbus, un piccolo villaggio nei Pirenei, nel sud della Francia e fra i suoi ultimi desideri ha espresso quello di tornare lì, ma ciò non è stato possibile a causa delle cattive condizioni di salute che da anni lo costringevano alla dialisi e che recentemente lo hanno visto spegnersi senza forze. Amava, cantava e voleva sentire cantare "le temps des cerises", il canto della Comune di Parigi. Amava vedere i giovani suonare, ballare fino alla transe. Amava gli Gnawa del Marocco, i "pizzicati" del Salento e i tenores e il ballo tondo sardo. Amava tutti quelli che ha stimolato e aiutato a studiare e imparare rischiando, mettendosi in gioco nei conflitti derivanti da una acuta critica sociale permanente. Ospitava a casa sua a Parigi gli studenti che avevano bisogno di stare lì per frequentare l'università. Ha viaggiato molto nella sua vita, andava nelle case della gente e si faceva ospitare, andava nelle università occupate in Italia durante la Pantera nel 1990 e nel 1968 abitava per tutto il maggio francese nella Sorbona occupata.&lt;br /&gt;Un giorno mi disse che desiderava che la sua casa di fronte all'università Paris 8, in cui ero ospite, diventasse dopo la sua morte un luogo in cui ospitare studenti stranieri che ne avessero avuto bisogno e che facessero ricerche sull'interculturalità.&lt;br /&gt;Sociologo, pedagogo, filosofo, etnologo... non è mai stato possibile inquadrarlo in nessuna disciplina perchè praticava un approccio trasversale rigoroso. Metteva sempre il dito sulle piaghe sociali fedele sempre all'hic et nunc, all'ici et maintenant.&lt;br /&gt;Ci lascia un'eredità enorme di pratiche, di riflessioni, di stimoli e soprattutto la voglia di continuare a vivere l'incompiutezza dell'uomo.&lt;br /&gt;Un abbraccio a tutti quelli che lo conoscevano personalmente, sento la necessità di condoglianze reciproche&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Salvatore Panu&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-3636470160678685816?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/3636470160678685816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=3636470160678685816&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3636470160678685816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3636470160678685816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2008/07/oggi-30-luglio-2008-morto-paris-st.html' title=''/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/SJHoj-aUTRI/AAAAAAAAAM8/rYmrg-C-wjs/s72-c/Unknown.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-534476131276364071</id><published>2008-02-13T18:29:00.001+01:00</published><updated>2008-02-13T19:31:23.762+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Pino Zimba, un “loa” salentino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R7M3Z-NDOTI/AAAAAAAAAM0/x5XhiIo-NlA/s1600-h/Pino+Zimba.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R7M3Z-NDOTI/AAAAAAAAAM0/x5XhiIo-NlA/s400/Pino+Zimba.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166534116858083634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Mighali, “Zimba”, si distingueva dagli altri. Suonare per lui era ridere. &lt;br /&gt;Lo faceva con la faccia e con tutto il corpo. Un ridere largo, contagioso, leggero e suadente che rendeva unica la ‘sua’ scena. Custodiva in sè una grande eredità psichica e materiale. Ne era orgoglioso, conscio della responsabilità che gli toccava. Un’eredità che era anche la sua benedizione. “Ripercorrere lungo l’arco di quattro generazioni le vicende della famiglia Zimba di Aradeo” scrive Sergio Torsello, nel bellissimo “Zimba, voci, suoni, ritmi di Aradeo” edito nel 2004 da Kurumuny, “significa addentrarsi in un microcosmo in cui sfilano tutti i topos classici della cultura popolare salentina negli ultimi cinquant’anni: il tarantismo, la musicoterapia, la tecnica strumentale del tamburrello, la scena contemporanea della riproposta della ‘pizzica’. E’ come trovarsi al centro di un continuo gioco di specchi in cui si riverberano suoni, immagini e parole che scandiscono il tempo ‘sacro’ e quello profano in una unità indissolubile. Le immagini, speculari, simbolicamente contrapposte eppure entrambe figlie della stessa storia, sono quelle di Francesco Zimba padre, danzante sull’immagine di San Paolo, e quelle patinate del più celebre degli Zimba, Pino, straordinario interprete di se stesso in ‘Sangue Vivo’, memorabile icona winsperiana di un Salento in bilico tra modernità e tradizione, uno dei personaggi simbolo del rinascimento della pizzica”.&lt;br /&gt;Pensare all’arte significa pensare alla bellezza. E la bellezza è energia, grazia che muta l’atto in opera. Il battere del tamburello, “questo piccolo, semplice strumento costruito sullo scheletro del ‘farnaro’, un setaccio che serviva alle donne per ‘scernere’ la farina”, è stato l’opera della fantastica vita di Pino Zimba. Il suo canto lo sentiremo ancora, nelle frequenze digitali che lo consegnano alla storia della musica popolare salentina, ma ci mancheranno la sua generosità, l’entusiasmo, la maestria e i suoi sguardi sempre in allerta, attenti a costruire la magia unica della danza. &lt;br /&gt; Scrive Maya Deren ne ‘I cavalieri divini del Vudù’: “Se nel coro, si sente ad un tratto una voce emergere sola con speciale insistenza, o se, nel cerchio affollato, tra tutti quei corpi che si muovono, se ne nota uno i cui movimenti superano quelli della folla e diventano spettacolari è segno che un loa (stato di divinità) è arrivato. Perché se il segno della dedizione di un uomo ai loa sta nel suo servirli in umiltà, il segno della devozione di un loa all’uomo sta nella sua piena manifestazione. Quindi il virtuosismo appartiene agli dei”. Ecco, Pino Zimba era un virtuoso: in umiltà ha servito le fonti che danno vita, continuità e rinnovamento alla tradizione, e in umiltà ha accolto il dono che dalla tradizione gli veniva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-534476131276364071?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/534476131276364071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=534476131276364071&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/534476131276364071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/534476131276364071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2008/02/pino-zimba-un-loa-salentino.html' title='Pino Zimba, un “loa” salentino'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R7M3Z-NDOTI/AAAAAAAAAM0/x5XhiIo-NlA/s72-c/Pino+Zimba.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-2234774936260351863</id><published>2008-01-18T20:40:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T20:49:56.036+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>Ciuf! Ciuf! Ciuuuf!!! Il non tempo a Sud Est!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R5EC0H8yH9I/AAAAAAAAAMs/JTd-PQQTKjE/s1600-h/loco+FerrSudEst+-1960.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R5EC0H8yH9I/AAAAAAAAAMs/JTd-PQQTKjE/s400/loco+FerrSudEst+-1960.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156906142826373074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da circa due anni per necessità, ma anche con un certo piacere, sono pendolare. Da Campi Salentina a Lecce mi sposto in treno. Costa poco e se ti muovi organizzandoti e con il giusto passo puoi farcela perché c’è una variabile indefinita nell’organizzazione delle Ferrovie Sud Est: il tempo. Fattore essenziale per chi viaggia! Chissà se quando c’era lui… la “littorina” giungeva in orario!&lt;br /&gt;Oggi dovevo essere a Maglie per le dieci e trenta. Ottimo! Da Lecce c’è un treno alle nove e quarantatre, arrivo previsto dieci e diciotto, recita l’orario ferroviario invernale feriale. Alle dieci e zerocinque finalmente si parte. Arrivo a Maglie alle undici. Non tanto male poi! Solo tre quarti d’ora di ritardo per fare pochi chilometri. A bordo le carrozze sono piene, tutti a chiedersi, ma con umiltà e rassegnazione, il perché di questo destino. Vana è ogni logica!&lt;br /&gt;Alla partenza la cosa che si nota è una “gran folla” di macchinisti, controllori, maestranze che si affannano intorno alle gloriose carrozze già protagoniste di una delle migliori pellicole girate nel Salento. Quell’Italian Sud Est che in cuor suo, esaltando il ‘paradosso’ della ferrata salentina, puntava alla sua riconsiderazione ed al suo rilancio. Speranza rimasta tale.&lt;br /&gt;La ferrovia salentina fu anche tema della campagna elettorale del presidente Giovanni Pellegrino, che ‘consumò’ due giorni in viaggio, con cameramen al seguito, verso il sud Salento per saggiare in nuce le qualità di quello che, giustamente, considerava uno strumento essenziale del suo nuovo Salento. La chiave di volta di una stagione di progresso, dove mobilità, turismo e marketing territoriale si sarebbero strettamente coniugati.&lt;br /&gt;Nulla purtroppo è cambiato.&lt;br /&gt;Affidarsi ‘depensando’ è il monito: non aver premura! L’avventura è nello spirito di questo vecchio servizio. Come in sogno lasciarsi trasportare! E’ tutto così “familiare”. Viene il controllore, veste di morbido velluto marron intonato al beige della maglione di lana, solo un budge verde lo identifica. Oltre a bucare il biglietto ti chiede dove sei diretto e ti dice dove scendere per proseguire verso la destinazione. Le ferrovie Sud Est sono organizzate per snodi, come una metropolitana con le sue stazioni di “smistamento”. Novoli, Lecce, Zollino, Maglie. Un ideale sistema di tratte che se accordato nelle coincidenze garantirebbe una agevole mobilità. A guardar bene si scorgono atti di modernizzazione. Il cantiere aperto nella tratta Novoli-Carmiano che costringe a trasbordi su pullman. L’elettrificazione e la costruzione di cavalcavia permetteranno la chiusura di alcuni passaggi a livello, mandando in pensione i casellanti: vera pagina mitica della ‘saga’ ferroviaria! Poi penso: si poteva puntare ad una manutenzione generale delle tratte, al rinnovo del parco macchine avviandoci a velocità di “littorina” alla messa a punto del servizio? A rallentare questo processo c’è anche la vertenza aperta dagli ambientalisti e da alcune amministrazioni comunali sulla nuova tratta da costruire nella Valle della Cupa per collegare la stazione di Carmiano con la sede universitaria di Ecotekne.&lt;br /&gt;Unico sollievo il paesaggio. Scorgi frammenti incantati. Il Salento delle pietre, dei tagli nelle cave. Distese di ulivi e di macchia trattengono odori e ti ammaliano quando sei costretto a lunghe pause in aperta campagna. Quel Salento che nella ferrovia trovò il suo piccolo sviluppo che esportava grandi quantità di patate e di tabacco.&lt;br /&gt;L’uomo in marrone ci dice che la stazione di Zollino è prossima, per Maglie si cambia, si raccomanda: “per scendere aspettate che il treno sia fermo”. Perché ci stavamo muovendo?&lt;br /&gt;A margine si segnala che l’unica stazioncina pienamente recuperata e ammodernata è quella minuscola di Melpignano! Zona franca del Salento. Quando dici la taranta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[foto: locomotiva FSE 1960]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2234774936260351863?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2234774936260351863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2234774936260351863&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2234774936260351863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2234774936260351863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2008/01/ciuf-ciuf-ciuuuf-il-non-tempo-sud-est.html' title='Ciuf! Ciuf! Ciuuuf!!! Il non tempo a Sud Est!'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R5EC0H8yH9I/AAAAAAAAAMs/JTd-PQQTKjE/s72-c/loco+FerrSudEst+-1960.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-6296349789525017351</id><published>2008-01-14T20:51:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T20:58:46.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>Indiana Jones a Lecce</title><content type='html'>C’era una volta Lecce.&lt;br /&gt;La Lecce del passato la vediamo, inanimata, in ingrandimenti fotografici che mischiati ai viraggi di stampa portano la nostalgia del Tempo che fu. &lt;br /&gt;Un Tempo fatto di carrozze, di tende a righe che morbide riparavano balconi e mercanzie. Verdurai, erbivendoli, carnezzieri e pescivendoli lanciavano richiami. E poi… barbieri ambulanti lettrici di carte, storpi e mendicanti, monaci cercantini. Un inseguirsi di voci che incrociava destini.  &lt;br /&gt;C’era una volta una Piazza Sant’Oronzo senza la buca dell’Anfiteatro, l’ovale era in altra posizione cinto tutto intorno da porticati, il Sedile aveva una torretta con l’orologio. La  modernità c’aveva portato l’elettricità e una via ferrata portava la gente a San Cataldo, primo tratto di quel filobus che tarda a partire.&lt;br /&gt;La Storia costruisce le sue stratificazioni e le città son venute su riempiendo i buchi del passato, recuperando pietre per fare il nuovo. L’antico non era un problema. Per un lungo arco di tempo il passato non era contemplato come un bene da tutelare. C’era la passione dell’andare avanti, del crescere, del progredire. Poi in parallelo con lo svuotamento e l’imbarbarimento di senso, del portato valoriale, filosofico, ideologico, l’Occidente riscoprì il fascino delle gesta gloriose delle genti originarie. “Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte il Sol che nasce sulla nuova storia; fulgida in arme, all'ultimo orizzonte sta la Vittoria” cantò il fascismo nel suo Inno a Roma e via a far “fori”. Si fosse limitato a quest’opera di scavo stile Indiana Jones non ci sarebbe stato problema, ma sappiamo tutti com’è andata a finire. Adesso il nostro vice sindaco ed assessore alla cultura s’appresta a varare un piano di recupero della Lecce sommersa che prevede la valorizzazione delle tracce di storia della città, presenti in gran numero sotto il suolo del capoluogo. &lt;br /&gt;Progetto non nuovo. Rimaniamo tranquilli, in guerra non ci porterà! L’obiettivo dell’On. Poli è quello di completare il progetto da tanti anni perseguito con determinazione: fare Lecce ancora più bella, densa ed orgogliosa delle sue  suggestioni.&lt;br /&gt;Sentiamo comunque di doverle dare dei consigli avendo in mente l’infinito tempo impiegato per dare forma a Piazzetta Castromediano. Primo atto di ri-scoperta della Lecce nascosta. Che tale è rimasta a ben guardare, nonostante le grandi finestre che ‘illuse’ si alzano per farcela scorgere.&lt;br /&gt;Peccato che non c’è più la segnaletica descrittiva della ‘meraviglia’ sottostante, installata ai tempi dei lavori di scavo. Quello sì un modo per guardare indietro, per farsi un’idea di ciò che il tempo ha mutato. Una pagina a volte dice molto di più di poche pietre. Quello che del progetto ci convince, più che far fori qui e là, è l’intenzione del recupero e della piena valorizzazione del Parco di Rudiae.&lt;br /&gt;Il museo diffuso a pensarci c’è già: è Lecce stessa. Il problema è mostrarlo, concertarlo tenendo le chiese aperte, i cortili aperti con più frequenza e metodo. Rendendo agibili e traversabili le vestigia dell’anfiteatro, del teatro e del Castello di Carlo V. Il resto potrebbe essere descritto, raccontato da ‘pagine aperte’ e dai racconti delle guide. &lt;br /&gt;Una città che basta a se stessa, Lecce, così com’è se solo ci accorgessimo della sua qualità continuamente tradita e illusa, delle sue necessità minime di cura e di tutela.&lt;br /&gt;Ma questo è un altro discorso! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-6296349789525017351?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/6296349789525017351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=6296349789525017351&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6296349789525017351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6296349789525017351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2008/01/indiana-jones-lecce.html' title='Indiana Jones a Lecce'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-6090796727564781037</id><published>2007-12-09T20:14:00.000+01:00</published><updated>2007-12-09T20:25:01.970+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>...ancora e ancora...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_QElr-dI/AAAAAAAAAMc/fqyjiFagK9U/s1600-h/reuters117955120912091412_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_QElr-dI/AAAAAAAAAMc/fqyjiFagK9U/s400/reuters117955120912091412_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142054419892533714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_D0lr-YI/AAAAAAAAAL0/EA6SL-THWKU/s1600-h/ap117894590912091330_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_D0lr-YI/AAAAAAAAAL0/EA6SL-THWKU/s400/ap117894590912091330_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142054209439136130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EElr-ZI/AAAAAAAAAL8/3s0eiyUGYHE/s1600-h/ap117952350912091326_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EElr-ZI/AAAAAAAAAL8/3s0eiyUGYHE/s400/ap117952350912091326_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142054213734103442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EElr-aI/AAAAAAAAAME/bZKAJCDhTk8/s1600-h/ap117952680912091257_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EElr-aI/AAAAAAAAAME/bZKAJCDhTk8/s400/ap117952680912091257_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142054213734103458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EUlr-bI/AAAAAAAAAMM/9yKRFUpjMxw/s1600-h/ap117952950912091316_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EUlr-bI/AAAAAAAAAMM/9yKRFUpjMxw/s400/ap117952950912091316_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142054218029070770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EUlr-cI/AAAAAAAAAMU/bqfwVkHXRVY/s1600-h/reuters117954860912091400_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_EUlr-cI/AAAAAAAAAMU/bqfwVkHXRVY/s400/reuters117954860912091400_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142054218029070786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'uccello intriso di petrolio sarà probabilmente l'ennessimo simbolo del disastro ambientale che si è abbattutto sulle coste della Corea del Sud dove è in corso una lotta contro il tempo per cercare di salvare quello che resta della baia di Mallipo. Volontari, esercito ed esperti provano a fermare la marea nera di petrolio riversata a mare dalla petroliera Hebei Spirit che da venerdì scorso sta scaricando a mare oltre 10 mila tonnellate di petrolio. L'area in questione è considerata uno dei grandi patrimoni ambientali del Paese. (da La Repubblica di oggi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-6090796727564781037?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/6090796727564781037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=6090796727564781037&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6090796727564781037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6090796727564781037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/12/ancora-e-ancora.html' title='...ancora e ancora...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1w_QElr-dI/AAAAAAAAAMc/fqyjiFagK9U/s72-c/reuters117955120912091412_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-5365817630727492106</id><published>2007-12-02T19:59:00.000+01:00</published><updated>2007-12-02T20:02:41.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturalistica'/><title type='text'>oggi, in terrazza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1MBM0lr-XI/AAAAAAAAALs/gZxxu5zot0w/s1600-R/fleurs.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1MBM0lr-XI/AAAAAAAAALs/nGin-XkrflI/s400/fleurs.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139452919546640754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-5365817630727492106?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/5365817630727492106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=5365817630727492106&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5365817630727492106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5365817630727492106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/12/oggi-in-terrazza.html' title='oggi, in terrazza'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/R1MBM0lr-XI/AAAAAAAAALs/nGin-XkrflI/s72-c/fleurs.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-8184765133796603941</id><published>2007-11-12T19:52:00.001+01:00</published><updated>2007-11-12T19:55:00.970+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>l'altra faccia della medaglia... da non dimenticare.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RzihE8CPU-I/AAAAAAAAALc/lpAwjuoEcaE/s1600-h/mar+nero+nov2007.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RzihE8CPU-I/AAAAAAAAALc/lpAwjuoEcaE/s400/mar+nero+nov2007.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132028881595749346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RzihFMCPU_I/AAAAAAAAALk/_ToJ0lyqowk/s1600-h/mar+nero+nov2007-2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RzihFMCPU_I/AAAAAAAAALk/_ToJ0lyqowk/s400/mar+nero+nov2007-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132028885890716658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mar Nero&lt;br /&gt;novembre 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-8184765133796603941?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/8184765133796603941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=8184765133796603941&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8184765133796603941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8184765133796603941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/11/laltra-faccia-della-medaglia-da-non.html' title='l&apos;altra faccia della medaglia... da non dimenticare.'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RzihE8CPU-I/AAAAAAAAALc/lpAwjuoEcaE/s72-c/mar+nero+nov2007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-8014544356393079574</id><published>2007-10-29T19:30:00.000+01:00</published><updated>2007-10-29T19:46:31.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>...lungo le rotaie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RyYqbsS5wRI/AAAAAAAAALU/K0WJO7uCKdA/s1600-h/1711a.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RyYqbsS5wRI/AAAAAAAAALU/K0WJO7uCKdA/s400/1711a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126831881043165458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La filosofia delle stazioni ha in Sergio Rubini regista (alla sua opera prima, nel 1990), uno dei suoi più efficaci narratori. La stazione è una piattaforma di viaggio, spesso da fermi. Alla stessa maniera le stazioni di Trenitalia o Sud-Est, che attraversano la Puglia collegandola, vanno mutando volto e s’avvicinano creativamente a un’idea di trampolino di volo musicale, artistico, sociale da compiere in special modo nella provincia assopita e dimenticata.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I luoghi.&lt;/span&gt; Caselli dismessi o appartamenti ormai vuoti nelle stazioni possono avere una seconda vita e a stabilirlo è stato anche un accordo tra l’Assessorato ai Trasporti della Regione e Trenitalia. A Latiano già da un anno è attivo il centro “La stazione”, chiamato così perché di una di queste occupa il piano superiore, quello un tempo destinato alle famiglie dei capostazione. “L’abbiamo chiamato così per evitare equivoci e perché così l’avrebbero chiamato inevitabilmente tutti, prima o poi” racconta il responsabile Felice Cariolo che la gestisce per conto della associazione Sole d’Oriente. E’ questo un progetto pilota in Puglia che presto, per quel che riguarda Trenitalia, sarà seguito da altri già in corso di valutazione. “Il nostro compito –aggiunge Cariolo- è quello di tenere pulita la sala d’aspetto negli orari nei quali sono previsti passaggi di treni, mansione cui assolviamo con piacere. Anche perché è nel nostro interesse. Da quando ha ridimensionato la stazione di Latiano che non ha più qui una biglietteria, Trenitalia ha affidato i locali al Comune che, a sua volta, li ha passati in comodato d’uso ai ragazzi. Ne hanno fatto una sala prove da 3 euro all’ora, insonorizzata e climatizzata, con un sistema di amplificazione per le band. Qui sono a disposizione anche sale multimediali e corsi di chitarra, basso o cineforum. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il progetto Sud-Est.&lt;/span&gt; Anche le ferrovie Sud Est, pur non essendoci ancora un accordo ufficiale con la Regione, stanno capillarmente riconsiderando il senso delle loro proprietà. “Ci sono una serie di caselli, case cantoniere, appartamenti ormai disabitati che ci vengono richieste e che stiamo concedendo alle associazioni –spiega Maurizio Rizzo dell’Ufficio Patrimonio Sud Est- Per noi è una maniera di rendere le stazioni più frequentate, metterle a disposizione del territorio e ricavarne anche un ritorno d’immagine. Ed in questo siamo in linea con la volontà espressa dalla Regione”. L’affidamento avviene, in questo caso, in concessione d’uso oneroso, direttamente alle associazioni che corrispondono alle Sud-Est un affitto minimo o garantiscono lavori di ristrutturazione. Sulla mappa del recupero scorrono la stazione di Conversano, affidata all’associazione Sudest Donne, quella di San Michele all’associazione Plurale e, quindi, Putignano e Noicattaro con due impianti affidati ai Comuni per iniziative teatrali. Scendendo a Sud oltre a Gallipoli (casello gestito dall’associazione Premio Barocco con la Protezione civile), a Melissano il casello è diventato “casa culturale” di una comunità di recupero e ad Acquarica del Capo di un gruppo di diversamente abili. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il futuro.&lt;/span&gt; Tra le più recenti acquisizioni c’è quella del casello di San Cesario di Lecce. A occuparsene sarà Hotel Albania, vivace gruppo di artisti-musicisti, nonché etichetta discografica guidata  dall’ottimo trombettista salentino Cesare Dell’Anna. “I lavori cominciano tra una settimana e poi partiamo con le attività. Andremo come un treno” garantisce entusiasta. Mentre è già attivo da qualche tempo Casello 13 associazione voluta da Pino Sansò, ex ferroviere ed ex sindacalista Cgil, particolarmente interessato allo sviluppo di questa politica d’affidamento per scopi associativi. Casello 13, a Copertino, cura iniziative d’arte, cultura, musica, attività, servizi. Tra le iniziative più importanti, il censimento delle cappelle votive rurali sul territorio, il recupero di alcune di queste rese poi  visibili con passeggiate a piedi, a cavallo e in bicicletta. Tra le ultime e più importanti battaglie di Casello 13, ricorda Ambra Biscuso, operatrice culturale ed editrice con Il Raggio verde, ci sarà “la denuncia finalizzata a salvare la millenaria abbazia di Casole di Copertino, luogo ricco di spiritualità e storia che si sta danneggiando per mano dell´uomo più che del tempo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;antonella gaeta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RyYnm8S5wQI/AAAAAAAAALM/Uvkk_6c5wMY/s1600-h/puccettu.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RyYnm8S5wQI/AAAAAAAAALM/Uvkk_6c5wMY/s400/puccettu.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126828775781810434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Parlano i suoi quadri (forti, dolenti, decisi), parlano le sue poesie che sono graffi all’anima. Ma, soprattutto, parla Puccetto pittore, poeta e casellante da ventidue anni della stazione Sud-Est di Tricase-Tutino. “Il casello lo amo –racconta alla sua maniera, viscerale- le pareti sono per me specchi e l’edificio è una persona alta due piani”. Puccetto non lascia mai il casello “se non quando le penne si consumano e i pennelli anche”. A notte fonda, è parte integrante di questo luogo che, in qualche maniera, l’ha salvato. E’ tornato qui dopo un lungo pellegrinaggio per le vie d’Europa, redento dalla sua terra ma, soprattutto, dal suo straordinario fuoco creativo. Dipinge (o come preferisce lui “imbratta”) alla Pollock, facendo cadere tagli di colore sulle tele e i suoi lavori hanno richiamato l’attenzione della Galleria Sempione di Milano, della Galleria Rossi di Bologna e della Rex di Fiuggi. E un paio di occasioni clamorose delle quali preferisce non parlare. Forte personalità che non poteva non attirare chi di storie così vive. Antonio Rocco D’Aversa, classe 1957, è diventato così uno dei  protagonisti del film “Italian Sud Est" dei Fluid Video Crew . Ma ora Puccetto (“nome comune di cosa”) s’aspetta di più. Presto tornerà la troupe del regista franco-algerino Rachid Benhadj (“Il pane nudo”) che su di lui sta girando un documentario. Mentre tra le ultime visite importanti al suo casello-laboratorio c’è quella di Giuseppe Bertolucci. Lui non si scompone, a malapena ne ricorda i nomi che segna su foglietti, continua a dipingere e, soprattutto ultimamente, a scrivere. Ho finito ieri un’autobiografia”. La parola passa agli editori. a.g.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-8014544356393079574?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/8014544356393079574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=8014544356393079574&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8014544356393079574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8014544356393079574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/10/lungo-le-rotaie.html' title='...lungo le rotaie'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RyYqbsS5wRI/AAAAAAAAALU/K0WJO7uCKdA/s72-c/1711a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-6184114404543366070</id><published>2007-10-23T18:38:00.000+02:00</published><updated>2007-10-23T18:49:45.217+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><title type='text'>Le cave quell’indelebile “sfregio cicatrice” che l’incuria e la dimenticanza hanno reso discarica.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rx4kh0pDYhI/AAAAAAAAALE/9AR_Y64OLCo/s1600-h/url.jpeg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rx4kh0pDYhI/AAAAAAAAALE/9AR_Y64OLCo/s400/url.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124573589479318034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il manifesto in gergo grafico si chiama doppio elefante: 100 X 140 cm., una campitura di cielo notturno, il paesaggio in basso era tagliato nel giallo della pietra, il mare, una torre e il saluto di un uomo rivolto ad oriente! Il segno inconfondibile di Francesco Spada inaugurava la prima volta di uno spettacolo in una cava. Era il 1992, tra Cursi e Melpignano andavano in scena i Canti Orfici, il ritorno di Carmelo Bene nella sua terra, dopo lunghi anni di stizzita assenza. Era quello anche l’inizio della stagione ancora inesausta dell’affermazione di una particolarità territoriale, e il Salento proprio nella pietra trovava una leva possibile di rilancio e di affermazione.&lt;br /&gt;Oggi lo “Studio dAM - architettura materia e ambiente” (www.studiodam.eu) di Roma è stato incaricato dalla Regione Puglia di progettare la riqualificazione delle cave pugliesi dismesse. Il progetto dei tre giovani architetti romani Paolo Cannata (laureato a Roma nel 2002), Linda Gaia Roncaglia (laureata a Roma nel 2000) e Marco Scarpa (laureato nel 2003 allo IUAV), interessa sei ipotesi di restauro del paesaggio pugliese ed include le porzioni dismesse delle cave di Cursi, da destinare a parco tematico museale, e di Maglie, da riconvertire in area agricola sperimentale per lo stoccaggio di ecoballe. &lt;br /&gt;Progetti, che pur corrispondendo ad una necessità territoriale, appaiono calati dall’alto, ‘spalmati’ su un territorio che con le cave ha un rapporto complesso e contraddittorio. Da un lato la forte suggestione che esercitano su noi abitanti di pianura, che in esse pratichiamo lo sprofondo e la vertigine, e dall’altra la densità di una memoria fatta di dura fatica che allontana e disincanta.&lt;br /&gt;Cursi: “Territori di Pietra” e le notti di San Lorenzo, le “Visite ai Giardini di Pietra”, l’Ecomuseo e il Parco delle Cave, l’Osservatorio Nomade, il progetto Egnatia, le pietre di scarto e Mare emerso, nomi a caso? No, segnano la linea di un progetto reale che in un ciclo più o meno ventennale ha attivato riflessioni, accadimenti, ha coinvolto sensibilità, sedotto pensieri e pratiche intorno alle cave.&lt;br /&gt;In realtà tutte false partenze se non sono state capaci di maturare una coscienza ed una organizzazione tali da riversarsi concretamente sul territorio, dando corpo e realtà ai desideri progettuali di quei tanti nomadi, salentini e non, in cerca di un territorio dove dare campo all’arte e alla ricerca, sperimentando nuovi equilibri tra habitat e comunità.&lt;br /&gt;Da questo giornale si è lanciato l’allarme su come la pietra salentina non sia tutelata ed accompagnata sul mercato, di come le opere di un design evoluto siano snaturate nella loro essenza ed unicità da chi non ha il rigore, l’educazione e la disciplina necessaria per inventare e per creare.&lt;br /&gt;Siamo alle solite! Di chi è la responsabilità? A chi è dovuto costruire le regole e la sovrastruttura a garanzia, a riconoscimento e a tutela del fare?&lt;br /&gt;La risposta c’è, questa volta la facciamo rimanere tra le righe!&lt;br /&gt;Rimaniamo all’incanto delle cave: “La strada si inoltrava nella campagna disseccata e desertica tra il frinire assordante delle cicale e si inabissava verso il fondo delle cave che quasi da ogni lato circondavano la città come un vallo irregolare e ne costituivano in negativo la misura, perché da lì proveniva tutta la pietra con cui nei secoli erano stati edificati e chiese e palazzi e case e fortificazioni, quasi che la città stessa fosse stata generata dalla terra e la terra di quella faticosa generazione serbasse il segno, l’indelebile sfregio/cicatrice.” L’immagine è tratta dal racconto “Le volpi e le fate” di Giovanni Pellegrino, una descrizione dell’intorno di Lecce che vale per l’intero territorio talentino, fatto di quel “quasigiallo quasirosa che la pietra delle nostre case acquista sotto il sole della primavera e conserva sino alle prime piogge d’autunno, la nostra pietra così tenera, così duttile sotto lo scalpello degli antichi artigiani, così arrendevole alle offese del tempo che profondamente assorbiva il calore del giorno e subito cominciava a restituirlo non appena raggiunta dall’ombra del pomeriggio…”.&lt;br /&gt;Tante cose è la pietra, è bene non scordarlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-6184114404543366070?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/6184114404543366070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=6184114404543366070&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6184114404543366070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6184114404543366070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/10/le-cave-quellindelebile-sfregio.html' title='Le cave quell’indelebile “sfregio cicatrice” che l’incuria e la dimenticanza hanno reso discarica.'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rx4kh0pDYhI/AAAAAAAAALE/9AR_Y64OLCo/s72-c/url.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-7619592676410963351</id><published>2007-10-20T19:32:00.001+02:00</published><updated>2007-10-20T19:32:59.349+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><title type='text'>La zona industriale di Lecce, ah! Che male agli occhi!</title><content type='html'>Su un furgone per anni ho attraversato l’Italia, ho avuto occhi per guardarla in molte sue pieghe.&lt;br /&gt;La casa e il lavoro in un teatro di Romagna, il cuore e gli ideali cresciuti nelle Marche, zone operose, dense di lavoro, di passione e di sapienza, dove le tante attività si coniugano in un’armonia sorprendente. Una tenuta del paesaggio che sistema i comparti produttivi senza macroscopici squilibri, capacità frutto di una dedizione al “bene comune” che le rende tra le regioni più ricche d’Italia. Oggi, viaggio molto meno, gli occhi l’investo in un guardare attento alle cose di qui, mortificato spesso dallo spegnersi della bellezza: il Salento è un territorio aggredito dall’incuria, senza indirizzo. Anche lì dove dovrebbe mantenere una tenuta d’immagine rovinosamente crolla, non tiene. Non si guarda! Governato da una classe dirigente superficiale e litigiosa, spesso inconcludente attenta solo al proprio senza orizzonti e prospettive.&lt;br /&gt;Guardiamo la zona industriale di Lecce, una bruttura, una totale desolazione.&lt;br /&gt;Direte: “…ma una zona industriale non rappresenta la città, sta ai suoi margini, nascosta, trafficata solo da camionisti e manager”. Non è così. Una zona industriale rappresenta lo spirito e l’operosità di una comunità e lì che la sua classe imprenditoriale si rappresenta.&lt;br /&gt;Prendete un piccolo segmento del calzaturiero marchigiano: Montecosaro Scalo, angolo remoto dell’Italia che sa cos’è la fatica e l’impegno civico. Sede di industrie, grandi e piccole, molte nate da gente di campagna che ha saputo riconvertire il “tempo lavoro” dando corpo e sostanza a quel “modello marchigiano” studiato da economisti e sociologi. Una filiera complessa ed articolata che ha in affido il territorio. Le rotatorie, le strade che immettono nelle zone industriali sono curate dalle aziende. Il “pratino”, i fiori, la segnaletica, le insegne, gli stabilimenti, segnano un decoro che rappresenta una volontà di benessere e di buon vivere al di la di ogni superficialità. La bellezza non è l’impermanente conforto del consumo è la rassicurazione di stare in un luogo che sa organizzare la sua vita, redistribuisce la ricchezza, attenta a non tradire la qualità territoriale.&lt;br /&gt;Oggi scopriamo che i nostri industriali manco pagano l’acqua, che il loro consorzio è fortemente indebitato, condizione cronica prodotta da anni e anni di pressappochismo e di disinteresse. Che dire?! Pare vano chiedere loro uno sforzo per dare volto ai territori che li accolgono, un’utopia! Concetti astratti! Cosa mai potrebbero comprendere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-7619592676410963351?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/7619592676410963351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=7619592676410963351&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7619592676410963351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7619592676410963351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/10/la-zona-industriale-di-lecce-ah-che.html' title='La zona industriale di Lecce, ah! Che male agli occhi!'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-5146467743547193167</id><published>2007-10-16T19:59:00.000+02:00</published><updated>2007-10-16T20:05:33.160+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturalistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>fiori d'agave</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RxT85UpDYgI/AAAAAAAAAK8/tbCJvE09NRA/s1600-h/fiori-d%27agave2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RxT85UpDYgI/AAAAAAAAAK8/tbCJvE09NRA/s400/fiori-d%27agave2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121996737950736898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Pensare col corpo.&lt;br /&gt;Ascoltare il corpo prima della mente? Ascoltare il corpo prima della mente.&lt;br /&gt;Il corpo, se allenato all'ascolto, fornisce tracce e spiegazioni alla comprensione che spiegare non è possibile. &lt;br /&gt;Anche perchè spesso chi pensa di avere i titoli per farlo, il corpo, il proprio corpo, lo conosce poco o affatto.&lt;br /&gt;Questo lo sanno bene tutte le persone che sono cresciute a contatto quotidiano con il territorio.&lt;br /&gt;Quasi nulla passa prima dalla loro mente, ma tutto reagisce come gli occhi alla luce, &lt;br /&gt;l'orecchio al suono, il palato al gusto, l'erba alla pioggia.&lt;br /&gt;Noi, invece, cresciuti disimparando il territorio e anche il nostro corpo, territorio della nostra intelligenza di uomini, &lt;br /&gt;dobbiamo dare fiducia al corpo, che reclama l'azione, che esorta a non avere paura.&lt;br /&gt;E' il corpo l'unico strumento che può fornirci un riferimento fisico nello spazio vitale che abitiamo.&lt;br /&gt;La sua potenza fisica e cinetica crea l'accesso alla visione di cose che non si possono scoprire seduti ad un tavolo, &lt;br /&gt;accontentandosi del solo pensare.&lt;br /&gt;L'unione di questi due poli ci rende minuscole particelle pienamente integrate &lt;br /&gt;con il senso generale dell'universo in cui viviamo.&lt;br /&gt;Ogni piccola cosa del mondo naturale che ci circonda è la metafora e il simbolo di qualcosa di più grande.&lt;br /&gt;Il sangue ha bisogno di ossigeno da trasportare,&lt;br /&gt;ma se il sangue è stanco, infetto di nevrosi e cinismo, trasporta armi chimiche mortali.&lt;br /&gt;Il sangue deve uscire e rigenerarsi nella luce, davanti alla terra dalla quale tutti veniamo e alla quale torneremo.&lt;br /&gt;Siamo sangue e nervi, ossa e carne, materia deperibile tenuta viva dall'ossigeno &lt;br /&gt;che proprio il nostro sangue è in grado di trasportare: &lt;br /&gt;il respiro della vita non è nel pensiero, &lt;br /&gt;ma nello sguardo quotidiano di ciò che ci circonda e di quello che incontriamo sulla via. &lt;br /&gt;L'alito dell'esistenza si svolge nell'Immaginare ogni istante."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Sapienza, "I diari di Rubha Hunish - brevi saggi sull'interruzione del pensiero in viaggio", Baldini Castoldi Dalai 2004&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-6731839926659447031?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/6731839926659447031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=6731839926659447031&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6731839926659447031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6731839926659447031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/09/ascoltare-il-corpo-prima-della-mente.html' title='Ascoltare il corpo prima della mente'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RuwVcn8giII/AAAAAAAAAKs/BAJt_4WrFww/s72-c/L%27Uomo+Lungo+di+RH.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-9113973951549778637</id><published>2007-09-04T15:36:00.000+02:00</published><updated>2007-09-04T15:38:27.433+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><title type='text'>zanotelli per la Palascìa</title><content type='html'>Alex Zanotelli, nel corso del suo discorso durante l'iniziativa dei padri Comboniani al Castello Carlo V di Lecce il 2 settembre in occasione della partenza della Carovana della pace, ha firmato l'adesione al Comitato Giù le mani da Punta Palascia e nel suo intervento ha lanciato un appello a sostegno di questa battaglia civile:&lt;br /&gt;"Oggi il mondo è pericolosamente sull'orlo di un abisso, ha di fronte la minaccia nucleare e un aumento vertiginoso delle spese militari, a livelli pari a quelli del periodo della guerra fredda. Il Sud è sempre più militarizzato, da Napoli a Sigonella la presenza militare si è moltiplicata. Anche il Salento rischia di essere coinvolto, per questo bisogna opporsi all'ampliamento della base militare di Punta Palascia." &lt;br /&gt;Dopo aver invitato i presenti a firmare l'appello promosso dal Comitato "Giù le mani da Punta Palascia", ha detto "non fatevi rubare un pezzo di questo meraviglioso territorio".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-9113973951549778637?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/9113973951549778637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=9113973951549778637&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/9113973951549778637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/9113973951549778637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/09/zanotelli-per-la-palasca.html' title='zanotelli per la Palascìa'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-5398211348648342732</id><published>2007-08-31T12:33:00.000+02:00</published><updated>2007-08-31T12:34:41.379+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><title type='text'>sempre in difesa di Punta Palascia</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA 31.8.2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la mobilitazione popolare di cittadini, associazioni e partiti politici che ha dato vita al Comitato Giù le mani da Punta Palascìa e alla grande manifestazione del 18 agosto cui hanno partecipato oltre 3.000 persone, il Comitato continua la sua battaglia per la difesa del territorio di Punta Palascìa e per impedire lo scempio che si perpetrerebbe con l’ampliamento della base della Marina Militare.&lt;br /&gt;Si sono moltiplicate le adesioni di cittadini, associazioni, uomini di cultura e politici all’appello per proteggere quel tratto di costa che si spinge a est per incontrare ed accogliere  i popoli e le culture del mediterraneo, divenendo un ponte simbolo di scambio e contaminazione e per porre un netto rifiuto all’orribile progetto di cemento che la Marina Militare definisce “sistema antiintrusione”. &lt;br /&gt;Come concordato con il sottosegretario del Ministero dell’Ambiente Laura Marchetti, intervenuta alla manifestazione per difendere l’alto valore paesaggistico e simbolico del luogo e del faro di Punta Palascìa, il prossimo 10 settembre la Marina Militare Italiana è stata invitata dal Ministero dell’Ambiente ad un tavolo informale di consultazione insieme ai rappresentanti del Comitato e al Sindaco di Otranto, tavolo finalizzato a ridiscutere l’intera decisione di collocare lì le nuove strutture militari.&lt;br /&gt;Il fronte dell’opposizione allo scellerato progetto della Marina si allarga ulteriormente. Dopo l’appoggio del Ministero dell’Ambiente, la richiesta di chiarimenti alla Marina da parte della Regione Puglia, le dichiarazioni del Presidente della Provincia Pellegrino di ferma opposizione al progetto, il Comitato sta invitando tutti i Comuni salentini a sposare ufficialmente con delibera del Consiglio comunale la battaglia di civiltà a difesa della Palascìa.&lt;br /&gt;Il Comune di Melpignano, unica amministrazione locale presente alla manifestazione del 18 agosto nella persona del sindaco Sergio Blasi, ha già previsto, per il primo consiglio comunale di settembre, l’approvazione di una delibera consigliare per l’adesione ufficiale del Comune di Melpignano al Comitato giù le mani da Punta Palascìa.&lt;br /&gt;Il Capogruppo Consigliare di “Uggiano Cambia” ha predisposto un ordine del giorno al prossimo Consiglio di Uggiano La Chiesa perché l’amministrazione sostenga la battaglia intrapresa dal Comitato.&lt;br /&gt;Hanno dimostrato il loro interesse alla difesa di Punta Palascìa anche i Comuni di Nardò, Casarano, Parabita e Collepasso.&lt;br /&gt;Obiettivo del Comitato è quello di sensibilizzare tutta la popolazione sull’importanza della salvaguardia di Punta Palascìa, del territorio tutto e del rispetto delle norme a difesa dei vincoli paesaggistici, che, ricordiamolo, sono stati violati dalla Marina con l’apertura del cantiere e l’inizio dei lavori senza le necessarie autorizzazioni.&lt;br /&gt;A questo fine il Comitato lancia l’invito a tutti i cittadini per sabato 15 settembre alla Palascìa alle ore 15:00 ad unirsi o ad assistere al corteo in barca dal Porto di Otranto al Faro ed in bici dalla stazione di Otranto al Faro per ripetere ancora una volta “Palascìa Arca di Pace e non arco di guerra”.&lt;br /&gt;Si raccoglieranno, infine, altre firme il giorno 2 settembre a Lecce, presso il Castello Carlo V, in occasione della presenza del Padre Comboniano Alex Zanotelli dalle 18:00 in avanti ed il 9 di settembre dalle 17:00 in avanti ad Otranto presso i giardini pubblici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato Giù le mani da Punta Palascìa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-5398211348648342732?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/5398211348648342732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=5398211348648342732&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5398211348648342732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5398211348648342732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/08/sempre-in-difesa-di-punta-palascia.html' title='sempre in difesa di Punta Palascia'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3092612918499288424</id><published>2007-08-16T10:30:00.000+02:00</published><updated>2007-08-16T12:23:38.250+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><title type='text'>la divinità della vita</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RsQlnWf06OI/AAAAAAAAAKk/SJjYYWNaBaY/s1600-h/7c6af1aeb83026c0ec073e3e31d4cd58.jpeg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RsQlnWf06OI/AAAAAAAAAKk/SJjYYWNaBaY/s400/7c6af1aeb83026c0ec073e3e31d4cd58.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099242036074440930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"[...] so che solo una cosa promette di dar pace agli uomini, ed è il senso della divinità della vita, anche se i nostri destini personali siano esclusi dall'immortalità. E' solo in rapporto alla poesia, che io posso pensare al pane, solo in rapporto alla bellezza, che posso sopportare l'utilità. [...] Oggi si cura la febbre con altra febbre, il dolore con altro dolore. Si dice: costruiamo il mondo, instauriamo un ordine nuovo. Bellissimo: ma nulla si può fare di nuovo, che non sia ridare all'uomo il rispetto di sé, come di una divinità serena. [...] Perchè, vedi, i frutti dicono l'albero: e se i frutti di quest'ordine nuovo, oggi, sono assolutamente privi di dolcezza e sapore, e non fanno bene all'organismo, io dico che quell'albero è posticcio, come l'altro era morto.&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;Io vorrei che anche un borghese e una donna di mondo si accorgessero, attraverso una loro rappresentazione, di essere un borghese e una donna di mondo. E si operasse in questo senso uno sfatamento della leggenda inebbriante del lusso, dell'avidità e della stupidità. [...] non contro gli uomini, io sono, ma contro quello che fa 'non uomini' gli uomini, e 'non donne', le donne."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna Maria Ortese&lt;br /&gt;lettera indirizzata a Pasquale Prunas - Milano, agosto 1948&lt;br /&gt;in&lt;br /&gt;Anna Maria Ortese, "Alla luce del Sud - lettere a Pasquale Prunas", Archinto, Milano 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-3092612918499288424?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/3092612918499288424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=3092612918499288424&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3092612918499288424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3092612918499288424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/08/la-divinit-della-vita.html' title='la divinità della vita'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RsQlnWf06OI/AAAAAAAAAKk/SJjYYWNaBaY/s72-c/7c6af1aeb83026c0ec073e3e31d4cd58.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3996292981253076186</id><published>2007-08-13T11:47:00.000+02:00</published><updated>2007-08-13T11:49:38.577+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturalistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><title type='text'>firma l'appello :::GIU' LE MANI DA PUNTA PALACìA:::</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RsAotSS6soI/AAAAAAAAAKc/uwS7M2563po/s1600-h/punta+palaci%CC%80a.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RsAotSS6soI/AAAAAAAAAKc/uwS7M2563po/s400/punta+palaci%CC%80a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098119536653808258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;APPELLO&lt;br /&gt;Apprendiamo con grande preoccupazione l’intenzione della Marina Militare di edificare ampliamenti della base militare di Otranto a ridosso del faro di Punta Palascìa, in uno dei luoghi più belli e intatti della costa salentina e dell’intera costa italiana, parte integrante ed estremamente importante del parco naturale regionale Otranto – Santa Maria di Leuca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo convinti che questa operazione sia il frutto di una valutazione superficiale del patrimonio ambientale locale, che costituisce una ricchezza irrinunciabile sia per la propria importanza intrinseca, sia per il valore che ha nei processi di sviluppo turistico del Salento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché ci pare assolutamente ingiustificabile una così grave offesa al patrimonio costiero della provincia di Lecce, siamo certi che tutte le amministrazioni direttamente o indirettamente interessate, sia civili che militari, sapranno e vorranno evitare il gravissimo scempio preannunciato, nell’interesse della popolazione salentina, dell’intera popolazione italiana e di tutti coloro che sanno e vogliono continuare ad apprezzare l’assoluta bellezza del patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest’ottica, chiediamo che sia immediatamente revocato ogni intento edificatorio nell’area di Punta Palascìa, e che si mantenga alto, nel Salento, il livello di tutela di un patrimonio ambientale e paesaggistico che trova pochi termini di paragone e che costituisce il cardine di un importante e innovativo modello di sviluppo economico e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FIRMA  &lt;br /&gt;(sottoscrivi e gira a Valentina Stamerra, vicepresidente del comitato "giù le mani da Punta Palacìa" costituitosi il 3 agosto scorso a Otranto, all'indirizzo: valentina.stamerra@clio.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-3996292981253076186?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/3996292981253076186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=3996292981253076186&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3996292981253076186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3996292981253076186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/08/firma-lappello-giu-le-mani-da-punta.html' title='firma l&apos;appello :::GIU&apos; LE MANI DA PUNTA PALACìA:::'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RsAotSS6soI/AAAAAAAAAKc/uwS7M2563po/s72-c/punta+palaci%CC%80a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-8389761080954597669</id><published>2007-08-03T21:48:00.000+02:00</published><updated>2007-08-03T22:13:36.679+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Verso il Largo: primo ritrovamento...</title><content type='html'>Luana ha trovato la bottiglia n.7!&lt;br /&gt;questa è la sua email di contatto con noi di Germinazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao! &lt;br /&gt;Sono una ragazza di 22 anni di Roma, il mio nome è Luana. Ho trovato una bottiglia con una bellissima poesia mentre facevo il bagno al mare giù vicino a Otranto, con la mia maschera. Ero intenta a trovare una collana che aveva visto mio padre in fondo al mare, ma poi ho trovato un altro "tesoro" "in cima" al mare :)&lt;br /&gt;Prima di trovarla avevo pensato anche io di scrivere una poesia e buttarla in mare... o forse una lettera. Ma non l'ho mai fatto. E devo dire che trovarla è stato molto bello. Ma visto che mi avete dato tanto vi restituirò qualcosa di mio... quello che posso darvi. A me piace molto leggere e credo che chi sa fare buon uso della parola scritta per comunicare ha un dono. Io sono più portata nella comunicazione visiva. In ogni caso amo ogni forma d'arte. Potrei spaziare molto a riguardo ma per ora mi fermo qui e aspetto ansiosamente una vostra risposta.&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;Luana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: spero mi rispondiate prima di lunedì. Parto per la Sicilia. In questa estate partirò altre tre volte (a settembre sono di nuovo in Puglia) quindi mi scuso anticipatamente per la poca costanza nel quale vi risponderò."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RrOHuyS6snI/AAAAAAAAAKU/OT3Eyn7oMkE/s1600-h/luglio+%2707-otranto+038.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RrOHuyS6snI/AAAAAAAAAKU/OT3Eyn7oMkE/s400/luglio+%2707-otranto+038.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094564841331012210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;la foto era allegata all'email di Luana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-8389761080954597669?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/8389761080954597669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=8389761080954597669&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8389761080954597669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8389761080954597669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/08/primo-ritrovamento.html' title='Verso il Largo: primo ritrovamento...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RrOHuyS6snI/AAAAAAAAAKU/OT3Eyn7oMkE/s72-c/luglio+%2707-otranto+038.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-6111360998810433619</id><published>2007-07-29T10:24:00.000+02:00</published><updated>2007-07-29T10:26:23.218+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente e territorio'/><title type='text'>A Punta Palacia, apri l'occhi!</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RqxPAiS6smI/AAAAAAAAAKM/FHKcnjW1PBE/s1600-h/Messapo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RqxPAiS6smI/AAAAAAAAAKM/FHKcnjW1PBE/s400/Messapo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092532149273932386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Marina Militare Italiana intende iniziare i lavori per lo sfregio permanente di uno dei luoghi più belli della nostra costa: Punta Palacia - Otranto.&lt;br /&gt;Il progetto prevede  la costruzione di due torri di 11 metri, di alloggi per il personale militare, di un garage per i mezzi, nonchè la ristrutturazione degli edifici esistenti.&lt;br /&gt;E' stata indetta una conferenza di servizi cui parteciperà anche la Regione, il Comune di Otranto e l'Ufficio che si occupa dei parchi, nell'ambito della quale si deciderà se e come realizzare le opere.&lt;br /&gt;Fonte: http://www.comune.otranto.le.it&lt;br /&gt;FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE, NON DELEGHIAMO &lt;br /&gt;BISOGNA INTERVENIRE TUTTI A DIFENDERE QUESTO TESORO INESTIMABILE!!! &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lunedì 30 luglio alle ore 19:30 a Tricase Piazza Dell'Abate - Torre del Sasso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;nell'ambito dell'iniziativa di Coppula Tisa "Alba del Mito" sarà presente, tra le altre autorità, anche il Presidente della Regione Nichi Vendola &lt;br /&gt;Il primo appuntamento è lì per un fermo &lt;br /&gt;NO &lt;br /&gt;NESSUN COMPROMESSO &lt;br /&gt;PUNTA PALACIA NON SI TOCCA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Giuristi Democratici Lecce&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-6111360998810433619?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/6111360998810433619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=6111360998810433619&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6111360998810433619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6111360998810433619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/07/punta-palacia-apri-locchi.html' title='A Punta Palacia, apri l&apos;occhi!'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RqxPAiS6smI/AAAAAAAAAKM/FHKcnjW1PBE/s72-c/Messapo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-2498243633690893157</id><published>2007-07-24T00:17:00.000+02:00</published><updated>2007-07-24T00:18:58.659+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><title type='text'>...regalino virtuale...</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RqUpCiS6slI/AAAAAAAAAKE/Zr0ZTcMjTkc/s1600-h/libroig3.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RqUpCiS6slI/AAAAAAAAAKE/Zr0ZTcMjTkc/s400/libroig3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090520077354840658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;grazie [t]erronea!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2498243633690893157?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2498243633690893157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2498243633690893157&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2498243633690893157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2498243633690893157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/07/regalino-virtuale.html' title='...regalino virtuale...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RqUpCiS6slI/AAAAAAAAAKE/Zr0ZTcMjTkc/s72-c/libroig3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-6677818228766478234</id><published>2007-07-19T11:16:00.000+02:00</published><updated>2007-07-19T11:40:04.108+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>poesia liberata...</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8sVYlMrLI/AAAAAAAAAJU/fNo2_RBGkYQ/s1600-h/IMG_6291web.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8sVYlMrLI/AAAAAAAAAJU/fNo2_RBGkYQ/s400/IMG_6291web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088834849839295666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;18 luglio 2007, ore 16.57&lt;br /&gt;mare adriatico, costa salentina, sant'andrea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w9YlMrMI/AAAAAAAAAJc/gJFghCPVwf8/s1600-h/IMG_6221web.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w9YlMrMI/AAAAAAAAAJc/gJFghCPVwf8/s400/IMG_6221web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088839935080574146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w94lMrNI/AAAAAAAAAJk/FS_k4KTVlcE/s1600-h/IMG_6262web.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w94lMrNI/AAAAAAAAAJk/FS_k4KTVlcE/s400/IMG_6262web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088839943670508754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w-IlMrOI/AAAAAAAAAJs/P-tSCcLqPj0/s1600-h/IMG_6384web.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w-IlMrOI/AAAAAAAAAJs/P-tSCcLqPj0/s400/IMG_6384web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088839947965476066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w-olMrPI/AAAAAAAAAJ0/lOYIEQ4R_lc/s1600-h/IMG_6256web.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w-olMrPI/AAAAAAAAAJ0/lOYIEQ4R_lc/s400/IMG_6256web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088839956555410674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w_IlMrQI/AAAAAAAAAJ8/qyKyEipSrxQ/s1600-h/IMG_6392web.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8w_IlMrQI/AAAAAAAAAJ8/qyKyEipSrxQ/s400/IMG_6392web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088839965145345282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-6677818228766478234?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/6677818228766478234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=6677818228766478234&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6677818228766478234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/6677818228766478234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/07/poesia-liberata.html' title='poesia liberata...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rp8sVYlMrLI/AAAAAAAAAJU/fNo2_RBGkYQ/s72-c/IMG_6291web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-8124051524711961507</id><published>2007-07-11T19:40:00.000+02:00</published><updated>2007-07-11T20:05:35.270+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>...le poesie in bottiglia</title><content type='html'>verso il largo&lt;br /&gt;molo del porto di san foca, 12 luglio 2007 ore 17,30&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RpUbl4JROrI/AAAAAAAAAJM/Lp0CNMlmY34/s1600-h/pentolinoweb.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RpUbl4JROrI/AAAAAAAAAJM/Lp0CNMlmY34/s400/pentolinoweb.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086001691725216434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;n. 1/10 _ Jorge Luis Borges&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giusti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia. Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi. Il ceramista che intuisce un colore e una forma. Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. Chi accarezza un animale addormentato. Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 2/10 _ Costantinos Kavafis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai detto: “Per altre terre andrò per altro mare.&lt;br /&gt;Altra città, più amabile di questa, dove&lt;br /&gt;ogni mio sforzo è votato al fallimento&lt;br /&gt;dove il mio cuore come un morto sta sepolto&lt;br /&gt;ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?&lt;br /&gt;Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,&lt;br /&gt;della mia vita consumata qui, non vedo&lt;br /&gt;che nere macerie e solitudine e rovina”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non troverai altro luogo non troverai altro mare.&lt;br /&gt;La città ti verrà dietro. Andrai vagando&lt;br /&gt;per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.&lt;br /&gt;Imbiancherai in queste stesse case. Sempre&lt;br /&gt;farai capo a questa città. Altrove, non sperare,&lt;br /&gt;non c’è nave non c’è strada per te.&lt;br /&gt;Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto&lt;br /&gt;tu l’hai sciupata su tutta la terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 3/10 _ Mira Rivieccio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne della mia terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne della mia terra&lt;br /&gt;Portano nei capelli il profumo del mare&lt;br /&gt;E nel viso un coraggioso sorriso&lt;br /&gt;E l’amaro segreto del pianto.&lt;br /&gt;Le donne della mia terra &lt;br /&gt;Sono dolci distese d’acqua, &lt;br /&gt;che rispecchiano la luna,&lt;br /&gt;ma sanno essere taglienti,&lt;br /&gt;come il vento freddo di tramontana.&lt;br /&gt;Le donne della mia terra&lt;br /&gt;Sussurrano parole, &lt;br /&gt;che posano sulle labbra&lt;br /&gt;il risveglio in un’alba di primavera.&lt;br /&gt;Le donne della mia terra&lt;br /&gt;Hanno nel sangue un mare in tempesta&lt;br /&gt;E nel cuore l’abbandono dell’onda,&lt;br /&gt;quando incontra il suo scoglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 4/10 _ Kahlil Gibran&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi misuriamo il tempo sul movimento di innumerevoli soli. Loro invece &lt;br /&gt;misurano il tempo con minuscoli apparecchi in tasche minuscole. Ora ditemi &lt;br /&gt;voi se è mai possibile incontrarci nello stesso posto e alla stessa ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 5/10 _ Pitza Ghalazi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prologo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché la poesia &lt;br /&gt;è una piccola finestra privata&lt;br /&gt;che custodisco con semi agguerriti&lt;br /&gt;e pori dilatati.&lt;br /&gt;Poiché in questa finestra&lt;br /&gt;si incarna la Regina, che veglia sul mondo.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è un piccolo fiore selvaggio&lt;br /&gt;nell’umidità della prigione&lt;br /&gt;che fiorisce nelle crepe del cemento, piccolo ribelle.&lt;br /&gt;Poiché la poesia &lt;br /&gt;è un pezzo di cielo dietro una finestra a sbarre,&lt;br /&gt;eredità di legami e libertà suprema. &lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è la galleria tenebrosa&lt;br /&gt;per passare alla libertà.&lt;br /&gt;Il tirocinio al superamento verso la luminosa trasfigurazione.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è la memoria e la voce della mia generazione fatta a pezzi.&lt;br /&gt;L’ossigeno e il pentotal&lt;br /&gt;nelle ore tenebrose del giudizio.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è la ribellione al servilismo e all’accomodamento&lt;br /&gt;e il grido di guerra.&lt;br /&gt;Il modo di rischiare e di salvarmi.&lt;br /&gt;La conservazione della metempsicosi delle sette vite.&lt;br /&gt;L’acqua magica è lo stupore.&lt;br /&gt;Il fulmine delle cose e l’ala dell’Arcangelo.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è colloquio con gli angeli&lt;br /&gt;e arrotondamento di spada sulla giustizia.&lt;br /&gt;Il viottolo segreto,&lt;br /&gt;l’isolamento e il fidanzamento col mondo.&lt;br /&gt;L’incandescenza delle parole&lt;br /&gt;E il montare cavalli dai piè veloci.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è parole con la linguetta disinnescata.&lt;br /&gt;Vulcanologia,&lt;br /&gt;patologia,&lt;br /&gt;destrezza da giocolieri e meraviglia.&lt;br /&gt;Immunità e ribellione,&lt;br /&gt;e ciò che chiamiamo “contro…”&lt;br /&gt;ma anche l’affermazione del bello.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è presenza e assenza,&lt;br /&gt;radice profonda nel suolo ad alta vetta.&lt;br /&gt;Cucitura del cielo&lt;br /&gt;e ferita aperta, che non si rimargina,&lt;br /&gt;mare che tiene il volto sommerso&lt;br /&gt;e lo fa viaggiare misterioso.&lt;br /&gt;Per questo vivo&lt;br /&gt;scrivendo poesie&lt;br /&gt;in un tempo&lt;br /&gt;in cui una massa di Ifigenie anonime si sacrifica,&lt;br /&gt;in cui le favole sono confitte in croce con chiodi di zingari&lt;br /&gt;e i capomastri murano incessantemente&lt;br /&gt;le donne in ponti instabili.&lt;br /&gt;In cui le patrie si svendono&lt;br /&gt;e le candele dei valorosi si sciolgono.&lt;br /&gt;Per questo mi difendo&lt;br /&gt;scrivendo poesie.&lt;br /&gt;Prendo sulle spalle la sorte della mia generazione,&lt;br /&gt;costruisco trincee&lt;br /&gt;allargando i limiti dell’umana sopportazione.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è un’arca e i poeti viaggiano&lt;br /&gt;soli fin nell’anima, abbracciati a ricordi ed oggetti,&lt;br /&gt;narrando diluvi.&lt;br /&gt;Mantenendo integra l’identità del mio paese&lt;br /&gt;e rendendola più pura.&lt;br /&gt;Parlo una lingua strana&lt;br /&gt;- la mia unica arma -&lt;br /&gt;e mi difendo,&lt;br /&gt;poiché anche la poesia si è ridotta&lt;br /&gt;a questione privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 6/10 _ Erri De Luca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da una pagina di Bereshit Rabba&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il chiasso di tre cose &lt;br /&gt;va per il mondo sopra oceani, nevi, &lt;br /&gt;terre di siccità e risaie: &lt;br /&gt;e nessuna membrana dell’udito &lt;br /&gt;lo cattura, il chiasso di tre cose. &lt;br /&gt;Il chiasso del sole che va per il cielo, &lt;br /&gt;il chiasso della pioggia &lt;br /&gt;quando il vento la stacca dalle nuvole  &lt;br /&gt;e il chiasso dell’anima &lt;br /&gt;da un corpo che la sputa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 7/10 _ Nazim Hikmet&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivederci fratello mare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti&lt;br /&gt;arrivederci fratello mare&lt;br /&gt;mi porto un po’ della tua ghiaia&lt;br /&gt;un po’ del tuo sale azzurro&lt;br /&gt;un po’ della tua infinità&lt;br /&gt;e un pochino della tua luce&lt;br /&gt;e della tua infelicità.&lt;br /&gt;Ci hai saputo dir molte cose&lt;br /&gt;sul tuo destino di mare&lt;br /&gt;eccoci con un po’ più di speranza&lt;br /&gt;eccoci con un po’ più di saggezza&lt;br /&gt;e ce ne andiamo come siamo venuti&lt;br /&gt;arrivederci fratello mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 8/10 _ Pablo Neruda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete ascoltarmi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io andai cantando errante&lt;br /&gt;tra le uve&lt;br /&gt;d’Europa&lt;br /&gt;e sotto il vento,&lt;br /&gt;sotto il vento in Asia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il meglio delle vite&lt;br /&gt;e della vita,&lt;br /&gt;la dolcezza della terra,&lt;br /&gt;la pace pura,&lt;br /&gt;andai raccogliendo, errante&lt;br /&gt;raccogliendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il meglio di una terra&lt;br /&gt;e dell’altra&lt;br /&gt;ho innalzato nella mia bocca&lt;br /&gt;con il mio canto:&lt;br /&gt;la libertà del vento,&lt;br /&gt;la pace tra gli acini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrano gli uomini&lt;br /&gt;nemici,&lt;br /&gt;ma la stessa notte&lt;br /&gt;li copriva&lt;br /&gt;ed era lo stesso chiarore&lt;br /&gt;quello che li svegliava:&lt;br /&gt;il chiarore del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io entrai nelle case quando&lt;br /&gt;mangiavano intorno al tavolo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tornavano dalle fabbriche,&lt;br /&gt;ridevano o piangevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti erano uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti tenevano gli occhi&lt;br /&gt;rivolti alla luce, cercavano&lt;br /&gt;il cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti avevano bocca,&lt;br /&gt;cantavano&lt;br /&gt;rivolti alla primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo&lt;br /&gt;io cercai tra le uve&lt;br /&gt;e il vento&lt;br /&gt;il meglio degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso dovete ascoltarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 9/10 _ Roberto Piumini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’acqua &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’acqua&lt;br /&gt;fresca nasce &lt;br /&gt;fa ruscelli &lt;br /&gt;scende &lt;br /&gt;casca sui sassi &lt;br /&gt;scroscia &lt;br /&gt;e frusciando &lt;br /&gt;fa il fiume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’acqua &lt;br /&gt;sciolta nuota &lt;br /&gt;nelle valli &lt;br /&gt;e lunga e lenta &lt;br /&gt;larga&lt;br /&gt;silenziosa &lt;br /&gt;luminosa &lt;br /&gt;fa il lago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’acqua &lt;br /&gt;a onde muore &lt;br /&gt;non muore mai&lt;br /&gt;e muore&lt;br /&gt;non muore mai &lt;br /&gt;e muore &lt;br /&gt;mentre immensa &lt;br /&gt;fa il mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;n. 10/10 _ Emily Dickinson&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;695&lt;br /&gt;Come se il mare separandosi&lt;br /&gt;svelasse un altro mare,&lt;br /&gt;questo un altro, ed i tre &lt;br /&gt;solo il presagio fossero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d'un infinito di mari&lt;br /&gt;non visitati da riva –&lt;br /&gt;il mare stesso al mare fosse riva –&lt;br /&gt;questo è l'eternità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-8124051524711961507?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/8124051524711961507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=8124051524711961507&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8124051524711961507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/8124051524711961507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/07/le-poesie-in-bottiglia.html' title='...le poesie in bottiglia'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RpUbl4JROrI/AAAAAAAAAJM/Lp0CNMlmY34/s72-c/pentolinoweb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3392146591155440269</id><published>2007-07-08T10:41:00.000+02:00</published><updated>2007-07-08T10:44:29.233+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Verso il largo: il viaggio dei versi</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RpCjeIJROqI/AAAAAAAAAJE/IOPWCEgO6QE/s1600-h/verso+il+largo+f.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RpCjeIJROqI/AAAAAAAAAJE/IOPWCEgO6QE/s400/verso+il+largo+f.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5084743717279054498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fare il verso o dire il verso? È una questione di gusti. Noi, da parte nostra, faremo il verso dicendolo.&lt;br /&gt;Mi presento: sono un iscritto al presidio del libro che opera nell’ambito del laboratorio di lettura: Germinazioni, nato nel Centro Diurno di Lecce. Non dirò il mio nome anagrafico: non sono che una voce fra le altre, tutte ugualmente importanti perché differenti l’una dall’altra, ognuna con la sua inflessione, col suo ritmo, col suo timbro.&lt;br /&gt;Se vorrete, la ascolterete dal vivo sul molo del porto di San Foca la sera di Giovedì 12 Luglio, giovedì prossimo, insomma.&lt;br /&gt;Poi prenderemo il largo su di un barcone di legno, molto simile a quello che usavano i nostri pescatori fino a non molti anni fa. Lo faremo non per rubare qualcosa al mare, ma per donargliela: un carico di versi diversi, (scusate l’intenzionale gioco di parole, a cui non ho saputo resistere) da recitare con la bocca orientata verso l’altra sponda del mare, e così anche col cuore.&lt;br /&gt;E non basta: affideremo alle correnti tante piccole bottiglie di vetro, con tanto di tappi e ceralacca, ognuna delle quali conterrà una poesia di un autore che ha operato e opera affacciato sul Mediterraneo. Abbiamo scelto queste poesie tutti insieme, noi del presidio Germinazioni, riunendoci settimanalmente per leggere ad alta voce i poeti che ci sembravano cantare con i loro versi un messaggio di pace e di speranza. Non è stata un’impresa facile, perché tutti i componimenti che leggevamo si facevano amare: ognuno di essi aveva in sé qualcosa di speciale, una piccola magia, un sogno che sarebbe stato bello donare al mare. Non potendo moltiplicare all’infinito il numero delle bottiglie, abbiamo deciso di leggere ad alta voce sul molo e in barca anche le poesie che non si avventureranno fra le onde.  &lt;br /&gt;E anche noi ci affacceremo, timidamente, come è nostra consuetudine, ma senza vergogna sul Mediterraneo. La nostra intenzione comune è quella di stabilire uno scambio ideale, meglio ancora un dialogo, con l’immaginario, ma probabile lettore (chi sarà, un bimbo che cammina sulla riva la mattina presto, con la sua piccola mano in quella di una mamma dalla pelle di colore diverso da quello delle nostre; due innamorati che smettono per un attimo di scambiarsi dolci parole e promesse scritte sulla sabbia in una lingua a noi ignota, per raccogliere quell’oggetto misterioso portato dal mare?). Nel corso dei nostri incontri, ci siamo chiesti se fosse giusto compiere un atto poetico in un mare che, al giorno d’oggi, è costellato di pianto: per molta gente, le acque del Mediterraneo sono sinonimo di conflitto e disperazione, ma questo non deve indurre in noi, che abitiamo in solide case sicure, la tentazione di chiuderci nella nostra cameretta sordi a tutti i richiami della speranza. La poesia è speranza, è desiderio di spezzare attraverso la potenza della parola e del sentimento la catena di sangue e lutti che, purtroppo, tiene avvinto il nostro mondo. Basta guerre! – Cantano i poeti – Basta fragore d’armi e di scarponi chiodati!  &lt;br /&gt;Il mare dà e il mare prende, secondo il suo capriccio del momento. Non abbiamo certo la pretesa che anche la nostra voce arrivi dall’altra parte: sarebbe chiedere troppo alle nostre corde vocali! Si tratterà semplicemente di condividere ed assaporare quelle sillabe alate con l’orecchio di chi le ascolterà, e con la lingua che di volta in volta le scandirà; farle nostre prima di affidarle alla salsedine ed al loro destino, per tenerle dentro di noi almeno fino a quando non ci ritorneranno indietro, scolorite e lise, ma arricchite dallo sguardo curioso di chi le avrà raccolte per caso, e le avrà lette semplicemente perché non aveva altro da fare, o proprio per curiosità.&lt;br /&gt;In bocca al lupo, versi che ameremo, con l’augurio di non finire in culo alla balena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-3392146591155440269?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/3392146591155440269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=3392146591155440269&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3392146591155440269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3392146591155440269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/07/verso-il-largo-il-viaggio-dei-versi.html' title='Verso il largo: il viaggio dei versi'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RpCjeIJROqI/AAAAAAAAAJE/IOPWCEgO6QE/s72-c/verso+il+largo+f.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-1768014203910994295</id><published>2007-07-05T21:12:00.000+02:00</published><updated>2007-07-05T21:14:23.713+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>Poiché la poesia</title><content type='html'>è una piccola finestra privata&lt;br /&gt;che custodisco con semi agguerriti&lt;br /&gt;e pori dilatati.&lt;br /&gt;Poiché in questa finestra&lt;br /&gt;si incarna la Regina, che veglia sul mondo.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è un piccolo fiore selvaggio&lt;br /&gt;nell’umidità della prigione&lt;br /&gt;che fiorisce nelle crepe del cemento, piccolo ribelle.&lt;br /&gt;Poiché la poesia &lt;br /&gt;è un pezzo di cielo dietro una finestra a sbarre,&lt;br /&gt;eredità di legami e libertà suprema. &lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è la galleria tenebrosa&lt;br /&gt;per passare alla libertà.&lt;br /&gt;Il tirocinio al superamento verso la luminosa trasfigurazione.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è la memoria e la voce della mia generazione fatta a pezzi.&lt;br /&gt;L’ossigeno e il pentotal&lt;br /&gt;nelle ore tenebrose del giudizio.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è la ribellione al servilismo e all’accomodamento&lt;br /&gt;e il grido di guerra.&lt;br /&gt;Il modo di rischiare e di salvarmi.&lt;br /&gt;La conservazione della metempsicosi delle sette vite.&lt;br /&gt;L’acqua magica è lo stupore.&lt;br /&gt;Il fulmine delle cose e l’ala dell’Arcangelo.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è colloquio con gli angeli&lt;br /&gt;e arrotondamento di spada sulla giustizia.&lt;br /&gt;Il viottolo segreto,&lt;br /&gt;l’isolamento e il fidanzamento col mondo.&lt;br /&gt;L’incandescenza delle parole&lt;br /&gt;E il montare cavalli dai piè veloci.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è parole con la linguetta disinnescata.&lt;br /&gt;Vulcanologia,&lt;br /&gt;patologia,&lt;br /&gt;destrezza da giocolieri e meraviglia.&lt;br /&gt;Immunità e ribellione,&lt;br /&gt;e ciò che chiamiamo “contro…”&lt;br /&gt;ma anche l’affermazione del bello.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è presenza e assenza,&lt;br /&gt;radice profonda nel suolo ad alta vetta.&lt;br /&gt;Cucitura del cielo&lt;br /&gt;e ferita aperta, che non si rimargina,&lt;br /&gt;mare che tiene il volto sommerso&lt;br /&gt;e lo fa viaggiare misterioso.&lt;br /&gt;Per questo vivo&lt;br /&gt;scrivendo poesie&lt;br /&gt;in un tempo&lt;br /&gt;in cui una massa di Ifigenie anonime si sacrifica,&lt;br /&gt;in cui le favole sono confitte in croce con chiodi di zingari&lt;br /&gt;e i capomastri murano incessantemente&lt;br /&gt;le donne in ponti instabili.&lt;br /&gt;In cui le patrie si svendono&lt;br /&gt;e le candele dei valorosi si sciolgono.&lt;br /&gt;Per questo mi difendo&lt;br /&gt;scrivendo poesie.&lt;br /&gt;Prendo sulle spalle la sorte della mia generazione,&lt;br /&gt;costruisco trincee&lt;br /&gt;allargando i limiti dell’umana sopportazione.&lt;br /&gt;Poiché la poesia&lt;br /&gt;è un’arca e i poeti viaggiano&lt;br /&gt;soli fin nell’anima, abbracciati a ricordi ed oggetti,&lt;br /&gt;narrando diluvi.&lt;br /&gt;Mantenendo integra l’identità del mio paese&lt;br /&gt;e rendendola più pura.&lt;br /&gt;Parlo una lingua strana&lt;br /&gt;- la mia unica arma -&lt;br /&gt;e mi difendo,&lt;br /&gt;poiché anche la poesia si è ridotta&lt;br /&gt;a questione privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pitsa Ghalazi, (1940), poetessa cipriota &lt;br /&gt;in La sorella di Alessandro e altre poesie, Argo ediz. 2004&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-1768014203910994295?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/1768014203910994295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=1768014203910994295&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1768014203910994295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1768014203910994295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/07/poich-la-poesia.html' title='Poiché la poesia'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-2340759977507584178</id><published>2007-07-04T09:30:00.000+02:00</published><updated>2007-07-04T09:31:52.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Il mondo</title><content type='html'>Il mondo è in trappola &lt;br /&gt;ha il sale sulle ali,&lt;br /&gt;pallido sguardo &lt;br /&gt;ha gli occhi sconfitti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo è in trappola &lt;br /&gt;sa bene che ormai&lt;br /&gt;è costretto al riparo &lt;br /&gt;contro i soffitti&lt;br /&gt;delle nostre belle case.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il mondo è in trappola &lt;br /&gt;dammi le tue mani &lt;br /&gt;provo a spezzare le corde che legano&lt;br /&gt;il mondo è in trappola&lt;br /&gt;sa bene che il male&lt;br /&gt;cresce aggrappato &lt;br /&gt;ai nostri vestiti&lt;br /&gt;e non ci lascia andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure sopravvive il mondo&lt;br /&gt;anche se l’ho colpito al cuore.&lt;br /&gt;Eppure sopravvive il mondo&lt;br /&gt;anche se l’ho tradito senza pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo è in trappola, &lt;br /&gt;ha chiuso le ali.&lt;br /&gt;I nostri peccati violentano il cielo&lt;br /&gt;di un mondo in trappola.&lt;br /&gt;Vorrei imparare &lt;br /&gt;a difendere questo tempo,&lt;br /&gt;a difendere il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure sopravvive il mondo&lt;br /&gt;anche se l’ho colpito al cuore.&lt;br /&gt;Eppure sopravvive il mondo&lt;br /&gt;anche se l’ho tradito senza pensare&lt;br /&gt;che è l’unico mondo per me&lt;br /&gt;e può bastare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Donà, "Dove sei tu" 2003&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2340759977507584178?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2340759977507584178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2340759977507584178&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2340759977507584178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2340759977507584178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/07/il-mondo.html' title='Il mondo'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3732349858077182981</id><published>2007-07-04T09:21:00.000+02:00</published><updated>2007-07-04T09:24:03.256+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RotLAYJROpI/AAAAAAAAAI8/ox6j17emzGE/s1600-h/10+0172.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RotLAYJROpI/AAAAAAAAAI8/ox6j17emzGE/s400/10+0172.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083239074271148690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;H10724&lt;br /&gt;Ho bisogno di tutto il mare&lt;br /&gt;per far parlare l’onda&lt;br /&gt;di tutto il silenzio per dire qualche verso&lt;br /&gt;di tutti i passi per un unico viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elio Coriano, H - letture pubbliche, i libri di Icaro 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Monito all’allerta!</title><content type='html'>“In questo progresso scorsoio &lt;br /&gt;non so se vengo ingoiato o ingoio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il mio solo nipote ha compiuto un anno. &lt;br /&gt;Troppo piccolo, non posso spiegargli. &lt;br /&gt;Devo aspettare che capisca per potergli parlare. &lt;br /&gt;O scrivergli un messaggio, &lt;br /&gt;dentro un biglietto la richiesta di perdono &lt;br /&gt;per non avergli lasciato un mondo migliore &lt;br /&gt;di quello che è”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Zanzotto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che si incontrano a fare. Questi ménage ad otto sembrano un rito vuoto, un’eterna replica del nulla, comprimari e comparse al loro posto, buoni e cattivi in scena, chi in posa per la foto, gli altri, sullo sfondo, a tentare assalti della “zona rossa”! Tutto scritto, anche il “surf” degli undici gommoni di Greenpeace, un carosello ad uso delle cronache e degli annuari. Bono Vox e Bob Gheldof a fare la solita penosa questua!&lt;br /&gt;Intanto i grandi si specializzano nell’arte del “compromesso”, campioni del non decidere, dell’irresponsabilità, dell’indifferenza.&lt;br /&gt;Per ridurre con coraggio e determinazione le emissioni di gas serra decidono di riparlarne tra cinquant’anni, intanto si avviano un “surplace”, c’è tempo così vuole l’amerikano! Ognuno faccia come crede e per quello che può! E poi, la colpa è di quelli lì: i brasiliani, gli indiani, i cinesi che si sono messi in testa di crescere, di farsi pure loro “moderni”, industriali, produttori: fautori anche loro di quel “progresso scorsoio” che ci toglie l’aria.&lt;br /&gt;Angela Merkel non ha strappato rassicurazioni al petroliere “Re del Mondo” e tutti dietro ad ubbidire, a far sì con la testa, ad onorarlo, ché l’importante è lo scudo spaziale, la difesa del privilegio, da quegli altri ancora che vogliono fabbricarsi il nucleare. Ma non gli basta tutto il petrolio che hanno? Guerra, guerra… Guerra!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A noi non rimane altro che la poesia, nel “cantuccio”, nella piega, nella rimessa delle rabbie, del sentirsi disarmati. Con la voglia d’incazzarsi e di tirare fuori le unghie… la poesia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un poeta, ancora capace d’andare a parlare con la natura. L’erba, i ranuncoli, i papaveri, i venti, la neve, la pioggia sono i suoi ascoltatori privilegiati. Uno scambio necessario, una consonanza dove la poesia scruta, fruga, trova. Trova suoni al verso, al senso, alle necessità! Costante in lui un lavoro di ricerca e sperimentazione sul linguaggio, rimanendo fedele ai suoi temi ed ai suoi paesaggi. Nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 10 Ottobre 1921, Andrea Zanzotto è sempre rimasto intensamente attaccato alla sua terra, ne è divenuto testimone dei cambiamenti e difensore di ciò che in ultimo rimane. &lt;br /&gt;È innegabile nelle sue prime opere un costante tentativo di rimuovere la contingenza storica, egli racconta: «Nei miei primi libri, avevo addirittura cancellato la presenza umana, per una forma di “fastidio” causato dagli eventi storici; volevo solo parlare di paesaggi, ritornare a una natura in cui l’uomo non avesse operato. Era un riflesso psicologico alle devastazioni della guerra. Non avrei potuto più guardare le colline che mi erano familiari come qualcosa di bello e di dolce, sapendo che là erano stati massacrati tanti ragazzi innocenti.»&lt;br /&gt;Questo fastidio per la storia, più che al trauma della guerra o ad un disinteresse per l'istoriale corrente (come scriverà nelle Ecloghe), è in realtà anche dovuto ad una convinta e particolare visione della letteratura come testimone e direttrice di un mondo ‘autre’, come potere che non associandosi col Potere ne denuncia le contraddizioni. E per questo la sua ricerca si dirigerà verso una poesia forte del «coraggio di guardare in faccia il vero anche se con infinite difficoltà e col pericolo di aggirarsi in un labirinto» e che abbia in questo «il suo onore». &lt;br /&gt;Una poesia della militanza, frontale e politica tutta in difesa della fragilità del Mondo.&lt;br /&gt;«La classe dirigente mondiale – egli sostiene – è rimasta ferma ad un'età pregeologica. Per loro non c'è un tempo della realtà, cioè un tempo della storia che è minimo rispetto al tempo della geologia, quindi hanno inventato il mito dell'impresa dalla crescita senza fine. La natura non la sopporta. Tutti, dico tutti, da Bush, Putin o compagni di briscola, lottano credendo di diventare chissà chi perché si impadroniscono di un bruscolo di polvere che è la terra. Difendere il paesaggio vuol dire difendere la bellezza della natura, che è la bellezza della vita anche se può essere un inganno, come dice Leopardi, “O natura, o natura. Perché non rendi poi quel che prometti allor? perché di tanto inganni i figli tuoi”».&lt;br /&gt;Il “trauma grosso” della nostra contemporaneità, è nel non saper pensare un tempo che finisce. Un trauma «che non è stato affatto ancora digerito, e viene rimosso in continuazione, è quello di agire come se si dovesse andare avanti millenni. Guai se dici a uno che osserva l’andamento del Pil da un anno all’altro: questa roba qua fra settant’anni non avrà più senso. Il vecchio mito sbagliato, e rimosso nel profondo, è proprio quello che autorizza l’euforia del capitalismo». La realtà è che «oggi abbiamo davanti un tempo che strapiomba». La bomba vera è quella del «caldo atroce che scioglie i ghiacci. Perché la ribellione della natura sconvolta fa più morti del terrorismo, eppure nessuno reagisce. Pochissimi sembrano accorgersi che siamo entrati in un periodo di catastrofe climatica. Il clima che cambia crea fenomeni imprevedibili. Ci si sente stretti da qualcosa che non è esagerato dire apocalisse».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mondo, sii, e buono; &lt;br /&gt;esisti buonamente, &lt;br /&gt;fa’ che, cerca di, tendi a, dimmi tutto, &lt;br /&gt;ed ecco che io ribaltavo eludevo &lt;br /&gt;e ogni inclusione era fattiva &lt;br /&gt;non meno che ogni esclusione; &lt;br /&gt;su bravo, esisti, &lt;br /&gt;non accartocciarti in te stesso in me stesso. &lt;br /&gt;Io pensavo che il mondo così concepito &lt;br /&gt;con questo super-cadere super-morire &lt;br /&gt;il mondo così fatturato &lt;br /&gt;fosse soltanto un io male sbozzolato &lt;br /&gt;fossi io indigesto male fantasticante &lt;br /&gt;male fantasticato mal pagato &lt;br /&gt;e non tu, bello, non tu “santo” e “santificato” &lt;br /&gt;un po’ più in là, da lato, da lato. &lt;br /&gt;Fa’ di (ex-de-ob etc.)-sistere &lt;br /&gt;e oltre tutte le proposizioni note e ignote, &lt;br /&gt;abbi qualche chance, &lt;br /&gt;fa’ buonamente un po’; &lt;br /&gt;il congegno abbia gioco. &lt;br /&gt;Su bello, su. &lt;br /&gt;Su, münchausen&lt;br /&gt;[da "La Beltà", di A.Z.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Una risposta il tempo l’ha data, scritta dai numeri e dai plebisciti “ad personam” che anno chiuso il Novecento. Il problema è di oggi, di questo nuovo secolo, perchè la domanda è la stessa, visto che Lecce sembra rimanere una città profondamente “conservatrice”, poco incline ai cambiamenti ed affezionata alle sue tradizionali tranquillità. Potremmo dirla una città “poco politica”, abituata ad affidarsi ed Adriana Poli Bortone bene l’ha incarnata caratterizzandosi come la vera erede di quell’Oronzo Massari che spiccava per fermezza di carattere e decisionismo politico. Da Aldo Quarta apprendiamo che, per tutti gli anni cinquanta, a Lecce c’era un sindaco che al mattino faceva un giro della città, prendeva atto delle cose, andava a guardare se il mercato coperto era pulito, salutava maestranze e dipendenti comunali. Un sindaco nemico degli orologi fermi, delle fontane senza acqua e dei motorini assordanti cui vietava la circolazione. Un sindaco d’altri tempi che Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia” (Mondatori, 1957) erge, insieme con il napoletano Achille Lauro, a simbolo di un Sud brontolone ma fedele alle sue icone. Massari era amministratore attento “più all’immagine che alla progettualità: ordine, igiene, disciplina sembravano venire prima di ogni cosa. Certo, si puntava sul grandioso, così come grandiosi erano stati alcuni progetti faraonici del periodo fascista […]. Si ragionava alla grande, mentre - ancora nel 1953 -  lavorava a pieno regime l’Ente Comunale Assistenza, con le razioni di latte ai vecchi, le mense calde, i contributi ai bisognosi e ai disoccupati”.&lt;br /&gt; Una Lecce popolare resa ‘moderna’ dalle lotte delle tabacchine per gli adeguamenti salariali e per la sicurezza del posto di lavoro, ‘contro’ una Lecce aristocratica che andava ancora in carrozza ed una borghese affascinata dal fascismo che metteva nella villa comunale la lupa, simbolo di Roma antica, e commemorava il Maresciallo Graziani nella sala del consiglio.&lt;br /&gt; Certo Massari non aveva l’auto blu con la pila di giornali su cui chinarsi, seduto dietro, per controllare l’esito di una conferenza stampa, i report sulla propria immagine, le classifiche di gradimento e gli attacchi degli avversari. Era un sindaco sanguigno, sostanzialmente qualunquista, incapace di guardare al nuovo ma che, ‘aiutato’ dall’impegno dei rappresentanti governativi locali, su tutti il Ministro Michele De Pietro (nato a Cursi), è riuscito a dare un’impronta avanzata a Lecce con l’inaugurazione nel 1955 del Quartiere di Santa Rosa.&lt;br /&gt; C’era una volta un sindaco, ce ne sono stati tanti dopo e adesso,‘chiusa’ per raggiunti limiti di eleggibilità l’era Poli, ne abbiamo un altro, forse il più giovane fra quelli che hanno governato Lecce nella storia repubblicana.&lt;br /&gt; Noi gli auguriamo di essere sindaco presente e popolare, attento alla città, ai suoi bisogni e ai suoi fermenti. Egli, lo abbiamo detto, è giovane, dunque con una sensibilità non inquinata dai pregiudizi. Lo diciamo perché speriamo sia capace di sanare quelle profonde ferite che chi lo ha preceduto ha con ‘dispetto’ coltivato. L’ostracismo, le disattenzioni ed il manifesto disinteresse per ciò che era diverso hanno caratterizzato molte delle scelte della sua attuale vice.&lt;br /&gt; Si tratta di starci nella città, di attraversarla, di andare a guardare, di proporre e di scegliere rendendo partecipe la comunità delle proprie intenzioni, proprio come fece Massari quando decise di ripristinare la quarta porta di Lecce sottoponendo il progetto al giudizio dei leccesi. Ma si sa, porta San Martino non fu mai riedificata. Ne sarà capace Paolo Perrone?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Marino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Questo, con la possibilità di convertire in spiaggia pubblica con servizi, allarga molto le ipotesi di soluzione. In tempi brevissimi, ha assicurato Minervini, i funzionari della regione saranno ad Otranto per un sopralluogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la “traslazione della concessione” che consentirà di “comporre due interessi concorrenti ma ugualmente legittimi”. Nella vicenda, in attesa della definizione del piano regionale delle coste, la “Regione ha mantenuto un profilo di assoluta coerenza, l’iter amministrativo è stato regolare”, ha rilevato Minervini, ricordando che nel complesso “il governo regionale condivide l’esigenza sociale di destinare all’uso pubblico la baia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerato che il “peccato originale sta nell’errore del Comune, nella decisione sul piano delle coste prima presa poi rimangiata a furor di popolo”, per Dario Stefàno è “da evitare da un lato che una volontà popolare soccomba ad un uso privatistico e dall’altro che una legittima richiesta di attività economica venga messa sul banco degli imputati. Il momento da ricercare è proprio la traslazione. In caso non si arrivi ad una soluzione, il governo regionale non deve farsi condizionare dal rischio di un eventuale risarcimento”. La concessione riguarda 1600 metri quadrati della Baia dei Turchi e interessa un tratto di 70 metri di arenile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Una soluzione, sulla base della traslazione – ha fatto eco Manni – è imprescindibile davanti alla volontà popolare espressa su un valore collettivo che non può che prevalere su quello privato. È necessaria una composizione di comune soddisfazione che riprenda il senso reale delle cose”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il sindaco Bruni la traslazione, pur condivisibile, rischia di non trovare tratti alternativi, se non vengono ridimensionate o revocate concessioni rinnovate provvisoriamente. (fel)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-5890133050983240612?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/5890133050983240612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=5890133050983240612&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5890133050983240612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5890133050983240612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/05/baia-dei-turchi-ad-otranto-la-regione.html' title='Baia dei Turchi ad Otranto: la Regione media per una composizione'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-1259692827401921113</id><published>2007-05-15T16:16:00.000+02:00</published><updated>2007-05-15T16:17:57.075+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturalistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>baia dei turchi 2</title><content type='html'>Baia dei Turchi (Otranto - Le): Minervini convoca riunione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla questione della spiaggia di Baia dei Turchi (Otranto – Le), l’assessore al Demanio Guglielmo Minervini ha convocato una riunione per il prossimo 18 maggio alle 10.00 presso la sede dell’Assessorato (Bari, via Celso Ulpiani). L’incontro, cui parteciperà anche il sindaco di Otranto Francesco Bruni, servirà ad iniziare un percorso per la risoluzione dei problemi evidenziati dai cittadini, dalle organizzazioni e dalle istituzioni locali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gio, 10 Maggio 2007 @ 17:11 - http://www.regione.puglia.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-1259692827401921113?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/1259692827401921113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=1259692827401921113&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1259692827401921113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1259692827401921113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/05/baia-dei-turchi-2.html' title='baia dei turchi 2'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-7124907680080104461</id><published>2007-05-11T12:44:00.000+02:00</published><updated>2007-05-11T12:52:27.241+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>baia dei turchi - otranto</title><content type='html'>VERGOGNA!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RkRKufLe5rI/AAAAAAAAAIM/DW-ont7REPs/s1600-h/20065122036193.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RkRKufLe5rI/AAAAAAAAAIM/DW-ont7REPs/s400/20065122036193.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063254043575379634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Regione Puglia ha nuovamente rilasciato, in data 27/04/2007, una concessione per l'installazione di "servizi" nella spiaggia denominata Baia dei Turchi, sul litorale appartenente al comune di Otranto. Lo stesso sito dove un anno fa fu rilasciata la concessione, per un anno, per la costruzione di uno stabilimento balneare, alla stessa persona.&lt;br /&gt;Vi esprimiamo con forza la nostra indignazione.&lt;br /&gt;Riteniamo che la Regione Puglia abbia commesso un grave errore, non rispettando i desideri e le esigenze dei cittadini, otrantini, italiani e non italiani, che "abitano" la costa e che la vivono nel periodo estivo.&lt;br /&gt;Non possiamo tollerare che ancora una volta, in barba ai buoni propositi dichiarati un anno fa, voi che governate la Puglia non rispettiate le idee di tutela del territorio, di sviluppo turistico ed economico, non rispettiate i voti di un consiglio comunale che, all'unanimità, un anno fa ha deciso di considerare "libera" la Baia dei Turchi.&lt;br /&gt;Il territorio di Otranto è già densissimo di spiagge privatizzate.&lt;br /&gt;Non tolleriamo l´ulteriore sfruttamento mercantilistico di uno degli ultimi angoli di paradiso di cui la collettività, e nessun altro, può ancora sentirsi padrona.&lt;br /&gt;Non tolleriamo che le politiche di palazzo, soprattutto in un periodo di elezioni amministrative, portino alla totale e definitiva svendita di ciò&lt;br /&gt;che è nostro, di tutti.&lt;br /&gt;Vi informiamo che la Baia dei Turchi è l'unica località pugliese, seconda solo agli ulivi secolari, presente nella classifica nazionale del FAI dei luoghi scelti come "luoghi del cuore" dagli italiani.&lt;br /&gt;Chiediamo che, rispettando le scelte degli Otrantini, dei Salentini, degli amanti della natura e del paesaggio salentino provenienti da tutto il mondo, la Baia dei Turchi diventi "area di libera fruizione per alto interesse paesaggistico", che sia vincolata dal piano paesistico anche come "luogo panoramico di primaria importanza", per la completa salvaguardia delle presenze ambientali e delle visuali panoramiche.&lt;br /&gt;Vi chiediamo di intervenire subito secondo le idee e i programmi politici che avete sempre enunciato, bloccando il permesso così superficialmente concesso ad un solo privato cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;federico de giorgi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-7124907680080104461?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/7124907680080104461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=7124907680080104461&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7124907680080104461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7124907680080104461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/05/baia-dei-turchi-otranto.html' title='baia dei turchi - otranto'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RkRKufLe5rI/AAAAAAAAAIM/DW-ont7REPs/s72-c/20065122036193.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-5187176463951461523</id><published>2007-05-02T20:26:00.000+02:00</published><updated>2007-05-02T20:31:43.011+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Bike Sharing per Lecce °° critical mass</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjZBPLe5qI/AAAAAAAAAIE/fm5EFS2vVL0/s1600-h/e5a2e416177813827aa2cc84edac6d21.jpeg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjZBPLe5qI/AAAAAAAAAIE/fm5EFS2vVL0/s400/e5a2e416177813827aa2cc84edac6d21.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060032796628543138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato 5 maggio nuova critical mass a Lecce: partenza alle 17 da Porta Napoli, arrivo in piazza S. Oronzo, dove il gruppo "Energie Pulite" presenterà il progetto "Bike Sharing per Lecce", elaborato da CulturAmbiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'è il bike sharing?&lt;br /&gt;Il servizio di bike sharing è un innovativo sistema di noleggio biciclette automatico.&lt;br /&gt;Chi arriva in città con l’autobus, il treno o la propria auto ha la possibilità di utilizzare una bicicletta per muoversi in libertà.&lt;br /&gt;Nei nodi della città, con un occhio di riguardo agli studenti e ad altre categorie sensibili, saranno collocati dei punti di distribuzione presso i quali, attraverso una card elettronica, è possibile prelevare una bicicletta.&lt;br /&gt;La consegna della bicicletta può avvenire in un punto diverso da quello dove è stata presa, proprio per creare una forte integrazione con diversi mezzi di trasporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove praticare il bike sharing?&lt;br /&gt;Ma in una città dotata di piste ciclabili, ovviamente!&lt;br /&gt;Da qui la critical mass e l'elaborazione del progetto da parte di CulturAmbiente, che, oltre al bike sharing, prevede una rete coerente e criteriata di piste ciclabili a Lecce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siete curiosi? &lt;br /&gt;Allora l'appuntamento è per sabato 5 maggio alle 17 a Porta Napoli.&lt;br /&gt;Non mancate!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-5187176463951461523?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/5187176463951461523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=5187176463951461523&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5187176463951461523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/5187176463951461523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/05/bike-sharing-per-lecce-critical-mass.html' title='Bike Sharing per Lecce °° critical mass'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjZBPLe5qI/AAAAAAAAAIE/fm5EFS2vVL0/s72-c/e5a2e416177813827aa2cc84edac6d21.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3062450661866828459</id><published>2007-05-02T19:38:00.000+02:00</published><updated>2007-05-02T20:05:32.577+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='film'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>fine pena mai</title><content type='html'>Melpignano, lunedì 30 aprile ’07, ore 20.00&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La ‘festa’ di “Fine pena mai” è a Melpignano. E’ sera le luminarie, in attesa, spente coronano la piazza, custodiscono la visione. L’alchimia propria del cinema è scrivere ‘mondi’. L’idealità di luoghi diversi scrive una realtà altra: unifica, toglie distanze, fantastica. Aspettiamo Antonio (Claudio Santamaria) e Daniela (Valentina Cervi): ‘balleranno’ la piazza. Davide Barletti e Lorenzo Conte provano lo spazio ad uso del direttore della fotografia. Misurano le distanze, costruiscono le inquadrature. Una economia del possibile che misura luce, virtù tecniche, desideri creativi.&lt;br /&gt;In realtà si fa una scena già girata in precedenza. Il set precedente era a Galatone, ci racconta la scenografa Sabrina Balestra. La luminaria spiantata da terra, rotta dalla sua architettura ‘naturale’, poggiata al pavimento. Una vertigine, un capogiro amplificato dalla pioggia venuta a fare specchio sul lastricato di pietra dura. La psichedelia delle luci disegnava un percorso che i due protagonisti attraversavano in una scena dove sanno ‘per la prima volta’ la paura.&lt;br /&gt;“Hai paura?”. “Paura? E paura di cosa?”. “Sono sei mesi che non vai più a Padova, non studiamo più. Tonio, cosa stiamo facendo? Mi sento come allo sbando, forse dovremmo darci una calmata. Ammettilo che pure tu hai paura, ti prego ammettilo”. “Lela, io non ho paura di niente…”.&lt;br /&gt;Era rappresentato un Salento che smonta la sua cartolina, la leziosità di una visione potente ma ormai consueta della festa per accogliere e scrivere una visione di smarrimento, di inquietudine, per inquadrare una realtà in disfacimento, allucinata e smarrita. Questo era il Salento che tra gli anni settanta e ottanta conosce la diffusione delle droghe ed insieme la strutturazione di un potere malavitoso artefice e insieme vittima di quel mercato. Tanti “boss”, sedotti dalla magia euforica delle sostanze, vedono infrangersi il loro potere assoggettati alle dipendenze, al vizio che non conosce comando ed omologa nel bisogno. ‘Li scoppiati’, ‘li tossici’, il popolo di quella sciagurata epoca si mescolava nella morsa interclassista delle polveri. Nomi aristocratici e nomi della buona borghesia mischiati a quelli che divenivano illustri per motivi di cronaca.&lt;br /&gt;“Fine pena mai” scrive questo frammento di storia attraverso la metafora di un amore denso e “disgraziato” con il suo destino di dolore.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjRHfLe5pI/AAAAAAAAAH8/VgcQEQkpVEM/s1600-h/fine+pena+mai+1.jpg.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjRHfLe5pI/AAAAAAAAAH8/VgcQEQkpVEM/s400/fine+pena+mai+1.jpg.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060024107909703314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Racconta Daniela nel documentario che completa il film (nello stile proprio dei Fluidi): “Ci amavamo. Eravamo sicuri che tutto sarebbe stato bellissimo” il giorno del nostro matrimonio “fu l’ultimo giorno felice della nostra vita. Ci siamo sposati il 20 luglio del 1978. Il 21 la nostra vita cominciò ad andare a fondo”.&lt;br /&gt;Oggi Antonio dopo 23 anni sconta il suo “fine pena mai” fuori dal regime speciale per associazione mafiosa (il 41 bis) che imponeva l'isolamento, limitava le ore d'aria, i contatti tra i detenuti, i colloqui coi familiari e rifiutava i permessi e le misure alternative (affidamento, semi-libertà, detenzione domiciliare) concessi ai detenuti comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-3062450661866828459?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/3062450661866828459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=3062450661866828459&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3062450661866828459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3062450661866828459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/05/melpignano-luned-30-aprile-07-ore-20.html' title='fine pena mai'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjRHfLe5pI/AAAAAAAAAH8/VgcQEQkpVEM/s72-c/fine+pena+mai+1.jpg.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-587778921336347682</id><published>2007-05-02T18:58:00.000+02:00</published><updated>2007-05-02T20:06:26.538+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>...</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjGkvLe5oI/AAAAAAAAAH0/Iw3f13m_0hg/s1600-h/IMG_4984-2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjGkvLe5oI/AAAAAAAAAH0/Iw3f13m_0hg/s400/IMG_4984-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060012515792971394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Il vento, il vento. C'è da credere che esso sia lo strepito delle memorie nel loro rapido passaggio sulla terra; il mondo presente mi appare singolarmente inadatto a mescolarsi a tale musica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Corti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-587778921336347682?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/587778921336347682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=587778921336347682&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/587778921336347682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/587778921336347682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/05/su-in-terrazza.html' title='...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjjGkvLe5oI/AAAAAAAAAH0/Iw3f13m_0hg/s72-c/IMG_4984-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-7511784073319356716</id><published>2007-05-01T22:19:00.000+02:00</published><updated>2007-05-02T20:06:12.564+02:00</updated><title type='text'>kurumuny 2007</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rji-AvLe5nI/AAAAAAAAAHs/XtZyF4igwwM/s1600-h/IMG_4988.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rji-AvLe5nI/AAAAAAAAAHs/XtZyF4igwwM/s400/IMG_4988.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060003101224658546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Si sente un cantare lontano, estenuato; sono i mietitori che stanno fermi in mezzo al campo a riposarsi, con in mano pane e pomodori. Quando le voci tacciono, arriva il suono di una chitarra e sale fra le due donne e i mietitori, sta sulle foglie degli ulivi, sta sugli scogli grigi; in che cosa è tanta letizia da esprimere? Sì larghe braccia ha sulla terra una chitarra?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Corti&lt;br /&gt;"La leggenda di domani", 1946 (ca.) [Manni ed. 2007]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-7511784073319356716?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/7511784073319356716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=7511784073319356716&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7511784073319356716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7511784073319356716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/05/kurumuny-2007.html' title='kurumuny 2007'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rji-AvLe5nI/AAAAAAAAAHs/XtZyF4igwwM/s72-c/IMG_4988.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-4576223696737134952</id><published>2007-04-29T21:56:00.000+02:00</published><updated>2007-04-29T22:00:22.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturalistica'/><title type='text'>fleurs</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjT5GvLe5mI/AAAAAAAAAHk/n7wD01vKM0k/s1600-h/IMG_4926.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjT5GvLe5mI/AAAAAAAAAHk/n7wD01vKM0k/s400/IMG_4926.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058942175583069794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-4576223696737134952?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/4576223696737134952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=4576223696737134952&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/4576223696737134952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/4576223696737134952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/04/fleurs_29.html' title='fleurs'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjT5GvLe5mI/AAAAAAAAAHk/n7wD01vKM0k/s72-c/IMG_4926.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-1618275517384994355</id><published>2007-04-25T21:14:00.000+02:00</published><updated>2007-04-29T22:00:39.746+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjTwEPLe5kI/AAAAAAAAAHU/5hkX_bNfGaE/s1600-h/IMG_4833.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjTwEPLe5kI/AAAAAAAAAHU/5hkX_bNfGaE/s400/IMG_4833.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058932237028746818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;chez antonio de luca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjTwEvLe5lI/AAAAAAAAAHc/B5bOezmzDNw/s1600-h/IMG_4830.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RjTwEvLe5lI/AAAAAAAAAHc/B5bOezmzDNw/s400/IMG_4830.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058932245618681426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;chiesetta della madonna della neve - galugnano, san donato di lecce&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Alle spalle, fumi incessanti. La grande acciaieria Ilva: ferro e fiamme. Ventiquattro ore su ventiquattro. Altiforni. Vecchie ciminiere affumicate. È l'industria della porta accanto: a due passi dal rione Tamburi. Ma dietro l'antico acquedotto romano a Taranto c'è tutta un'altra storia. Da raccontare. Niente a che fare con fumi e veleni. Accarezziamo lo squalo: "Questa è una pala eolica", ci informano. La sua pinna curvata s'insinua nel vento come un rasoio. L'estremità: spessa un millimetro, non di più. La mano scivola sul corpo affusolato: fibra di vetro e resina. Venticinque metri. Due tonnellate di leggerezza. Questa è l'unica fabbrica, in Italia, che produce impianti eolici. Pale e conchiglie "Per favore: non chiamateli mulini a vento", si raccomandano alla Vestas Italia, società del gruppo danese che - con il 35 per cento del mercato - è il maggiore produttore mondiale. A Taranto i dipendenti sono 600 (tutti italiani), ma con l'indotto si arriva a contarne 3.700. Da qui si esporta in Turchia, nei Balcani, nel Nord Africa, nel Medio Oriente. Persino in Cina. La metà delle turbine installate in Italia arriva da questi capannoni. "Una realtà di cui andiamo fieri", sostiene il direttore generale, Rainer Kanan, "soprattutto perché collocata al Sud, in quella parte del nostro Paese che non può certo aspettarsi rosee prospettive occupazionali". Senza contare che la produzione è destinata a salire. Entro il 2010, le direttive europee impongono infatti di elevare al 25 per cento la produzione di energia da fonti rinnovabili. In pole position, per tecnologia e capacità produttive, l'energia del vento. Ci accompagnano nel primo capannone, quello delle pale eoliche appunto, dove tutto comincia da un mantello rossastro di resina impregnato di fibra di vetro. La lunga pellicola si srotola sui macchinari, che la tagliano su misura, come fosse un abito di sartoria. Poi una "radice" tondeggiante viene fissata a mezz'aria: al centro, lo scheletro d'acciaio che si allunga per una ventina di metri e intorno al quale si costruisce l'anima della pala. Passa il "mondrino", una specie di fuso meccanico. Va e viene, legando il tutto con fili colorati, finché l'anima può essere riscaldata. Il suo forno è un impermeabile grigio nel quale tutto si salda. L'anima è pronta: la chiamano il "longherone". Si passa alla seconda fase: quella dei gusci che la ricoprono. In inglese li chiamano shell, conchiglie, nome più che evocativo. I due lunghi stampi concavi, separati e paralleli, scorrono fino a unirsi. Le cerniere laterali s'incastrano, i gusci si congiungono, fino a chiudersi, lentamente: come una conchiglia, appunto. Raccolgono all'interno il longherone, si saldano in un sottovuoto d'aria caldissima. La colla liquida scivola sulle estremità. Aperta la conchiglia, la pala è quasi pronta, e non resta che limare la colla in eccesso. Sul dorso, un minuscolo bottone d'acciaio. "È il parafulmine", ci spiegano. "Se un lampo colpisce la pala, l'energia viene scaricata a terra". Operazioni successive: verniciare, essiccare, pesare. Il colore: una tonalità di grigio leggero. Perché non rimbalzino i raggi del sole. E perché "il cielo è più grigio che azzurro", come amano ripeterci mentre avviano questa mimesi tra le nuvole. Quando tutto è finito scorriamo la pala con le mani: liscia e affilata. Altra mimesi. Acustica, questa volta, perché "basta una piccola imperfezione ad aumentare il suono". Questo vuole la tecnologia: rasoiate nel vento, sfuggenti alla vista e impercettibili all'udito. Ma quanto vento è necessario perché una pala si muova? Poco. Basta una brezza leggera. Eppure siamo davanti a un siluro da 25 metri e 2 tonnellate. Per ogni rotore ce ne vogliono tre (e il peso sale a 6 tonnellate). Il mozzo, che ne pesa 10, sarà collegato a una turbina da 20mila chili. Risultato: 32 tonnellate, poggiate su una torre, tra i quaranta e gli ottanta metri d'altezza. Incredibile: per muovere tutto questo basta che il vento spiri a soli quattro metri al secondo. Energia pura. Tecnologia avanzata. Logica semplice. Basta guardare la produzione della turbina V52, prodotta qui a Taranto e tarata per erogare 850 kw/ora. Dal vento alla lampadina Ecco la logica: le tre pale si muovono, compiono un giro e roteano gli ingranaggi della turbina. Energia meccanica. In un metro tutto si trasforma, attraverso un moltiplicatore di giri, che segue lo stesso meccanismo della moltiplica di una bicicletta: il diametro diminuisce, i giri aumentano, e innescano il generatore elettrico. Ci siamo: il vento muove la parte meccanica che trasforma tutto in energia elettrica. Il gioco è fatto. Un lungo cavo scende dalla torre e si allaccia alla rete: il flusso di energia eolica si mescola a quello generato dalle altre fonti. I gestori possono utilizzarla. E se a Taranto c'è l'unica azienda che produce impianti, in Puglia c'è anche la maggiore produzione di energia eolica: 460 megawatt accumulati fino al 31 dicembre 2006, 120 solo nell'ultimo anno. Al secondo posto la Sicilia (452), seguono Campania (417) e Sardegna (346). Il motivo è stampato su una strana mappa, l'atlante eolico, che misura la media annuale del vento. Al Sud tira più vento che al Nord. La media, fino al centro Italia, supera raramente i quattro o cinque metri orari. Il vortice d'Italia Nel Subappennino dauno, ovvero la cerniera montuosa tra Puglia, Campania e Basilicata, la media raddoppia. Il più grande parco eolico d'Italia, in teoria. Ma anche in pratica. Tanto che la giunta regionale, lo scorso anno, ha deciso di varare una moratoria, per regolamentare il mercato. Archiviata la moratoria, però, il regolamento predisposto dall'assessore all'Ambiente, Michele Losappio, prevede l'installazione di nuovi impianti. A Manfredonia potrebbe nascere il primo parco eolico off shore, per il quale la società spagnola Gamesa, già da un anno, ha avviato le analisi del vento. "Siamo i primi in Italia per produzione di energia eolica", rivendica il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. "E vogliamo consolidare questo primato. Puntiamo a intraprendere un percorso di grande innovazione e ricerca tecnologica, anche per la bioedilizia e l'autoproduzione energetica, soprattutto nelle periferie, con l'uso di tegole fotovoltaiche. La questione ambientale è una priorità: stiamo negoziando con Enel ed Enipower per le loro centrali a carbone. Chiediamo la riduzione di anidride carbonica e un abbattimento della produzione, nei prossimi dieci anni, del 25 per cento". Già, l'inquinamento:in media, gli impianti tradizionali liberano nell'aria 650 grammi di anidride carbonica per ogni kwh. Una turbina eolica - ovviamente - ne immette zero. "Il nostro messaggio", conclude Vendola, "è talmente forte che stiamo ricevendo, dai produttori di energie rinnovabili, un'importante pressione internazionale". Continua e conferma Losappio:"Da novembre a oggi le richieste di nuovi impianti eolici toccano quota diecimila MW: potremmo soddisfare l'intero fabbisogno italiano derivante da fonti alternative. Puntiamo a una produzione di cinquemila MW e in proposito agiremo con rigore: gli impianti non devono infatti contrastare con agricoltura, paesaggio e aree protette". Come in un concerto E torniamo ai parchi eolici pugliesi. Ora li guardiamo da Taranto, attraverso un monitor, che esamina le turbine. A una a una. Orientamento verso il vento, energia prodotta in tempo reale, eventuali disfunzioni: l'intera area mediterranea della Vestas è controllata da Saragozza, in Spagna. È questa l'ultima magia: tutto il parco eolico, una trentina di elementi in tutto, può essere regolato attraverso il computer. Come fosse un maestro d'orchestra, l'ingegnere impartisce comandi a ogni singola turbina. E ogni turbina si muove. Come un girasole alla ricerca del vento. Le pale mutano l'inclinazione, per raccogliere al meglio l'energia. E per raggiungere - tutte insieme, come in un concerto - la più completa armonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[articolo pubblicato su D di Repubblica del 06.04.07]&lt;br /&gt;[foto VS]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-511311484607947641?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/511311484607947641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=511311484607947641&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/511311484607947641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/511311484607947641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/04/la-fabbrica-del-vento.html' title='La fabbrica del vento'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhwIbIu4j5I/AAAAAAAAAGc/cO_sizdgAdE/s72-c/IMG_4001.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-1353536066586343173</id><published>2007-04-09T14:17:00.000+02:00</published><updated>2007-04-22T14:39:44.565+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturalistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>montevergine :: villa convento :: lecce</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RitWgSJ-alI/AAAAAAAAAG0/O8AQIT1zAm0/s1600-h/IMG_4678.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RitWgSJ-alI/AAAAAAAAAG0/O8AQIT1zAm0/s400/IMG_4678.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5056230119282993746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;pascareddha&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RitVNiJ-akI/AAAAAAAAAGs/NU0Kpurhqfk/s1600-h/IMG_4685.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RitVNiJ-akI/AAAAAAAAAGs/NU0Kpurhqfk/s400/IMG_4685.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5056228697648818754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;intorno alla chiesetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-1353536066586343173?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/1353536066586343173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=1353536066586343173&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1353536066586343173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1353536066586343173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/04/montevergine-villa-convento-lecce.html' title='montevergine :: villa convento :: lecce'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RitWgSJ-alI/AAAAAAAAAG0/O8AQIT1zAm0/s72-c/IMG_4678.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-975805266156427658</id><published>2007-04-08T17:50:00.000+02:00</published><updated>2007-04-08T18:18:36.462+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>Nei misteri di Taranto</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhkNyLUOEpI/AAAAAAAAAGE/_SvzhE0EuXM/s1600-h/IMG_4579.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhkNyLUOEpI/AAAAAAAAAGE/_SvzhE0EuXM/s400/IMG_4579.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051083612754940562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Taranto, venerdì 6 aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La croce con il Cristo deposto, terz’ultima figurazione di questa imponente processione ha sullo sfondo l’insegna di Zara, sembra impaginata in un manifesto di pret a porter. Tutt’intorno quello che vediamo dal nostro ‘non vedere’, sono cime di microfoni, ripetitori di segnale tv, lunghi bracci di telecamere in movimento sulla folla. E subito si fa nostalgia, evochiamo il desiderio di una macchina del tempo, che ci faccia scorgere il passato, il… com’era prima. Qui, doveva essere tutto fermo, sospeso, intero con il lieve oscillare che fa il cammino delle statue, lo spettacolo non era nell’orizzonte, nelle finalità e la creatività liturgica aveva efficacia, eloquenza, un'essenzialità segnica incidente, pienamente fascinante.&lt;br /&gt;Qualcuno canticchia il motivo che la banda alza, lo guardo, ha gli occhi semichiusi, un momento di partecipazione interrotto da una sirena. Il Cristo disteso ha da poco varcato l’uscita della chiesa del Carmelo, è coperto da un velo che è un cielo di stelle dorate, si ferma al comando della forcella, dietro l’Addolorata nazzica sul limine della chiesa, ancora non vista.&lt;br /&gt;Ci sarà stato un tempo di devozione, un tempo di pianti, di pieno stare nel dramma? La suggestione è fragile eppure qui, il Cristo-popolo, è davvero sulla croce, i mercanti del tempio si son dati da fare!&lt;br /&gt;L’Addolorata sembra sola, piano viene fuori ma i suoni son fermi e l’unico elemento di amalgama viene meno e smorza una già fragile attenzione. Si chiude la porta adesso, son tutti fuori i misteri di questa via dolorosa, tra circa 12 ore saranno di ritorno, il traccolante batterà alla porta per chiedere d’entrare.&lt;br /&gt;Occhi inseguono occhi, tutti in alto, verso l’alto a scorgere oltre la moltitudine di teste, al riprendere dei suoni, anche la telecamera s’impenna, sospesa al suo lungo braccio e punta il suo obiettivo in basso. Taranto si guarda nei piedi scalzi dei perdùne. Nel loro movimento, spalla a spalla che muove i piedi come un arco, è racchiuso il tessuto drammatico di questo andare.&lt;br /&gt;Sin’ora poca è stata la danza dell’Addolorata, pochi passi nel suo rollio.&lt;br /&gt;C’è tempo, c’è tempo!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhkQg7UOEqI/AAAAAAAAAGM/ptoo5rC77XM/s1600-h/IMG_4544.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhkQg7UOEqI/AAAAAAAAAGM/ptoo5rC77XM/s400/IMG_4544.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051086614937080482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Intorno: nessun rigore, nessuna tenuta, nessuna austerità. L’uomo che muove la traccola (13.000 euro per portarla), apre il lungo corteo, si ferma, si gira, guarda indietro. La banda, muta, lo segue. Alcuni musicanti parlano al telefonino, altri scattano foto a chi scatta loro foto, altri ancora chiaccherano. Le poste dei portatori si mettono in posa circondati da occhi digitali.&lt;br /&gt;Intorno nessuna preghiera! Nessuno osa chiedere perdono, nessuno si pente! Uno spettacolo slabbrato, senza regia per le “anime incappucciate”, le mazze, fanno su è giù, senza alcun potere, senza regole. La gente (i fedeli?!) assiepata intorno insegue il desiderio, scontenta in mille sussurri palesa il disagio.&lt;br /&gt;All’arrivo nei pressi della chiesa di San Francesco da Paola, i suoni della traccola si fanno fitti e fanno eco nel rimbalzo, trovano la loro efficacia. L’uomo si apre il verso, sfonda la barriera del pubblico, dietro di lui il gonfalone della confraternita, lieve il suono delle trombe cresce, la gente è vicina tutta intorno, non più trattenuta da transenne e cordoni, invade, si mischia.&lt;br /&gt;Uomini con cappotto nero sulle spalle si avvicinano sembrano sfidare “la testa dell’andare”. Parlano, all’uomo senza occhi, sfrontati mischiano il fumo delle sigarette ai papillon. Le facce dicono: che colpe abbiamo noi, da farci perdonare? E’ tutto un conversare, una rottura anarchica del rituale, con il pubblico confuso, tutto dentro la grande scena.&lt;br /&gt;Tutti in posa. E ti viene da chiedere musica, musica, musica! A fare clima, tensione, meditazione.&lt;br /&gt;Viene un ma(!?), s’insinua. Forse il mistero sta nel nascosto, in quello che non vediamo. Sotto il cappuccio dei perdùne, nella stanchezza delle figure, nelle lunghe pause, nelle sfide lanciate dove l’attore si confonde con ciò che porta. Stremato dal peso, abbandonato, col capo reclino poggiato alla stanga che preme sulla spalla. Pare un cristo! Allora si, forse è qui che il rito tiene: in una trance che cresce, calibrata, tutta interna a quell’interminabile nazzicare che disegna il cammino.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhkVP7UOErI/AAAAAAAAAGU/p9VOEY1sQoo/s1600-h/IMG_4643-2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhkVP7UOErI/AAAAAAAAAGU/p9VOEY1sQoo/s400/IMG_4643-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051091820437443250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nell’oscillare è la chiave di una perdita che cresce l’incanto devozionale, la magia del darsi, del farsi sacro. Pura carne della rappresentazione. Santa è la fatica, lo sforzo, il dolore consumato in un’espiazione, chiesta e pagata a caro prezzo, aggiudicata in un’asta milionaria il giorno della domenica delle palme.&lt;br /&gt;In una lunga nota tenuta dai clarini, facciamo il saluto, al cospetto del nero d’una madonna che alza al cielo un rosso cuore trafitto, che dice che si, andiamo al riposo, siamo soltanto a metà del cammino e nulla è risolto! &lt;br /&gt;Per noi tutti i misteri di Taranto rimangono senza perdoni!&lt;br /&gt;Guarderemo al mattino in diretta tv, tutto si ricompatta, trova ordine, liturgia, sacralità… Che forza la televisione! Buone inquadrature, buone pause e sospensioni nel dire, ci confortiamo, nulla ancora è perduto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[foto VS]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-975805266156427658?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/975805266156427658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=975805266156427658&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/975805266156427658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/975805266156427658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/04/nei-misteri-di-taranto.html' title='Nei misteri di Taranto'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhkNyLUOEpI/AAAAAAAAAGE/_SvzhE0EuXM/s72-c/IMG_4579.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-14873101952273599</id><published>2007-04-01T21:15:00.000+02:00</published><updated>2007-04-01T21:22:50.983+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>La magia dei Canti di Passione</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhAFze7jPVI/AAAAAAAAAF8/1APDY8j09uY/s1600-h/IMG_4464web.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RhAFze7jPVI/AAAAAAAAAF8/1APDY8j09uY/s400/IMG_4464web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048541564316630354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scrive Giuse Alemanno nel suo “Terra nera, romanzo perfido e paradossale di cafoni e d’anarchia”, che “per i meridionali, le cose che mancano valgono come le cose che ci sono. Le assenze si considerano presenze mancanti, le negazioni sono affermazioni ribaltate”. &lt;br /&gt;Entro nella bellissima chiesa del Convento degli Agostiniani a Melpignano -un luogo chiave della Storia salentina, non tanto per la contemporaneità tarantista, ma perché retroguardia della otrantina basilica di Casole e scriptorium d’eccellenza nel mondo antico- e mi porto dietro questo pensiero.&lt;br /&gt;Le cose che preparano la Pasqua, con la sua mitologia rigenerativa, sono senz’altro una delle dimensioni riturali più radicate ed articolate nella vasta gamma delle tradizioni folcloriche. Quel guscio d’uovo che rompiamo senza attesa e stupore per il dono celato, è la piccola cosa che rimane alla superficialità consumistica di noi moderni.&lt;br /&gt;Nella mancanza che contempliamo, nello splendore di questa chiesa, le ‘cose’ erano diverse, certamente mosse da una ‘preghiera’ forte e sofferta, con una sincerità d’intenzioni che rendono sacro, oltre il sacro, quella pietas contadina che era capace d’essere devota e anarchica al tempo stesso. Vera essenza della nostra madre terra salentina.&lt;br /&gt;Il passaggio adesso è di sapienza. Dagli ‘ultimi vecchi’ ai giovani. Fare semenza alla tradizione, il monito. Nell’invenzione di atti utili a dare vigore e nuovo legame alla comunità. Calibrare le voci, affinare la lingua in una comunicazione essenziale che non si svilisce nel cercare pubblico, nel farsi evento. Questo il pregio dei Canti di Passione, che Luigi Chiriatti, Gianni De Santis e Sergio Torsello concertano per l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina in concorso con l’Istituto Diego Carpitella, la Provincia di Lecce e la Regione Puglia.&lt;br /&gt;Un vero e proprio festival di primavera! La politica della promozione territoriale trova nel “cuore griko” del Salento le sue migliori qualità. I Canti di Passione sono come la palma d’ulivo posta alle spalle dei cantori sull’altare: un valore plurale. Come i fiocchetti colorati e le immaginette della santeria appese, popolate anche quelle da diversità convergenti. Un universo d’immaginario dove i simboli si mischiano all’esperienza umana, quella dell’uomo che a devozione si raffigura nel Santo, che prega e invoca raccontando la comune “passione”. C’è il Sud qui. Tutto il sud del Mondo. E’ in questa vicinanza materiale di tradizioni che si consuma il rito.&lt;br /&gt;Una ritualità che si rinnova, portando la sua forza suggestionale al di fuori dei recinti devozionali e allarga il sentire a chi per costume e credo a quel recinto è estraneo. Quest’ascolto non può essere superficiale, ciò che accade non lascia indifferenti. Nel tutto aperto del canto vedi intero l’uomo che si fa voce, suono, vibrato armonico. Lo vedi sollevarsi, farsi tramite. Proteso, tutto al servizio. C’è lo sforzo antico del popolo che si apre al divino nella concretezza, nella materialità dell’atto. Un’ingenuità densa di timore e di orgoglio. Pura potenza che rende grazie all’albero dell’eterna vita che ha radici conficcate nella terra e rami e fronde protese, che vanno al cielo, in redenzione. Nel popolo il Cristo traversa la sua via crucis ed è il popolo che lo incarna, tutto votato al poco, che fa il canto volgendosi alla comunità, per strada, luogo civico dell’incontro, luogo laico dove si può dire, alzare la voce, gesticolare, raccontare. Fuori dall’osservanza nella piena comunione. Dove ciò che è perduto ritorna ed ogni mancanza si riproduce in malinconia, in rimorso. Nella chiesa di Melpignano il silenzio è denso. Tutti partecipano trasportati dalla forza delle voci. Quello il tramite autentico di contatto con ciò che ci trascende.&lt;br /&gt;E nella mescla contemporanea incarnata da Antonio Castrignanò e dal suo ensamble, senti come i rimandi delle culture s’intersecano nella piena consonanza segnica. Mancanza e melanconia sono struttura, respiro d’anima e di pancia . E l’incedere di una banda sfoga l’unicità del pianto. Il travaglio del Mondo è dovuto al male che si dice e al male che si fa e il motivo dei Canti è di ricordare che la pena che patì il Signore sulla croce fu per un Mondo di pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;br /&gt;[foto VS]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2530570061383345924?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2530570061383345924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2530570061383345924&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2530570061383345924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2530570061383345924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/03/home.html' title='home'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Re8Y1y9ar_I/AAAAAAAAAE4/vl8bbnTLVgs/s72-c/IMG_0351-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-731943845480676688</id><published>2007-03-02T17:22:00.000+01:00</published><updated>2007-03-07T21:06:23.250+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>dacci oggi il nostro.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Re8Z7C9asAI/AAAAAAAAAFA/ObqGS8CVHvE/s1600-h/IMG_4013.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Re8Z7C9asAI/AAAAAAAAAFA/ObqGS8CVHvE/s400/IMG_4013.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039275010248323074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[vs, il pane di giovanni tiaulu]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-7369228702747104179?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/7369228702747104179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=7369228702747104179&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7369228702747104179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7369228702747104179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/02/il-mondo-nato-fallo-durare-vento-nel.html' title='Il mondo è nato; fallo durare, vento, nel tuo soffio!'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3759626628908518047</id><published>2007-02-24T20:49:00.000+01:00</published><updated>2007-02-24T21:00:32.802+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>pali pendant</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/ReCYsgyFeII/AAAAAAAAAEg/TAOfA9jypSg/s1600-h/pali+pendant.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/ReCYsgyFeII/AAAAAAAAAEg/TAOfA9jypSg/s400/pali+pendant.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5035192273881888898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi è piaciuta proprio l'idea di francesco!&lt;br /&gt;ecco la mia proposta...&lt;br /&gt;valentina&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2498954767183171665?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2498954767183171665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2498954767183171665&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2498954767183171665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2498954767183171665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/02/il-miracolo-di-gianni-peyla.html' title='Il miracolo di Gianni Peyla'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/ReCNEAyFeGI/AAAAAAAAAEI/YnsmOow38VA/s72-c/palicolorati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-2925011411469920564</id><published>2007-02-19T23:29:00.000+01:00</published><updated>2007-02-19T23:28:50.991+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='naturalistica'/><title type='text'>fleurs</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RdokWwyFeFI/AAAAAAAAAD8/VoKf0bCadnU/s1600-h/IMG_3976.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RdokWwyFeFI/AAAAAAAAAD8/VoKf0bCadnU/s400/IMG_3976.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5033375507010648146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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La poesia è il metro. Le parole po-etiche sono la leva di un dichiarare che rende manifesta una necessità.  Un bisogno mischiato al desiderio è sempre motore di bellezza.&lt;br /&gt;Pensate se ogni politico avesse la determinazione dell’artista nel suo servire all’altro (!).&lt;br /&gt;Io credo che l’artista ‘serve’, sia ‘servitore’, al servizio! Del suo bisogno-desiderio d’espressione e del bisogno-desiderio della comunità di accogliere i linguaggi e le novità, di contemplare il passato e di trovare soluzioni ai cambiamenti che la vita porta, di poter riflettere sul suo senso, sulle possibilità e di avere malinconia, senso della mancanza e gioia nel trovare.&lt;br /&gt;L’artista serve oggi più che mai, è da qui che può partire un riscatto. Edoardo De Candia diceva che tutto può l’artista, che il mondo ha bisogno dell’arte e della sua forza creatrice. Rigenerante.&lt;br /&gt;C’è un odore intorno insopportabile e le parole sempre più logore, consumate dal troppo ripeterle. C’è bisogno di rieducare alla vita, di trovare un senso ad un cieco ‘vitalismo’ che sembra assediare l’uomo, preso nella morsa del produrre-consumare, che svuota ogni pausa, ogni possibile rallentamento, ogni doverosa rinuncia. C’è bisogno di riannodare i legami con la storia e con la natura soprattutto pensando a cos’è necessario fare per ristabilire un contatto con i valori necessari, con l’essenza di ciò che può ‘salvarci’.&lt;br /&gt;Abbiamo paura, tutti sappiamo cos’è la solitudine, tutti siamo pronti a tirar fuori l’artiglio della difesa per fare l’attacco. Tutti sappiamo che il mondo è sempre più legato, unico nel suo destino.&lt;br /&gt;E’ quasi un epilogo quello che la cronaca ci rappresenta. E allora ? E’ proprio necessario andare alla deriva, a chi è utile?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’arte col suo agire prefigura. ‘Significa’, dove riflette mancanza, vuoto, segni di crisi.&lt;br /&gt;E’ nella relazione che l’ultimo operare artistico matura i suoi atti, nel tentativo di rifondarla, di colmare ciò che la vita, nell’ ordinario quotidiano, lascia scoperto ed esposto , ciò che la politica, ormai usurata nel suo motivo etico, non riesce più a guidare a governare in una sincera e aperta tensione civica. In questa deriva gli artisti cercano e rifondano la loro pratica definendo uno statuto dell’arte propositivo di modelli non più soltanto estetici. La ricerca della bellezza motiva l’arte nella sua funzione sociale, nel suo divenire strumento di mediazione relazionale. L’artista agisce collocandosi, in piena scienza e coscienza, nel cuore della problematica del proprio tempo per divenire operatore d’allerta, di cambiamento. Lecce, il Salento è sponda di arrivi, accoglie e motiva ispirazioni, desideri d’operare. È un suo segreto carattere che ritorna, viene alla luce. E l’ascolto, il dialogo, l’incontro può farsi opera. Straniero è colui che vuol sapere, chi chiede costruendo assonanze, condivisioni, stesso sguardo. Straniero è colui che racconta e aiuta a guardare. E allora è utile ripercorrere tracce, segnate di pensiero e di atti militanti nel loro affermare tensioni volte alla Cultura e alla Vita. Atti puri, altri, eccentrici ed inconsueti mirati da una osservazione generante, attiva nella lingua e nel desiderio della conoscenza. Di questo noi vogliamo proseguire la tradizione e la ricerca, cercando nel quotidiano, l’ispirazione al pensiero per esercitarlo poeta, interprete nella visione. Civile inoltre ad ogni vincolo. Aperto, possibile leva di mutamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-1359235919423670250?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/1359235919423670250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=1359235919423670250&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1359235919423670250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/1359235919423670250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/02/blog-post.html' title=''/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RcxwPvAnDDI/AAAAAAAAACI/MIN-SgSfbaU/s72-c/IMG_3730.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-7147692947350606135</id><published>2007-02-02T23:44:00.000+01:00</published><updated>2007-02-02T23:55:54.499+01:00</updated><title type='text'>La lentezza</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RcPBU5Om5CI/AAAAAAAAAB8/jSUZu8Ns2WM/s1600-h/IMG_3748.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RcPBU5Om5CI/AAAAAAAAAB8/jSUZu8Ns2WM/s400/IMG_3748.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5027074173779239970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 19 febbraio è La giornata della lentezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elogio della lentezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli, è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo. È suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.&lt;br /&gt;Andare lenti è fermarsi su un lungomare, su una spiaggia, su una scogliera inquinata, su una collina bruciata dall'estate, andare col vento di una barca e zigzagare per andar dritti. Andare lenti è conoscere le mille differenze della propria forma di vita, i nomi degli amici, i colori e le piogge, i giochi e le veglie, le confidenze e le maldicenze.&lt;br /&gt;Andare lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi e i gabinetti, la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta, un vecchio carro con un giovane cavallo, una scarsità che non si vergogna, una fontana pubblica, una persiana con occhi nascosti all'ombra. Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore, con noia e nostalgia, con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti ad esplodere oppure puntati sul cielo perché stretti da mille interdetti.&lt;br /&gt;[...] Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni, con grandi racconti per piccoli viaggiatori, teatri plaudenti per attori mediocri, vuol dire una corriera stroncata da una salita, il desiderio attraverso gli sguardi, poche parole capaci di vivere nel deserto, la scomparsa della folla variopinta delle merci e il tornar grandi delle cose necessarie. Andare lenti è essere provincia senza disperare, al riparo dalla storia vanitosa, dentro alla meschinità e ai sogni, fuori della scena principale e più vicini a tutti i segreti.&lt;br /&gt;[...] Il pensiero lento offrirà ripari ai profughi del pensiero veloce, quando la macchina inizierà a tremare sempre di più e nessun sapere riuscirà a soffocare il tremito. Il pensiero lento è la più antica costruzione antisismica.&lt;br /&gt;[Franco Cassano, Il pensiero meridiano)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2663558106194804943?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2663558106194804943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2663558106194804943&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2663558106194804943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2663558106194804943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/del-sole-di-questi-giorni.html' title='del sole di questi giorni...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RcDtEJOm5AI/AAAAAAAAABk/aHCcL-fIozg/s72-c/IMG_3725.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-4144461631204418560</id><published>2007-01-27T15:55:00.000+01:00</published><updated>2007-01-27T15:59:44.359+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>ciao Emanuele...</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbtoTpOm4_I/AAAAAAAAABY/uB8vgnhbVGE/s1600-h/big-22.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbtoTpOm4_I/AAAAAAAAABY/uB8vgnhbVGE/s400/big-22.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024724495955846130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Noto soprattutto come sceno-grafo e illustratore, maestro in ogni campo dell'arte applicata.&lt;br /&gt;Nato a Genova nel 1921, diplomato all'Ecole des Beaux Arts di Losanna, ha collaborato con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale. Espone nel '72 alla Biennale di Venezia; nel '75 è fondatore, con Aldo Trionfo e Tonino Conte, del Teatro della Tosse di Genova; autore di film di animazione con Giulio Gianini, otterrà due nomination all'Oscar.&lt;br /&gt;Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'in-treccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, che parla il linguaggio universale dell'infanzia, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati nel nostro tempo.&lt;br /&gt;La sera del 26 gennaio 2007 Lele Luzzati, serenamente, se n'è andato..."&lt;br /&gt;[tratto da www.museoluzzati.it]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-4144461631204418560?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/4144461631204418560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=4144461631204418560&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/4144461631204418560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/4144461631204418560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/ciao-emanuele.html' title='ciao Emanuele...'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbtoTpOm4_I/AAAAAAAAABY/uB8vgnhbVGE/s72-c/big-22.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-7986467567220958456</id><published>2007-01-26T21:27:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:37:11.543+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Stampa ‘marginale’ a Lecce negli anni settanta</title><content type='html'>Una ricognizione su quella che fu la stampa marginale a Lecce negli anni Settanta non può che partire dalla rivista “Mu”. Un ciclostilato dal destino singolare e dalla particolare longevità (ne uscirono 12 numeri, dal 1974 al 1976) che, nel corso della propria evoluzione accompagnò ed in parte anticipò tematiche proprie del rapporto musica-politica allora molto in voga. Con un occhio particolarmente attento alle mutazioni dei costumi ed alla cultura giovanile, “Mu” fu per diversi anni punto di riferimento per tutti i “cani sciolti” della nuova sinistra leccese che non si riconoscevano più nel fare politico rigido ed istituzionalizzato delle organizzazioni della sinistra “storica” (ma anche della nuova sinistra) e che sentivano l’esigenza di un diverso rapporto cultura-politica.&lt;br /&gt;Il 77, naturalmente era dietro l’angolo.&lt;br /&gt;“Mu” nacque agli inizi del 1974. La redazione, allora ristretta ad un solo eroico componente (Francesco Galli) si occupò, per i primi due numeri - formato quadrato in stampa eliografica – esclusivamente di musica pop. L’ingresso di nuovi collaboratori (tra loro Toni Robertini, enfant prodige del movimento creativo leccese) modificò il taglio della rivista, che assunse una connotazione più “militante”. L’obiettivo era quello di diffondere il rock ma, seppur timidamente e fra mille ingenuità, comparve la parola passe-partout “controcultura”. Era aperto il campo alla discussione di tematiche quali la droga, la sessualità (s’apprestavano gli anni de “il personale è politico”) ma anche il cinema e la letteratura undeground.&lt;br /&gt;Il successo della rivista convinse i suoi collaboratori a tentare la creazione di un vero e proprio “centro di controcultura”. Il progetto fallì, a partire dal numero nove, “Mu” assunse una connotazione sempre più politicizzata. Accanto alle recensioni dei dischi e concerti trovarono spazio articoli di taglio più “teorico”. Il progetto era quello di mettere in comunicazione politica e musica, due settori sino ad allora distanti ma che in seguito avrebbero sempre più marciato di pari passo. A partire dal numero 10, fino alla fine, “Mu” accentuò la sua politicizzazione e, anche in seguito ad un rimescolamento della redazione, si schierò con la consistente “ala creativa” del Movimento. Riscoperta della felicità, espropri, illegalità di massa furono le tematiche che presero il sopravvento sull’impostazione originaria. Il ’77, con tutto il suo carico di contraddizioni, spontaneismo, irrazionalità, aveva fatto ormai irruzione nella struttura del giornale, che non resse l’urto. Dichiaratamente schierati con Autonomia furono i due epigoni di “Mu”: “Te’ all’arancia” ed “In/Contro”. Tematiche non dissimili dagli ultimi numeri di “Mu”, con un accentuazione della violenza a livello grafico: due riviste dalla vita breve e dalla veste volutamente rozza e “sporca”.&lt;br /&gt;Non vide mai la luce “Brutti Sporchi e Cattivi”, fu prodotto solo un provino in eliografia. Già il titolo della testata è indicativo del contenuto della rivista: il collegamento era con le esperienze del movimento bolognese, il tratto distintivo l’ironia. Soltanto curiosità per “Col sangue agli occhi”, rivista dell’Autonomia più incazzata e violenta (almeno a parole). La lotta contro la repressione fu il suo carattere distintivo, e ciò la dice lunga sulla piega che stavano prendendo gli eventi.&lt;br /&gt;Schierata anch’essa sulla linea “creativa”, e con un occhio rivolto agli “indiani metropolitani” fu “Finalmente il cielo e’ caduto sulla terra”, ne uscì un solo numero. Nessun numero uscì de “L’elefante bianco”, titolo di una canzone degli Area, solo prove di impaginazione e un menabò discusso ed elaborato nel tentativo di ritornare alla musica e a contenuti culturali sperimentando un lavoro di redazione che sempre si perdeva in ascolti appassionati (nella casa di Alessandro Salerni ricca di buoni dischi) che scordavano la missione da compiere. Con “New Wave” siamo invece già in pieno post-settantasette. Mentre il Movimento si chiedeva se per caso i punk inglesi non fossero fascisti, una nuova leva di fans diede vita ad un ciclostilato dal taglio prettamente musicale (autore principale di quell’esperienza fu Pierfrancesco Pacoda, oggi affermato scrittore e critico musicale).&lt;br /&gt;Gran cura nell’impaginazione grafica, dinamismo e verve sul piano della scrittura uniti ad uno spirito “d’impresa” nuovo e spregiudicato sono invece i tratti salienti di “Gola”, una vera fanzine sul modello delle riviste analoghe sorte in USA e in Gran Bretagna sull’onda del punk. Gola ebbe vita breve ma colpiì sicuramente nel segno. Stampata in tipografia e con un suo piccolo ma efficiente portafoglio pubblicitario, la rivista aggiornò il gusto ed aprì a tutte le novità del nuovo decennio. Anche qui la musica fu la componente determinante (alcuni dei suoi redattori provenivano da “New Wave”), ma non mancava un approccio disinibito e “cool” alla cultura giovanile. Di “Gola” uscì un solo numero. Il secondo fu solo distribuito agli amici.&lt;br /&gt;E poi gli anni ottanta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-7986467567220958456?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/7986467567220958456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=7986467567220958456&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7986467567220958456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7986467567220958456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/stampa-marginale-lecce-negli-anni.html' title='Stampa ‘marginale’ a Lecce negli anni settanta'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-4226944257768596371</id><published>2007-01-26T21:26:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:39:11.413+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>A trent’anni dal settantasette</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rbpl35Om4-I/AAAAAAAAABM/Ru91-2csUng/s1600-h/TanoD%27Amico.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rbpl35Om4-I/AAAAAAAAABM/Ru91-2csUng/s400/TanoD%27Amico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024440345214510050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono trascorsi trent’anni e il 1977 si presenta ancora come una ferita, un “incompreso trauma”, un "buco nero" della storia italiana denso di vicende, di paure e di sangue.&lt;br /&gt;Stretto fra due “buoni movimenti”, il ’68, ormai stabilmente entrato a far parte dell’immaginario collettivo e l’85 della Pantera, realista, disincantato, “ragionevole”, il movimento del ‘77 ha da sempre subito la più completa e radicale rimozione. L’oblio, o al massimo il ruolo di preambolo degli “anni di piombo”, è questa la massima concessione che la storiografia ufficiale (cioè la storiografia dei vincitori) sia disposta a fare al ’77 e con esso, a tutti gli anni settanta.&lt;br /&gt;Una fase rimossa perchè fatta coincidere con la violenza del terrorismo, sia quello "piccolo" e sbandato, spesso costretto ad atti inconsulti perchè braccato e incastrato da sommarie repressioni, sia quello “grande”: grande almeno quanto la sua strategia, paranoica e ossessionata da schemi ideologici antistorici. Un piccolo e grande terrorismo che , dall'Autonomia alle Brigate Rosse, ha colonizzato l'immaginario di un “uomo-massa” che ama coltivare più le paure che i desideri.&lt;br /&gt;Ripensare agli anni settanta sembra quindi avventurarsi per un cammino scomodo e difficile. Pure, a nostro avviso, l’avventura va tentata, poiché è in gioco la memoria storica di più di una generazione.&lt;br /&gt;Il convegno di Bologna del settembre settantasette -festoso epilogo di quella complessa fase- confermò l’esistenza di uno strato giovanile inquieto, tendente alla marginalità, ricco di bisogni e portatore di comportamenti irrazionali: il “proletariato giovanile”. La definizione può essere discussa, ma prendiamola per buona: essa contribuì ad unificare una serie di fenomeni nuovi, i cui momenti aggregativi ed “esplosivi” non avvennero tanto sul terreno strettamente politico, quanto su quello culturale. In particolare, gli anni Settanta, e questa fu una delle peculiarità del momento, videro nascere anche in Italia un legame indissolubile tra musica e devianza giovanile, legame chiaramente avvertibile in altri paesi europei e non ci sembra un caso se il punk inglese avesse il proprio battesimo proprio in quell’anno. Così, una storiografia che volesse ripercorrere le tappe della nascita del “proletariato giovanile” dovrebbe ripensare al festival di Umbria Jazz del ’75, al concerto per la depenalizzazione delle droghe leggere a Roma, Piazza Navona, 1975, al festival di Licola ancora nello stesso anno, alle diverse edizioni del festival di Parco Lambro, ’74, ’75, ’76. Situazioni culturali più che politiche, ma la scissione di queste due categorie fu messa radicalmente in discussione e lo slogan fu “il personale è politico”. Consistenti masse giovanili ebbero l’occasione di vivere, almeno per un po’, le esperienze di “liberazione”, altro termine chiave, di cui avevano sentito parlare dai profeti dell’underground americano: vita in comune, libertà sessuale, uso di droghe, rigorosamente leggere e psichedeliche, nomadismo.&lt;br /&gt;L’elemento di novità che il ’77 mise infatti in gioco fu la singolare confluenza, in un mix da sapore del tutto particolare, di tematiche tipiche del movimento operaio ( ma filtrato dal ’68 studentesco ), egualitarismo, antiautoritarismo, antimperialismo, con tematiche direttamente mutuate dalla controcultura americana.&lt;br /&gt;L’accusa di “irrazionalismo” cui il movimento venne fatto oggetto fu dunque perfettamente valida, salvo poi interrogarsi sullo statuto della razionalità vigente, ma il discorso sarebbe troppo lungo… .&lt;br /&gt;Negli anni settanta emerse insomma uno strato giovanile che mise in primo piano i propri bisogni: erano “radicali”?. Mettevano in discussione l’assetto capitalistico della società? Ci si affannò a lungo su questi problemi, senza alcuna mediazione. Fu un movimento sconfitto proprio nel momento in cui tentò di contrapporsi frontalmente al potere politico-militare, esplose nell’impatto con la repressione statuale e implose nell’incapacità di darsi sbocchi di mediazione e di rappresentanza. Una parte cospicua e ricca del suo tessuto militante imboccò, più o meno consapevolmente, i tragici e suicidi destini della droga e delle armi. Ma i presupposti sui quali si fondò – disoccupazione/rifiuto del lavoro, degrado metropolitano, ecc. – non sono affatto scomparsi. La marginalità giovanile continua a vivere ai bordi delle città e del capitalismo avanzato.&lt;br /&gt;Il ’77 fu l’ultima insurrezione di uno strato sociale, disomogeneo e confuso che continua ad esistere, ancora oggi. Difficile prevedere in quale modo farà sentire la propria voce; visse la brevità e l’intensità di una meteora, e come tale illuminò per alcuni attimi il cupo cielo della teoria e della politica del “sistema dei partiti” italiano e della sua propaggine extraparlamentare. Repentinamente e definitivamente consumò il repertorio delle “grandi narrazioni”, dell’immaginario storico della sinistra in tutte le sue varianti ideologiche, sia riformiste che rivoluzionarie. Ma del ’77 l’attuale movimento globale è debitore per una straordinaria manifestazione anticipatoria di quel soggetto sociale materialisticamente prodotto dalla trasformazione epocale del lavoro. Fu un anno di “innocenza e di premonizione” un’ottima ragione per i militanti (o attivisti che dir si voglia) di oggi di analizzare a fondo le vicende di quegli anni di passione e di desiderio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-4226944257768596371?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/4226944257768596371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=4226944257768596371&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/4226944257768596371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/4226944257768596371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/trentanni-dal-settantasette.html' title='A trent’anni dal settantasette'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/Rbpl35Om4-I/AAAAAAAAABM/Ru91-2csUng/s72-c/TanoD%27Amico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-7311306041588514562</id><published>2007-01-21T18:50:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:40:07.744+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><title type='text'>la BIOMENICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbO105Om49I/AAAAAAAAAA8/RiMEZxc5E-s/s1600-h/IMG_3763.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbO105Om49I/AAAAAAAAAA8/RiMEZxc5E-s/s400/IMG_3763.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022557929768149970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;...e no. Non può mancare la "biomenica" tra le memorie del vento. E' una piccola mostra mercato di prodotti bio, in campagna - alla masseria Lobello* - di domenica - la terza di ogni mese. Oggi la seconda. Gli amici di cool club (e stretti dintorni) son tutti qui, al completo, Antonietta Osvaldo Tobia e Cecilia ci vivono anche. Pierpaolo è il primo che incontriamo, sta facendo il parcheggiatore, e ci indica dove mollare il nostro bolide, la twingo bluchiaro. Poi troviamo Cesare che si porta in macchina la sua cassetta di paparine e rape, poi Tobia che pesa e vende la verdura dei campi intorno alla masseria mentre Cecilia fa su e giù dalla cucina. Ma Antonietta dov'è? Boh. Non mi ha neanche risposto al telefono prima, quando non trovavamo la strada. Su un'altura circondati da ampi spazi aperti, c'è anche l'energia pulita all'orizzonte (ci sono le sontuose pale per l'eolica in allestimento... ben visibili da qui), la masseria lobello è un luogo aperto accogliente e capiente e per la biomenica ospita i produttori del biologico del nostro territorio e tutti coloro che vogliono passare una giornata in piena campagna tra persone che la rispettano pienamente. Tante, sì sono proprio tante le persone che sono partite dai loro luoghi per venirci oggi lì!  &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbO1BpOm48I/AAAAAAAAAA0/vFIXmY_2vVI/s1600-h/IMG_3758.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbO1BpOm48I/AAAAAAAAAA0/vFIXmY_2vVI/s400/IMG_3758.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022557049299854274" /&gt;&lt;/a&gt; Tantissimi bambini, liberi sorridenti in corsa e allegria e tantissimi canetti (alias cani belli belli), poi ho capito tanti abitanti già nella casa sommati agli ospiti, anche loro sciolti e liberi... fluidi e inoffensivi. Dopo il pranzo tutto a base di verdure e legumi, buono e sano naturalmente, finalmente compare Antonietta, che era fino ad allora rimasta con sua mamma ed un'altra signora nelle cucine ad armeggiare... Ci mostra la sua casetta e così capisco meglio prechè non la incontro più neanche per sbaglio in giro... lei ha trovato dimora, sta benissimo e non ha altro motivo di spostarsi se non per lavoro. Ah come la capisco! Cos'altro dire, se non che è il caso di farci un salto? la prossima terza del mese di febbraio! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*la masseria Lobello si trova sulla Lecce - TorreChianca, primo bivio a destra poi è segnalata dalla strada, si gira a destra e ci si inoltra nei campi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-7311306041588514562?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/7311306041588514562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=7311306041588514562&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7311306041588514562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/7311306041588514562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/la-biomenica.html' title='la BIOMENICA'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbO105Om49I/AAAAAAAAAA8/RiMEZxc5E-s/s72-c/IMG_3763.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-3185645760396620283</id><published>2007-01-19T10:31:00.000+01:00</published><updated>2007-01-19T10:32:33.881+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foto'/><title type='text'>faccia di formica</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbCQC5Om46I/AAAAAAAAAAc/6rArzxxGfnc/s1600-h/esterne181410471801142222_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbCQC5Om46I/AAAAAAAAAAc/6rArzxxGfnc/s400/esterne181410471801142222_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021671963914331042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-3185645760396620283?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/3185645760396620283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=3185645760396620283&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3185645760396620283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/3185645760396620283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/faccia-di-formica.html' title='faccia di formica'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RbCQC5Om46I/AAAAAAAAAAc/6rArzxxGfnc/s72-c/esterne181410471801142222_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-2207631935345709489</id><published>2007-01-11T18:18:00.001+01:00</published><updated>2007-01-11T18:19:43.326+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>Nada. Ultimo atto.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RaZrfpOm44I/AAAAAAAAAAM/VwplPiSGAWA/s1600-h/nada+cop.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RaZrfpOm44I/AAAAAAAAAAM/VwplPiSGAWA/s400/nada+cop.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018817026138235778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì cinque gennaio anno duezerozerosette&lt;br /&gt;in treno per civitanova marche, poi montecosaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' qui che leggo le ultime pagine di Nada. Come un cerchio, il libro si chiude così come si è aperto. Gonfio di aspettative, proteso in avanti su di un futuro che sa e può portare cambiamento. Così si apre su una svolta forte, il cambio di città, l'arrivo a Barcellona per studiare, poi corre e scorre veloce scansito da tre parti che portano dentro tre nuovi, non grandissimi, passaggi, cmq importanti per il 'nostro' racconto, ed infine si chiude nuovamente e finalmente, al colmo dell'esasperazione e sull'orlo della follia, con la partenza per Madrid ed una nuova vita. Andrea, la protagonista io narrante, lascia Calle de Aribau dopo un anno di delusa esistenza. Magrissima di fame e povera. Sola. L'unico affetto acquisito a Barcellona sarà quello che la libererà dai legacci della casa di calle de Aribau e la porterà a spostarsi a Madrid.&lt;br /&gt;Scritto nei primi anni '40 del secolo scorso, Nada vince il premio Nadal nel 1944 e si distingue tanto da esser definito dalla critica uno dei migliori romanzi del dopoguerra spagnolo. In Italia ci arriva, ma ora grazie alla borsa di studio vinta dalla una nuova traduttrice Barbara Bertoni alla 'casa del traductor' di Tarazona (Spagna), e grazie anche naturalmente ai tipi di Neri Pozza, torna in commercio con una edizione tutta nuova. Attrazione fatale è stato questo libro in libreria sin dalla sua fisicità sugli scaffali dell'affollatissima e ricchissima Feltrinelli di via Melo (Bari). Bello il titolo, bella l'immagine in copertina, bella la dimensione del volumetto, piccolo e compatto ma non breve, bella la carta tutta. Ora che ho messo lo zampino anche dietro le quinte della vita di un libro, dopo aver passato anni ad occuparmi della sua archiviazione e vendita o della sua raccolta per far nascere biblioteca, ora, dicevo, che sto avendo modo di curarne la genesi (fisica, non sono autrice!), dalla progettazione fino alla stampa di quello che sarà poi il suo 'corpo', ora so bene, ancora meglio di quanto tuttavia avevo già intuito, quanto sia complessa la sua semplicità, la sua eleganza, il suo equilibrio formale. A Bari l'ho preso in mano Nada, l'ho sbirciato e corteggiato. La fila alla cassa era così lunga, nella settimana che precede il Natale, che ho pensato bene di uscire senza acquistare nulla, senza acquistare 'nada'! &lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RaZrfpOm45I/AAAAAAAAAAU/0Nk4YpmBqeA/s1600-h/Nada_copia.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RaZrfpOm45I/AAAAAAAAAAU/0Nk4YpmBqeA/s400/Nada_copia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018817026138235794" /&gt;&lt;/a&gt; L'ho fatto mio a Bisceglie, nella libreria Oompa Loompa di Agata Diakoviez dove ero in visita per la mostra della mia amica sorella Teresa. Tutt'altro clima naturalmente! Poi la lettura ha confermato quell'istintivo fiuto. Nada è un libro che corre veloce, è un libro scritto e tradotto benissimo. Benchè a tratti di una tristezza profonda, per le tematiche e le vicende di cui tratta, c'è fame solitudine e follia in questo libro, la scrittura resta sempre fresca e luminosa, lieve come un vapore, avvolgente e capace di restituire più di ogni altra cosa il clima umano ed intimo di Andrea nella Barcellona della sua giovane età. Mi ha stupito la modernità del linguaggio che pesca nel gergo parlato con estrema disinvoltura, cosa cui oggi siamo ben abituati ma nel '40 no, e che descrive eventi e sensazioni con una immediatezza bellissima, senza il filtro spesso inevitabile delle convenzioni del tempo. Questo mi ha dato da pensare. Non so ancora bene se questa è l'esatta cifra dell'autrice, Carmen Laforet, o (più probabilmente?) la differenza tra la nostra cultura e quella spagnola, che senz'altro mi è sempre parsa più brillante nel descrivere l'umanità senza far uso di pregiudizi, filtri e convenzioni. E' così sorprendente seguire il filo del racconto che è imperlato di luminose visioni sul mondo, sull'architettura della città vecchia, sul contesto cittadino e sulla 'fauna umana' che Andrea incontra lungo il suo cammino durato un anno della sua vita condivisa con noi... lettori. L'impressione è quella di avere una presa diretta con il suo pensiero, come se il passaggio in scrittura non avesse minimamente incrinato o intaccato la qualità della visione... L'autrice si è fatta così protagonista indiscussa e geniale della materia che racconta.&lt;br /&gt;Da non perdere direi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;và&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-2207631935345709489?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/2207631935345709489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=2207631935345709489&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2207631935345709489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/2207631935345709489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/nada-ultimo-atto.html' title='Nada. Ultimo atto.'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RaZrfpOm44I/AAAAAAAAAAM/VwplPiSGAWA/s72-c/nada+cop.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116783808190111031</id><published>2007-01-03T16:23:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:42:08.566+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Rose d'inverno: le mostre di Teresa Ciulli</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/1600/725652/df163a82e6c6d137634d6a3cfe8d05cc.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/320/466117/df163a82e6c6d137634d6a3cfe8d05cc.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Attenzione, attenzione! L’occasione è ghiotta, ma poco il tempo per poterla ‘gustare’!&lt;br /&gt;C’è una piccola-grande mostra in un luogo incantato nei vicoli del centro storico. Una stradina inattesa, via Santa Maria dei Veterani, si apre a destra in prossimità dell’ Arco di Prato; lì c’è una piccola chiesetta che ospita Inari bottega di Culture Alimentari. Tra barattoli di delizie della cucina tipica meridionale, vini, ricercati salumi, pasta e conserve potrete, sino al 4 gennaio,‘collegarvi alle nuvole’. Due alucce di legno antico, invitano e tutto l’impianto della costruzione sembra prendere il volo, tanta è la leggerezza delle opere in mostra. “Molliche di cielo e altre briciole” vi verranno incontro in piccole visioni di poesia che portano l’arte di Teresa Ciulli. &lt;br /&gt;Una luna rossa si arrampica in un cielo nero, tenuta da un filo governato da mani di donna, tutto tenuto in un cassetto di un vecchio “cumbò” che fa da casa alla notte. C’è il vento e c’è il mare in un quadro che folgora d’azzurro, un altro spezzato su un angolo svela i desideri d’un uomo vestito di nero che libera suoni dal suo cilindro; una donna poi, che corre, presa dal frastuono del sentimento, dai battiti dei cuori che fanno l’amore! Oh, l’amore! Tutto in compendio, in due piccoli tomi allestiti su un minuscolo tavolino, che si moltiplicano nei libri fatti di veli, di carte assorbenti, foglie, che troverete mischiati alle cose della bottega: il manuale per fidanzati impazienti, la borsa da prendere con mani di fata e un grande album che accoglie ali di farfalla.&lt;br /&gt;La forza e la fragilità dell’arte, in cose piccolissime che svelano l’attimo dell’intuizione, del desiderio del creare. Come un osso lanciato è l’arte e l’artista è il lancio e il cane che insegue quando si abbandona alle idee e al fare. Un bacio e l’ombrello, un canto e una donna con una maniglia che dice: “portami via” e strappi, scavi, fasci di fogli, si mischiano alle voci di bambini in un piccolo monitor che racconta le esperienze didattiche dell’inquieta maga-poeta.&lt;br /&gt;Le mostre da Inari continueranno sino al 27 gennaio, degustando Jazz, ammirando paesaggi rurali, una mostra filatetica sui piatti tipici del mondo e le cucchiare di legno di Genuario fatte non per mangiare ma per nutrire… la tradizione. E anche Teresa continua gli incontri di “rose d’inverno” con un expò che innaugura uno spazio espositivo nel suo studio il 10 febbraio. L’occasione di un altro volo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116783808190111031?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116783808190111031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116783808190111031&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116783808190111031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116783808190111031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2007/01/rose-dinverno-mostre-di-teresa-ciulli.html' title='Rose d&apos;inverno: le mostre di Teresa Ciulli'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116738315775932303</id><published>2006-12-29T10:05:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:45:05.913+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Report nella città creativa 5 ::: Il ‘polo salesiano’ :::</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/1600/123703/asfalto%20teatro%202005%20web.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/320/43612/asfalto%20teatro%202005%20web.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ probabile che prima delle elezioni comunali di primavera l’amministrazione Poli inauguri le Officine Cantelmo, l’ex fabbrica destinata a diventare ‘student center’. Non riusciamo ad immaginare che cosa significhi. Non riusciamo ancora a presagirne la praticabilità! L’impianto sembra molto bello, legno, vetro, infissi a scomparsa che esaltano le semplici linee di quel che è rimasto del sito originario. Un’operazione di restyling che affinerà quell’idea bruxellese che Adriana Poli persegue: metropolitana di superficie, alberi tosati, aiuole, fiori e tutto ciò che è popolare, etnico, gioiosamente chiassoso nel “fuori le mura” di Settelacquare. Il nostro sindaco, abituato ad anni di Europa, molto spesso scorda la dimensione meridiana di una città che, se pur particolare ed aristocratica, è sempre città del Sud e ne vuole cambiare la natura scordando, come i re, di comunicare il cambiamento, di socializzarlo, di valutarlo, di calibrarlo ai bisogni. Il nostro sindaco decide per suo gusto e convenienza il così si fa! Ma tant’è!&lt;br /&gt;Qualcosa che è veramente ‘student center’, connotando con questa nominazione una strutturazione di servizi ‘culturali’ costruiti ed indirizzati al consumo giovanile della città studi - altra prerogativa leccese - sta nascendo, mettendo idealmente e concretamente in rete una serie di contenitori. C’è un aggregato fatto da virtuosi, che come antichi coloni scelgono “migrare”, allontanandosi dall’annichilimento inconcludente dei grandi spazi del centro storico. Andare in cerca è sempre calibrare nuove opportunità, mettere seme, germogliare per poi crescere e darsi futuro. Qualcosa capita. Processi graduali, aperti alla sperimentazione.&lt;br /&gt;Il polo salesiano di là dalla circonvallazione interna che sino agli anni sessanta era il limine della città, aperto alle campagne che ospitavano campetti e tratturi, delizia di crossisti e pedalatori in cerca di emozioni selvatiche, oggi, dopo un’urbanizzazione che ha allungato la città verso un nuovo limite, si appresta a diventare un richiamo attivo di proposte culturali. L’università con il suo bisogno di spazi vi ha insediato, nelle strutture che la Provincia aveva destinato alla formazione professionale di concerto con la vocazione salesiana di dare mestiere e prospettiva di vita ai ragazzi, una residenza per gli studenti ed alcuni suoi insegnamenti. Ma ancora tanti spazi rimangono vuoti di funzione nell’ex Cnos (centro nazionale opere salesiane).&lt;br /&gt;Il primo creativo a giungere nella cittadella dove, secondo Don Bosco, “l’educazione è un fatto di cuore” è stato Aldo Augieri con il suo “Asfalto Teatro” prendendo in affido un piccolo capannone ed ambientandovi un particolare atelier di costruzione scenica. Da Asfalto sono passate e passano visioni, poetiche e desideri di persone molto diverse tra loro che hanno saputo concertare una lingua comune, un fare che ha dato vita a due notevolissime produzioni. Dimostrazione di come la palestra, l’opportunità del luogo sia la leva essenziale della creazione artistica.&lt;br /&gt;Presto, nella stessa area, prenderà vita un progetto più complesso per aspirazioni ed intensità coinvolgitive, curato da Maurizio Buttazzo dell’Associazione Sud Est, con il sostegno del nuovo Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce. Una manifattura che, mirando al ripristino e alla diffusione di quella cultura dei materiali e del lavoro artigiano che connota la fabbrica leccese della carta e della pietra, dà corpo ad un’iniziativa che mantenendo e rispettando il valore e la storia del luogo ne riconverte l’uso aprendo gli spazi al lavoro creativo, alla progettazione, alla contaminazione. Un’area di scambio esperienziale dove possano connettersi pratiche diverse: dal design, al cinema, dalla scrittura alla comunicazione visuale e performativa. Un grande spazio aperto, officina necessaria di una città che vuole farsi europea e mediterranea.&lt;br /&gt;Al cineteatro “DB d’Essai” (ex Don Bosco), le pareti nel foyer sono diventate di un tenue arancio. Gestito da una cooperativa di giovani nata nel 1995 con lo scopo di riaprire una sala parrocchiale chiusa da innumerevoli anni “con la prospettiva e la convinzione che il Cinema, in una terra di arte e tradizione, di suoni travolgenti e colori accesi, come è il Salento, non possa limitarsi ad essere il passatempo di una serata, ma debba diventare un'esperienza culturale capace di coinvolgere, appassionare, smuovere coscienze e produrre idee. Un piccolo ‘cinematografo’ più che un cinema (direbbe Bertolucci) di prima visione d’essai, spartano, simpatico, coraggioso; senza maschere in divisa o sedili col poggia-pop-corn integrato, ma con valanghe di idee, curiosità, progetti, incontri, dibattiti, recensioni, amici, clienti fedelissimi”, film fantastici selezionati da ‘Circuito Cinema’, organizzazione nazionale che programma più di 100 sale in tutta Italia con film che hanno particolare interesse culturale, e da ‘Centocittà’, iniziativa di Cinecittà Holding spa. Un ambiente aperto all’incontro ed alle novità: di sotto una grande sala laboratorio ospita i corsi di teatro diretti da Ippolito Chiarello, anfitrione del Teatro la Nasca, l’ultima formazione di una scena che mai come in questo momento sembra ricca di iniziative, che qui ha trovato gioiosa ospitalità.&lt;br /&gt;Trasformare i teatri in teatri non è compito facile. Sino ad oggi l’iniziativa teatrale non istituzionale (quell’altra è completamente assente) a Lecce si è mossa sull’invenzione di spazi adibiti e finalizzati a divenire luoghi teatrali. Dalle cantine degli anni settanta (memorabile un Pinocchio allestito da Marcello Primiceri in un grande spazio sotterraneo a due passi dal Paisiello) agli atri dei portoni (il Teatrino degli Impraticabili di Antonio De Carlo in via Cota), ai grandi garage (Astragali, in via Candido), alle fabriche dismesse (Cantieri Teatrali Koreja). Dopo l’Antoniano adesso è la volta del cineteatro salesiano tentare la carta del farsi spazio di spettacolo, di produzione e di ricerca. Teatro a tutto tondo, spazio di accoglienza, di ricerca e di produzione.&lt;br /&gt;Il carnet delle presenze creative è di tutto rispetto. Dicevamo di Ippolito Chiarello, attore di grande talento, oggi impegnato nell’interpretazione di Bartolomeo Vanzetti in un allestimento dedicato ai due anarchici italiani della compagnia il Cerchio di Gesso di Foggia, regista e formatore teatrale, videomaker (vi segnaliamo il bellissimo “Fumo”, un corto con aspirazioni di lungometraggio che Chiarello ha costruito ripercorrendo il ricordo di una suggestiva vicenda d’infanzia). Con lui le attrici Cecilia Maffei e Graziana Arlotta. Il programma dei laboratori è intenso ed articolato. “Arrivano i mostri” rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 13 anni; “Fuoriscena” che attraverso la lettura dell’Antologia di Spoon River del poeta americano Edgar Lee Master, avvicina all’arte scenica gli appassionati e con “In scena” li specializza invitandoli ad affrontare la complessità shakespeariana. La particolarità dei laboratori è che tutti sono completati da un’ultima fase residenziale che affina il percorso di produzione prima della messa in scena delle opere.&lt;br /&gt;Iniziative diverse animate da una spontaneità creativa, garanzia di autonomia progettuale che è possibile immaginare intersecata e corrispondente a quel desiderio di una Lecce in grado di armonizzare e valorizzare le sue risorse e le sue qualità anche al di fuori del recinto stucchevole della città d’arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116738315775932303?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116738315775932303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116738315775932303&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116738315775932303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116738315775932303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/12/report-nella-citt-creativa-5.html' title='Report nella città creativa 5 ::: Il ‘polo salesiano’ :::'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116664489686140848</id><published>2006-12-20T21:00:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:48:38.378+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Report nella città creativa 4 ::: Cose di Cinema :::</title><content type='html'>Mercoledì  20 e giovedì 21 dicembre dalle ore ventuno, presso le Officine Culturali Ergot, in Via Palmieri (P.tta Falconieri) a Lecce, due serate dedicate ai corti e al cinema con  "Cortizone" rassegna di video e di visioni a cura di Cristina Ria. Il programma prevede una ricco catalogo dalla collezione di Visionaria curata dal regista Enea Garrapa, che presenta i lavori di Andrea Cananiello, Enea Polimeno, Diana Costa, Simone Pellegrino, Dino Caldarazzo, Giuseppe Finguerra, Antonio Meucci, Raffaele Vasquez. In programma la visione di "Dialogando con il cinema europeo" del regista e autore Gianluca Camerino, report documentario dedicato al festival leccesedi primavera e una conversazione con Vincenzo Camerino dal titolo: "Gli sguardi inquieti del cinema".&lt;br /&gt; Ne ha fatta di strada la ‘settima arte’ nell’arco di un secolo, più di ogni altra è segno delle palpitazioni del Novecento, della sua vertigine onnivora, onirica e onniveggente. Dai primi rudimenti della lanterna magica e degli artifici ottici, all’oggi informatico, che velocemente scorda il passato prossimo dell’immagine chimica nel misterioso farsi delle emulsioni fotografiche e approda al confort dell’home video che sostituisce e svuota le sale cinematografiche e freneticamente moltiplica le ‘case’ di produzione. Il digitale ha portato un radicale cambiamento nell’approccio con il mezzo, democratizzandolo e volgarizzandolo. Non c’è più mistero, tutto è possibile, alla portata di chi vuole ‘scrivere’ l’accadere della realtà. L’automatismo della ripresa, l’accessibilità agli strumenti, allargano la platea degli aspiranti filmakers esaltando quelle particolarità autoriali che scuotono l’immaginario continuando ad inventare con e per il cinema. &lt;br /&gt;Magia di una macchina di luce che è sintesi di lingue. Sincretismo sublime e sublimante. Un angolazione, uno sbieco dello sguardo che costruisce, sostituisce, illude la realtà. La costringe, la libera, la  idealizza. E il tempo non è più, la Storia non è più, gli occhi che guardano non sono più occhi ma protesi ottica che si apre e si dispone alla scoperta d’un altro reale. Mirare una visione e in silenzio accogliere il racconto, il divenire delle immagini. La lingua dell’autore ci porta, ci accompagna, ci accudisce nell’’intero’.&lt;br /&gt;Il Salento e Lecce su quest’onda hanno trovato la loro “nouvelle vague”. La cifra della luce, dello spazio, una freschezza di approccio quasi d’avventura è stata, da un lato, pretesto di una adunata di cineasti che ‘scendono’ in Salento attratti soprattutto dalla possibilità di produrre a basso costo e, dall’altro, distinguo di quelle sensibilità locali che attraverso il cinema hanno messo in moto la macchina dell’orgoglio identitario, del desiderio di indagare passato e presente presentandolo ad una ‘mdp’ nell’attimo dell’accadere meridiano, scrivendo e inventando storie. &lt;br /&gt;Molti gli interpreti di questa autonomia creativa clamorosamente capace. Edoardo Winspeare, Davide Barletti, Paolo Pisanelli. I maestri di linee di lavoro originali e potenti nell’impianto di costruzione della visione. &lt;br /&gt;“Pizzicata”, “Sangue Vivo”, “Il miracolo”, ma anche le opere ‘minori’ del regista di Tricase segnano un Sud sempre traversato e attratto dal dolore, chiave di un sentire ‘trascendente’ che si ri-trova e libera nella rammemorazione del sé. Individualità e comunità tenute insieme da un sistema rituale che si rigenera, mostrando la forza d’un territorio che è luogo dell’anima. Segreto, che solo le sensibilità creative percepiscono, rispettano e valorizzano appieno. Su questo Winspeare ha fondato sin qui la sua estetica, accogliendo l’insegnamento neo realista che raffigura la cadenza del tempo storico e la trasfigura nel dramma. &lt;br /&gt;Davide Barletti e il suo collettivo di sodali scardina l’impianto narrativo affinando lo stile compositivo a sintonie hip-hop, altra rilevante ‘tradizione’ salentina. Italian Sud Est è un capolavoro della costruzione filmica digitale, raffinata fusione di andature visionarie e di sensibilità autoriali  che scorticano l’oleografia di un Salento da cartolina mettendo in scena la ‘semenza’ più autenticamente ‘altra’ che lo scrigno custodisce. Un Salento traversato, travagliato, gridato, messianico e svelante che trova come contro canto l’acrimonia di due, ‘gatto e volpe’, rappresentazione dell’invidia che la normalità ha del folle, del semplice bonario e spirituale. Un San Giuseppe-Giggellino ingenuo, idiota - l’illuminato cui è dato ‘sapere’ - è la guida di questo fantastico srotolo di storie e di emozioni.&lt;br /&gt;Paolo Pisanelli l’altro rigoroso, che sceglie la sponda del documentario per fare un cinema del reale che come quello dei grandi è tessitura di stupore, scavo dei territori che attraversa. I suoi documentari negli ospedali psichiatrici di Roma e di Firenze, il racconto del gay pride, l’ inseguimento biografico dedicato a Don Vitaliano alcuni dei report del regista leccese con il grande affresco del Sibilo Lungo dedicato al Salento, disincanto non solo del portato tradizionale della ‘taranta’ ma anche della filmografia documentaristica che l’ha accompagnata.&lt;br /&gt;Ma c’è molto altro l’officina del cinema è generosa di talenti e sfonda all’indietro nel tempo.&lt;br /&gt;Alle origini ‘vhs’ c’è Adriano Barbano inventore di televisioni e di film, poi Marc Van Put, iniziatore con Giuliano Capani della stagione della divulgazione professionale della telecamera sino all’oggi popolato di vocazioni e di talenti.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/1600/904096/schirinzi02p.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/400/695774/schirinzi02p.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Carlo Michele Schirinzi che dalla pitto-fotografia con naturalezza smargina in una video arte d’autore, raffinata ed artigiana che lo vede artefice totale, intrigato interprete del suo immaginario. Gianluca Camerino che con delicatezza graffia la crosta di un Salento indifferente che scorda i suoi poeti e i guai della modernità. Biagino Bleve portatore di leggerezza e di sfottò neoromantici, Maurizio Buttazzo, Roberto Greco registi, ideatori di spazio e di soluzioni tecniche che hanno permesso a molti di crescere la loro passione cinematografara. Caterina Gerardi, Giovanni De Blasi, Ippolito Chiarello, Marta Vignola, Corrado Punzi, Caterina Mangiò, Roberto Quarta, Davide Faggiano, Giulio Schirosi, la vasta platea dei ‘migliori’, interpreti di un movimento che nonostante la difficoltà di un territorio lento nell’apprestare e affinare una sua più efficace struttura di promozione e  di supporto continua la sua ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116664489686140848?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116664489686140848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116664489686140848&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116664489686140848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116664489686140848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/12/report-nella-citt-creativa-4.html' title='Report nella città creativa 4 ::: Cose di Cinema :::'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116664480543572122</id><published>2006-12-20T20:58:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:49:51.378+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Report nella città creativa 3 ::: La poesia. I nuovi costruttori :::</title><content type='html'>La poesia odora &lt;br /&gt;è poesia da tutte le parti&lt;br /&gt;ed io mi fingo lo specchio in cui trafugo&lt;br /&gt;quei sogni accorti che ti racconto.&lt;br /&gt;                                     Antonio Verri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due virgole di luce segnano l’abside dell’Auditorium Diocesano della Vallisa, a Bari, nel giorno di Santa Lucia. Variazioni di blu, tagliano la scena di “Sudario, le voci dei poeti sul corpo del Sud”, le parole e i suoni l’addensano. Fogli che cadono, ascoltati da una platea attenta, capace di accogliere. Ospite: Enzo Mansueto, felice regista di una tessitura per molti versi inedita. Con lui, autore del progetto ‘La Zona Braille’, il compositore Davide Viterbo e il cantautore Angelo Ruggiero; Giovanna Marmo, napoletana, “poetessa vaga e crudelmente fiabesca” accompagnata dagli sperimentalismi sonori e cantautorali di  Nino “Ninette” Bruno. Mario Desiati, poeta e narratore che ha prestato la voce all’Inferno Minore di Claudia Ruggeri e i ‘nuovi poeti salentini’ - Rossano Astremo, Luciano Pagano, Gioia Perrone, Ilaria Seclì e Irene Leo -  accompagnati dalla virtuosa sensibilità musicale di Claudio Prima, Redi Haza, Emanuele Coluccia. Insieme hanno ‘cantato’ i loro versi “sul corpo morto dello stereotipo meridionalista, luogo comune trito e infecondo, e sul corpo morto di voci defunte, troppo presto, ma che grazie alla poesia, ritornano come impronte sul sudario”. &lt;br /&gt;Questa volta per il nostro report nella città creativa, partiamo da Bari. Da quest’evento, ospitato nella terza edizione del festival musicale Le Voci dell’Anima - Occidente Oriente, andiamo incontro alla sostanza della poesia che a Lecce e nel Salento è fatto concreto che riguarda persone, esperienze e anche luoghi. &lt;br /&gt;Si può viaggiare attraversando l’immateriale? Incrociare la traiettoria di una voce, di un sussurro? Camminare in punta di piedi su tracce d’inchiostro, osservare non visti il divenire di un verso tinto di penna o scolpito, con la luce, su uno schermo. Si può? Sì, si può!&lt;br /&gt;La poesia è “cattura del soffio”, matrice che dà corpo e sostanza all’immaterialità. C’è un pensiero, un’idea e poi un movimento di mani, di corpo, di anima, di voce che mette le cose in vita. &lt;br /&gt;Per capire l’ultima onda del fare poesia, e trovarci a nostro agio in compagnia dei sodali del “naviglio innocente” indaghiamo un passato non molto distante, a bordo della “nave castro” bordeggiamo verso Guisnes, in cerca di Antonio Verri, l’ultimo interprete della tradizione novecentesca. Il ‘moderno’ saraceno, che osando il ‘post’ ha scritto la pagina più completa e prospetticamente certa dell’esperienza letteraria di Terra d’Otranto.&lt;br /&gt;Lui era umile e caparbio, sincero ed ingenuo. Certo nell’osare, spericolato e gentile maieuta di volontà. Custode affettuoso di vite. Un angelo! Motore ideale - ed anche concreto - di pratiche che hanno sdoganato la ‘soggezione’ salentina, aperto il recinto della provincia, presagito l’importanza del margine, della piega, del confine. L’esortazione del suo “Fate Fogli di Poesia Poeti!” può essere considerata il manifesto dell’agire poetico salentino di questi anni, ispirazione e modello di una necessità di dire e di dirsi, incontenibile. Di una densità operativa che trova oggi, a più di dieci anni dalla sua scomparsa, spinte di accelerazione e di completamento che pienamente hanno accolto la ‘maestria’ che da lui viene, modello operativo diffuso e condiviso, con ipotesi ed articolazioni intellettuali che smarginano i generi.  &lt;br /&gt;Se si guarda bene c’è un ‘attaccamento alla poesia’ che nel Salento è sempre presente, si rinnova, viene fuori, in un crescendo suadente e pervasivo. La sua qualità poetica trova tempo e occasioni per esprimere la sua valenza e la sua autonomia. Che clamore di relazioni! Che ricchezza di incontri! Nel passato come nel presente. Aggregati, avventure private, vaneggiamenti e scontri teorici, racchiusi in pagine che s’interrogano e trovano risposte, incanti, stupori. Strati, sedimentazioni, storie di vite disincantate, romantiche e tragiche, sino all’oggi vitale e vitalistico in un riscatto montante, capace di opportunità creanti. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/1600/879626/86_secli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/320/71926/86_secli.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ilaria Seclì, Gioia Perrone, Elena Cantarone, Carla Saracino, Marthia Carrozzo, Michelangelo Zizzi, Luciano Pagano, Rossano Astremo, Giuseppe Semeraro, Andrea Aufieri, Vito Antonio Conte, Angelo Petrelli, Paolo Antonucci, Vito Lubelli, Giovanni Santese, Tiziano Serra, Simone Giorgino, sono i protagonisti di una ‘via vai’ che attraversa la città, i suoi luoghi, il suo tempo, dilatandola al mondo, contemperandola alla contraddizione dell’oggi, avendo occhi per interpretarla nelle andature del verso spesso sferzante, crudo, acido. Nomi non a caso, scampoli di storie unite da percorsi che hanno avuto in comune tempo, coincidenze e fughe. Incroci d’attimi e generosi incontri, nati a sommuovere l’ordinario ‘non so’, motivati da un forte desiderio di condivisione. Con aspettative e orizzonti. Frequenze, abitudini, modi di pensiero e di scrittura diversi che hanno avuto occasioni, amori e passioni comuni, stesso progetto. Per tutti la poesia, l’esercizio dello scrivere, la pratica del ‘dono’, della verifica costante confrontandosi in letture private e pubbliche, in scambi di suggestioni, in innamoramenti autoriali, in infatuazioni poetiche che danno corpo lirico vivo e militante, alimentando con nuova linfa percorsi già aperti nel lungo cammino del Novecento e dei suoi interpreti, ormai sommi.  &lt;br /&gt;L’oggi della poesia osa. Lascia la pagina e ‘rischia’, gioca le regole del teatro, tira fuori la voce, crea situazioni. Poesia-voce lasciata libera, fuori in evanescenza di tempo, nella luce che abbaglia. Guardiamo un Salento ‘opera’, dove il tempo contiene vicende che mutano il nome ma non la sostanza della loro carica emotiva e creatrice, capaci di calibrare, per accumulo d’esperienza, ogni rigore necessario a segnare il Progetto. Per scordarlo, lasciarlo alle mani che sanno pensare e de-pensare… libere di nutrire materia e natura. Uno svegliarsi d’attenzione che immagina, sente e scrive definendo percorsi, scorci di bellezza, stupori e sprofondi. Dalla linea del cuore, come per Verri, costruttori di armonie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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I nuovi costruttori :::'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116664468778056374</id><published>2006-12-20T20:56:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:55:54.603+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Report nella città creativa 2 ::: L’arte della cura! :::</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RcD0BJOm5BI/AAAAAAAAABw/z_k4wuvDnTc/s1600-h/marcocavallo.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_L7VTgdJIR0o/RcD0BJOm5BI/AAAAAAAAABw/z_k4wuvDnTc/s400/marcocavallo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026285484639708178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per un poco allontaniamoci dai clamori della città, dai percorsi consueti e proviamo un altro passo. Cerchiamola l’arte nelle pieghe, nelle zone d’ombra, dove non ci aspettiamo di incontrarla. &lt;br /&gt;Andiamo in un luogo apparentemente separato: l’ex Ospedale Psichiatrico “Giuseppe Libertini”, ‘tornato’ alla città nel settembre del 1998 a vent’anni dall’entrata in vigore della legge 180, che decretava la definitiva chiusura degli ospedali psichiatrici. Oggi ci appare come un parco, con il lungo viale abitato da sontuosi pini, a lato, guardiamo l’imponente mole dei padiglioni. alcuni destinati a nuova vita, altri, in attesa, portano l’odore di ciò che è stato. Fu un evento densamente creativo, progettato da Bigsur e pienamente accolto dalla direzione generale dell’epoca, a sancirne la sua ‘ex funzione’ destinandolo a nuove pratiche. “Apriticielo”, questo il nome scelto per la tre giorni che, nonostante la pioggia portò nell’isola del dolore, in quel corpo estraneo e sconosciuto della città l’esperienza di numerosi artisti e la curiosità dei cittadini che con sospetto e timore avevano guardato al di là del grande cancello verde. 3000 persone misero gli occhi nello spavento delle grandi camerate, nei refettori, nei bagni con le vasche in fila; mirarono dagli spioncini e videro le scatole che contenevano le televisioni nelle grandi sale collettive, l’infilata dei neon e le piccole luci blu per la notte. Fu possibile leggere i graffi sui muri e i resti di tante esistenze lì private della loro dignità di essere persona nel bianco candido di pareti piastrellate. &lt;br /&gt;La creatività la andiamo a cercare il quel recinto e la troviamo, sorprendentemente in atto. Con una qualità ed una determinazione di ricerca sorprendenti.&lt;br /&gt;La galleria buona sta nei corridoi del Dipartimento di Salute Mentale della AUSL Le 1, diretto dal dottor Serafino De Giorgi, bravo psichiatra e bravo ‘intenditore d’arte’. Una sequenza di pitture, impaginate su nero mostrano il lavoro del Centro Diurno del CSM leccese. Lavori astratti, ritratti, paesaggi, sorprendenti visioni urbane. Il colore trattato in tutta la sua materialità. C’è una rivoluzione percettiva quando guardi quella che Jean Dubuffet chiamò art-brut. C’è una forza inconsueta che si muove. La meraviglia scaturisce e de-connota ciò che già sai. Divieni solo sguardo. Necessario è mettere da parte, scorticare proprio, le categorie precostituite dell’arte per accogliere ed apprezzare. Ed è un godimento assicurato. &lt;br /&gt;Da quei quadri, in bella mostra in ambienti che hanno pienamente recuperato la loro funzionalità accogliendo un polo formativo d’eccellenza, prende il via una visita più larga, curiosi dell’origine di quelle opere. Andando a cercare scopriamo un modo di approcciarsi al disagio psichico e alla ‘malattia’ mentale che in qualche modo conferma quell’attitudine salentina che sa fare recinto e cura, accudimento e valorizzazione. &lt;br /&gt;Qui da qualche parte si parla di reversibilità, non più solo di riscatto, di diritto di cittadinanza, di un astratto sentirsi alla pari! Qui, nel confronto con la ‘qualità sensibile’ del paziente si sperimentano pratiche che lavorano sui linguaggi. Una comunicazione circolare che si irradia da ogni soggetto coinvolto al gruppo con una chiarezza di progetto sorprendente che rompe l’idea dello stigma e del recinto protetto, dialogando con l’esterno, con l’altro, con l’intero sociale. &lt;br /&gt;Il Centro Diurno leccese, ‘ambientato’ in un ala di un vecchio reparto del Vito Fazzi, è coordinato dalla dott.ssa Maria Antonietta Minafra; Valentina Sansò, Paola Torsello, Silvia Bressan, Mary Congedo, le guide creative, chiamate quotidianamente a confrontarsi con una utenza consapevole e responsabilmente capace di elaborare il proprio disagio esistenziale. Un lavoro complesso, e per molti versi gioioso, che alla pittura affianca la scrittura, la composizione grafica, il movimento. Una gamma di laboratori che hanno inventato la biblioteca degli Aspiranti Libronari e avviato Germinazioni, un presidio del libro tematico inserito nella rete nazionale della promozione della lettura; inventato oggetti di design riciclando carta e una rivista, Naviganti, edita dall’editore Manni diffusa in tutta Italia. Incontri e seminari che riflettono sui diritti umani, con incontri curati da Stefania Ricchiuto; dissertano sul Libro Verde che descrive l’orientamento della comunità europea sulla salute mentale; indagano le vicende legate alla vita di Franco Basaglia, per non dimenticare e per conoscere la sua opera. Tanto fare che dà intensità allo stare, costruisce atti utili, che aprono al sorriso, all’incontro, alla critica e anche al pianto. Una catarsi necessaria che sfoga tensioni, e allenta, e sana quando solidale e piena.&lt;br /&gt;Vicino, dentro l’aperto del recinto, tornando verso l’ex-opis c’è il Centro per la Cura e la Ricerca dei Disturbi del Comportamento Alimentare, diretto dalla dott.ssa Caterina Renna anche questo attraversato e contaminato da pratiche creative che sollecitano e allertano l’espressività. Il Centro, dalla sua fondazione ha elaborato momenti di sensibilizzazione, che si sono rivelati capaci di definire un’immagine di apertura e di disponibilità che ha permesso a molte giovani donne di avvicinarsi senza la preoccupazione o l’angoscia di svelare il proprio sintomo, senza la sensazione di cadere nell’abisso sconosciuto che la cura spesso rappresenta. L’arte, il lavoro creativo, l’approfondimento culturale e scientifico sono state le leve su cui si è costruita la relazione con l’esterno e la chiave di un lavoro terapeutico che punta all’integrazione di esperienze e competenze diverse per rispondere a quello smarrimento, a quel sentimento di inadeguatezza così fortemente  critico nei riguardi dell’ordinario della vita, che non corrisponde aspettative, che profondamente delude la sensibilità di chi sente di doversi sottrarre, senza immaginare di reagire, inoltre alla fragilità del proprio sé, punito, mortificato, svuotato di vita. &lt;br /&gt;Una sofferenza quella anoressico-bulimica, che coinvolge tutti i livelli della persona, che altera profondamente i rapporti affettivi e relazionali, non può essere affrontata e risolta da terapeuti che si occupano esclusivamente del sintomo ignorando tutto il resto. É necessario un contatto fortemente creativo, al di là di procedure standardizzate: ogni persona ha una dignità ed una propria cultura che valgono in quanto tali, al di là dell’aspetto corporeo è necessario cercare di definire  possibilità di espressione, di oggettivazione della propria differenza sentimentale ed emozionale, per riportarla ad una normalità, ad una quiete, ad una pienezza comunicativa.  &lt;br /&gt;In questi luoghi - si progetta, si immagina, si sogna e concretamente si vive, ‘demitizzando’ lo stigma, la differenza. Interpretare il tempo della cura attraverso la pratica creativa, significa progettare un coinvolgimento “responsabile” ed evolutivo del paziente che intraprende un percorso di scoperta delle sue potenzialità. Una ricerca che cerca di individuare e dire le emozioni, gli affetti, le necessità. Tensioni ed idealità che si oggettivano in atti espressivi, in comunicazione, in vita attiva. C’è come uno stato pigro che conferma il sè malato, che ferma l’agire, lo incanta in un andare e venire dei pensieri che si fanno mormorìo dell’io. L’artista è capace di distaccarsi dall’opera per contemplarla, allo stesso modo nella cura si può fare di sé l’oggetto dell’opera. Chiedere alla terapia di farsi opera è fare della cura un’esperienza creativa. Un cammino di maturazione, in grado di affinare autostima e capacità relazionale, di svezzare vocazioni e attitudini, di fortificare il paziente nel suo diventare autore di sé, dentro una possibilità nuova di concepirsi. &lt;br /&gt;Molte altre sono le esperienze in campo sanitario, che ricorrono ad esperienze creative per trovare un alleato utile alle strategie terapeutiche. L’incontro con l’arte è prima di tutto motivo di rinnovamento del rapporto tra istituzione e soggetto. Un alleato che interagendo tra individuo e struttura sanitaria, gioca il ruolo mediano della cultura, della sua autonomia, che soltanto nel gioco relazionale trova effetto ed efficacia. L’attesa del guarire si muta in movimento, in un movimento dell’anima, che sceglie svelarsi, sceglie di condividere l’esperienza riscattando il silenzio, la chiusura, la negazione che porta con sé il manifestarsi della malattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Lasciateci il gusto della domanda retorica! E’ possibile! Ed è un viaggio che si presenta lungo, pieno di ascolti e di sorprese. Tante le realtà operanti, tanti i luoghi, tanti i protagonisti. &lt;br /&gt;E’ utile dunque darsi un metodo, tentare di tracciare una mappa, fare i puntamenti alle traiettorie per dare ordine ad un lavoro che vuole essere un reportage su ciò che si muove e vive nella città di Lecce, in quanto creativo, artistico, culturale. Qualità che la connota e che giorno dopo giorno ne diviene la parte più visibile. Necessaria e utile a prefigurare il futuro di una città pienamente terziarizzata che fa della cultura il suo perno di sviluppo.&lt;br /&gt;Botteghe che conservano e reinventano la tradizione dei materiali, piccole sale di associazioni che accolgono istanze e desideri, di carta, di colore, di parole, di gesti. La realtà efficace ed organizzata dei Cantieri Teatrali Koreja e la ricerca saettante e ombrosa di Astragali, le invenzioni organizzative ed editoriali del Cool Club e il mesclado di Zei. Autori, attori, filmakers, grafici, aspiranti e confermati, che attraversano la città con i loro lavori, trafelati ed attenti, sempre pronti a discorrere, a ‘pungere’, a sorprendersi.&lt;br /&gt;Ma procediamo con ordine e scegliamo di incominciare dalle novità. &lt;br /&gt;Da un luogo storico, organico alla città, allenato ad accogliere. Generazioni di ragazzi e di giovani vi si sono formate, hanno imparato a pregare e a guardare. Aprire gli occhi al mondo e ad aprirli alla meraviglia dei film, nel recinto protetto del cinema dell’Antoniano. Personalmente ricordo l’attesa della domenica e sinceramente penso che le ‘mattinate’ godute ai ‘monaci’ siano state quelle più dense di stupore e di serenità. I dolci anni ’60, del tutto possibile, del tutto in divenire, gli anni della speranza.&lt;br /&gt;Sappiamo che è nella storia della istituzione antoniana favorire la socializzazione attraverso le arti, chi non conosce lo Zecchino d’Oro, il coro dell’Antoniano di Bologna e quanti sono i cinema nati nel corpo di una parrocchia per accogliere e dare qualità al tempo della gente.&lt;br /&gt;Ma ciò che avviene a Lecce la ritengo una novità. Oggi (e già da almeno quattro anni) il Cinema Teatro dell’Antoniano si muta in un contenitore di esperienze e di sapienze creative in una interazione e compensazione di arti che lo qualificano come spazio interdisciplinare di educazione allo spettacolo. L’aggregato innovativo nasce intorno all’Associazione Culturale “Antoniano” – Teatro Antoniano di Lecce, fondata e con sapienza guidata da Padre Luigi Aluisi, che propone con la ‘classica’ programmazione della sala cinematografica un nutrito corpus di percorsi formativi e un variegato cartellone di spettacolo. C’è un’immagine prima. Due grandi manifesti progettatti da Vincenzo Zichella, svelano una dinamica operativa articolata che fa formazione e proposta di visione. La musica, la danza, il teatro fanno scuola e parallelamente nutrono la scena cercando intorno, concependo rassegne, concorsi, scambi. Un atto coraggioso, di forte autonomia progettuale che unisce forze, interessi, sensibilità, sollecitando iniziativa e spirito di ‘impresa’. Di avventura meglio, di gioco e di lavoro comune per darsi quotidianità e futuro. Per dare concretezza all’istinto del creare, nello scambio maieutico ed educativo.&lt;br /&gt;La scuola di musica offre percorsi di approccio adeguati all’età e al tipo di formazione richiesta. La direzione artistica è affidata a Irene Scardia, pianista ed autrice di raffinato sentire, già direttrice del laboratorio musicale “L’Orchestrina” e dello straordinario coro Sudivoce. Nella scuola antoniana è affiancata da una rosa di musicisti professionisti, che curano le classi di strumento. Da quest’anno, oltre ai già consolidati corsi di musica classica o moderna (rock, pop, reggae, blues e jazz), ha preso il via una nuova sezione dedicata agli strumenti in uso nella musica popolare con classi di organetto, fisarmonica, tamburi a cornice, canto popolare e armonica a bocca. &lt;br /&gt;Dal desiderio di incontro e di approfondimento sulle tendenze e sugli orientamenti della musica nasce “Suoni a Sud”, una rassegna musicale dedicata alla promozione di gruppi emergenti del panorama nazionale italiano. Per realizzarla l’associazione ha indetto un bando nazionale per la selezione tra i generi rock, world, etnico, blues e jazz. Il cartellone prevede un programma di cinque appuntamenti da gennaio a maggio 2007. Il 13 gennaio,il concerto d’apertura di Ivan Segreto; il 10 febbraio concerto del gruppo selezionato “Shoe’e killin’ worm” da Foggia; il 17 marzo il concerto jazz del secondo gruppo selezionato “Europe Connection”; il 14 aprile spettacolo interdisciplinare di “Irene Scardia Ensemble”; il 4 maggio “Leitmotiv” gruppo di Sava (Ta) emerso dalla selezione; il 19 maggio chiusura della rassegna con il concerto di Diego Mancino.&lt;br /&gt;Lo stesso orientamento anima l’altra sezione dell’Antoniano di Lecce dedicata alla danza. La scuola è diretta dalla coreografa Enza Curto, fondatrice della Compagnia di Teatro Danza Duende. Danza classica, moderna e contemporanea il plaphon delle proposte, ma sappiamo che la vocazione della compagnia e della sua ispiratrice è il teatro danza, quel punto di fusione dove la tecnica si fa espressione gioco fisico, energetico. &lt;br /&gt;E su questa linea si muove la rassegna nazionale di coreografia d’autore “Fioriditesta” che l’Antoniano e Duende promuovono con la finalità di valorizzare l’arte tersicorea ed in particolare la creatività dei giovani coreografi. La rassegna, giunta alla sua seconda edizione, si svolgerà in cinque appuntamenti mensili, ripartiti nel periodo gennaio–maggio 2007, vedrà protagoniste le giovani compagnie che saranno ritenute idonee tra tutte quelle che faranno richiesta di partecipazione. Da questa edizione, gli organizzatori, hanno istituito il “Premio Fioriditesta Videomaker”. La partecipazione è rivolta a compagnie e videomakers italiani che hanno realizzato un video di danza o attinente alla danza. Singolare l’assegnazione del premio che sarà assegnato, tramite votazione, dal pubblico che presenzierà alla serata di proiezione dei video preselezionati da un’apposita Commissione, tra quelli ricevuti.&lt;br /&gt;Dopo due donne e due discipline che hanno ‘pregio’ e desinenza al femminile - e qui l’associazione ha un perfetto equilibrio di ‘quote’ - il teatro, affidato a due navigati teatranti: Salvatore Della Villa attore e regista, fondatore del Teatro Mascaranu e Francesco Ferramosca sapiente narratore ed animatore di ombre, arte appresa alla ‘corte’ di Nicola Savarese, maestro di teatro e di vita. Anche qui percorsi formativi aperti a tutte le età con una stagione dedicata alla prosa ed una rivolta ai ragazzi. &lt;br /&gt;Salvatore Della Villa, per il secondo anno torna alla direzione della scuola teatrale e della IV Rassegna di Prosa del Teatro Antoniano. Il percorso di formazione è rivolto sia a coloro che cercano un primo contatto con il teatro, ma anche a chi, avendo già esperienze in questo campo, desidera incrementare la propria preparazione approfondendo lo stile recitativo, la dizione e l’impostazione della voce. Interessante è il coinvolgimento degli allievi dell’ultimo anno nella messa in opera di proposte utili alla rassegna di prosa. Vivaio di quella che potrà presto divenire la Compagnia Teatrale dell’Antoniano. &lt;br /&gt;La rassegna di prosa si compone di quattro produzioni del Teatro Antoniano e altrettante produzioni ospiti con nomi di rilievo nazionale. I prossimi appuntamenti: il 2 - 3 dicembre, Anna Mazzamauro in “Signorina Silvani… signora, prego!” per la regia di Pino Strabioli; il 27 gennaio  in scena la bellissima voce di Pino Ingrosso in “Serenate sincere”; il 2, 3, 4 marzo Salvatore Della Villa presenta “Il grigio” capolavoro affabulatorio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini; il 31 marzo e il 1 aprile è la compagnia del Teatro Antoniano a presentare La Buona Novella di Fabrizio De André per la regia di Salvatore Della Villa. A seguire gli appuntamenti con Marco Cavallaro diretto da Claudio Insegno, un omaggio a Pirandello e la chiusura, in maggio, affidata agli allievi della scuola di teatro.&lt;br /&gt;Francesco Ferramosca è il direttore del corso teatrale per ragazzi e della rassegna di teatro ragazzi denominata “Oplà… in scena!”. Il laboratorio è rivolto a bambini dagli 8 agli 11 anni. La chiave è il gioco. Si darà risalto al corpo e alla voce, allo spazio e alla scena, ai ritmi e ai suoni. Si costruirà un personaggio e si conosceranno fiabe e leggende, clown e miti, il teatro di figura e le maschere. &lt;br /&gt;La rassegna, si inaugurerà con uno spettacolo-festa il giorno dell’Epifania, tradizionalmente caro ai bambini. A seguire, il 3 febbraio, “Arcobaleni” spettacolo ideato da Franco Ferramosca, il 24 febbraio, “Signor Rodari” della Compagnia “L’Asina sull’isola” di Reggio Emilia; il 10 marzo, “Arcoiris” della Compagnia “Terrammare Teatro” di Silvia Civilla; il 13 aprile, “Il signor aquilone e la nuvola Olga” della compagnia “TeatroRidotto” di Bologna; infine, il 5 maggio la rassegna si concluderà con “Girotondi e Filastrocche”, lo spettacolo in co-produzione delle compagnie salentine “Teatro le Giravolte” di Aradeo e “Terramare” di Presicce.&lt;br /&gt; Un nutrito programma, tante occasioni. Un’isola, l’Antoniano, che declina la novità di una “sala della comunità” aperta al vento della cultura, che accoglie creativi offrendo loro spazio e temi di confronto. Buon lavoro!&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni rivolgersi presso il Teatro Antoniano, in via Monte San Michele a Lecce. Tel. 0832.392567 o visitare l’esaustivo sito www.auditoriumantonianum.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116664450858089254?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116664450858089254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116664450858089254&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116664450858089254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116664450858089254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/12/report-nella-citt-creativa-1.html' title='Report nella città creativa 1 ::: Il cinema Teatro dell’Antoniano :::'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116619313599327550</id><published>2006-12-15T15:29:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:36:03.359+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>“T’ho sempre odiato lo sai pifferaio?”</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/1600/898799/dicem%20012.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6262/3622/400/948008/dicem%20012.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A San Donato, per la dodicesima edizione del Concorso Gino Perrone, fino al 31 gennaio, presso la Biblioteca Comunale, centro socio culturale di via Roma, è allestita la mostra “T’ho sempre odiato lo sai pifferaio?” di Vittoria Facchini illustratrice molfettese di grande talento e fortuna editoriale.&lt;br /&gt;Vittoria Facchini dice d’essere logorroica nel suo divenire di segni. Una estetica della linea storta, dello sgimbescio, della macchia, dello sgarro calligrafico. Cose di ogni giorno si mischiano: vecchi tomi tinti a grosse pennellate, cassetti, una radio, flauti, pennelli e barattoli di colore. Minuterie assimilate insieme ad immagini prese da rotocalchi, spatinate e trattate nella macina creativa che inquacchia, fotocopia, strappa, accartoccia e rigenera. Sveglia! Apre gli occhi, scuote e scrive un altro senso, un altro guardare.&lt;br /&gt;C’era un signore, in giro per la sua mostra che attraversa ed ambienta le sale della biblioteca comunale di San Donato, che s’era fatto tutto occhi ed indagando ogni piccolo particolare dell’allestimento continuamente ripeteva: “Ah! lei parte da una negazione, esorcizza le paure dell’infanzia, ci fa vedere le sue ossessioni”. Un segnare che è puro impulso emozionale, scatto nervoso, disincanto di un poeta che sganghera la realtà, lo stupore, lo sbigottimento, la paura, i sì e soprattutto i no.&lt;br /&gt;Lei è una che le “acchiappa” le cose che muove, le tira su come da un precipizio e le mette in scena con una maestria pittorica che smargina la fiaba in una fascinazione interpretativa che dal sé va al narrare. Oggettivando un sentire sempre in cerca, mai esausto, veloce, saettante. Mai al riparo, esposto, schierato, militante.&lt;br /&gt;C’è nel nostro oggi, un esasperata ricerca della finitura, di una leziosità decorativa che contamina anche il più trasgressivo trend. Siamo fermi nel tentativo di somigliare! Essere omologhi, conformi, all’altezza di un mondo che della superficilità e della superfice fa virtù.&lt;br /&gt;Qui, tra le cose di Vittoria tutto si rompe e la fiaba è interpretata nel suo brutto di fiaba crudele, al riparo delle malie d’un flauto che strega, dalla parte dei topi e di bambini per “fare a pezzi per ripicca un tremendo ammaliatore” e cattivissimo signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Per le visite: &lt;br /&gt;dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00&lt;br /&gt;Il lunedì, mercoledì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30 &lt;br /&gt;Per contatti 328.0249475]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116619313599327550?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116619313599327550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116619313599327550&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116619313599327550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116619313599327550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/12/tho-sempre-odiato-lo-sai-pifferaio.html' title='“T’ho sempre odiato lo sai pifferaio?”'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116599690642075887</id><published>2006-12-13T09:00:00.000+01:00</published><updated>2006-12-13T09:01:46.433+01:00</updated><title type='text'>12 dicembre 1969 - Milano, Piazza Fontana - STRAGE DI STATO</title><content type='html'>"&lt;br /&gt;Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum. Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile... "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pier Paolo Pasolini&lt;br /&gt;14 novembre 1974&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116599690642075887?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116599690642075887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116599690642075887&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116599690642075887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116599690642075887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/12/12-dicembre-1969-milano-piazza-fontana.html' title='12 dicembre 1969 - Milano, Piazza Fontana - STRAGE DI STATO'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116557387792081936</id><published>2006-12-08T11:29:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T20:58:49.553+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Virtù ed Autarchia</title><content type='html'>Per una critica della politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontrarsi al ‘centro’. Questo sembra essere l’imperativo della politica. Le ali estreme perdono fascino. Al ‘centro’ c’è la giusta mèta. La saggezza e la generosità dei ‘mediani’. Ma, molti di coloro che in questa formula hanno trovato il solo modo per legittimare la loro esistenza politica, sembrano lontani dai valori che pretendono di promuovere, spesso risultano essere mediocri mediatori, teorici deboli e vuoti di proposizione. Molto spesso, ed è ancora più grave, sono veri e propri ‘estremisti’ incapaci di ascolto e di accoglimento delle ragioni dell’altro. Il trasformismo sembra essere la vera cifra della ‘politica di centro’, un pensiero ondivago attento solo a mantenere posizioni e privilegi.&lt;br /&gt;Il ‘centro’ ha certamente un suo fascino! Anche una carica rivoluzionaria se diviene luogo di rielaborazione culturale, luogo di una redefinizione delle necessità e delle priorità utili a definire un Mondo possibile: compatibile, sostenibile, ragionevole, capace delle sue risorse, delle sue particolarità. Rispettoso della vita. &lt;br /&gt;Già il Mondo! Perché è proprio in virtù di uno sguardo politico allargato ad esso che un ‘pensiero del centro’ (e del rinnovamento profondo della politica) deve trovare la sua ragione d’essere.&lt;br /&gt;Ci sono nel design contemporaneo tendenze che invocano una “new simplicity”. All’imperativo del ‘tanto’ si risponde con una drastica pulizia del superfluo. Un progetto di ecologia della mente che riconduce l’esistenza all’essenziale. La filosofia “slow” che ha avuto successo nel cibo e nell’abitare ispirando uno stile di vita più lento contro l’indigestione del moderno, invita a ritrovare la giusta proporzione tra le cose e la loro possibilità di utilizzo. Per non esserne schiacciati. Un’inversione di tendenza necessaria in una società, cariata dal globalismo. Un groviglio dove si intrecciano tecnologie, culture, sentimenti e rabbie. Dove la continua contraddizione e un esasperato vivere al presente dettano le regole. Padrone il mercato che mai saprà la rinuncia.&lt;br /&gt;C’è una parola che si nasconde dietro questo ragionamento che invoca la saggezza come chiave di una nuova ideologia: virtù. In opposizione a virtuale. &lt;br /&gt;La ‘realtà dell’uomo’ controcanto allo strapotere ossessivante del consumo che distrugge e macina ogni strutturazione valoriale. &lt;br /&gt;Virtù è la rinuncia. Virtù è la capacità di fare un passo indietro, di valutare, di considerare. Farsi umili, capaci di sguardo, di ascolto, di accoglimento. Riguardare al desiderio, a quel motore illuso che sembra aver ingolfato questa modernità, col suo post: bulimico, invadente, logorroico.&lt;br /&gt;Un mondo dove non c’è medietà, non c’è più centro. Invocare una politica della rinuncia, di una nuova ed illuminata ‘autarchia’ non è tornare indietro. E’ sperare nella capacità dell’uomo di ricondurre a sè l’obiettivo della vita, del vivere, che non è abdicare ma ritrovarsi.&lt;br /&gt;Il nostro mondo è “un paese impazzito”. Un paese che radicalizza lo scontro, che ama le risse, che è incapace di frenare il suo istinto, di moderarlo, di renderlo capace di equilibrio. C’è mai stato un modello differente per la politica? Uno stile non muscolare? Non da pollaio? Non da stadio, o meglio da arena?&lt;br /&gt;Verrebbe di gridarlo un grande “basta!”, tentazione di volgere lo sguardo per risparmiarsi l’oscenità del quotidiano. Ma rimane una tentazione. Capaci, come siamo, di sapere altre sponde, possibili all’incontro, al progetto. &lt;br /&gt;La politica rimane nodo all’agire culturale, all’operare che sempre produce relazioni e confronti. C’è da augurarsi un impegno aggregante di pensiero e di energie propositive, nel tentativo di mutare con il fare il corso di una storia che non soddisfa, per elaborare un cambio profondo, nuovo, rivoluzionario. Femminile, generativo!&lt;br /&gt; Immaginare per la politica come una danza, la tensione all’esserci, nel giro largo della leggerezza che fa sorriso l’incontro. Non c’è nessuna forza politica capace di aprire passioni e coinvolgimento ideale, etico, vibrante di dono, nel tentativo ‘pacificante’ della bellezza. Non c’è ‘credo’ che colmi la disillusione che viene dal continuo chiacchiericcio che l’aia del mondo quotidianamente mette in scena. &lt;br /&gt;Non è certamente facile e i guasti sono tanti e tali che richiedono l’elaborazione di un pensiero nuovo, capace di porsi come obiettivo primario la ‘salvezza’. Una qualità differente dello ‘stare a vivere’ che passa attraverso la rinuncia allo sviluppo e alla ricchezza che è foga del denaro, foga del guadagno, foga del dominio e della supremazia, mai tutela, solidarietà, equità, realismo.&lt;br /&gt;Viviamo nel conflitto, viviamo dentro una guerra che non ha mai fine. Viviamo dentro un mondo che ingrassa le carni scordando la giusta catena biologica, viviamo dentro un mondo senza cognizione del tempo, che altera le stagioni. Viviamo in un mondo dove i disastri sono l’ordinario e i guasti provocati da umana mano considerati banali incidenti e non causa primaria delle alterazioni della natura. Viviamo in un mondo sbagliato, dove le parole non hanno più peso, dove la coerenza e la tenuta etica sono soltanto un optional e non un dovere essenziale del politico, dell’uomo.&lt;br /&gt;Verrebbe da dire che siamo alla fine di un sistema, che la democrazia ha fallito, che la rappresentanza e i valori della cultura politica sono svuotati, che viviamo ormai al limite, nel giorno per giorno, senza progetto e senza obiettivo. Da questo la necessità di elaborare una critica profonda, di costruire le linee di una progettazione culturale che sia tentativo altro e diverso, da tessere pazientemente, con costanza, come opera d’arte, onde evitare l’ulteriore affronto al desiderio della vita.&lt;br /&gt;Ci si può pulire i denti dall’opulenza ma non la coscienza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116423740581568515?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116423740581568515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116423740581568515&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116423740581568515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116423740581568515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/11/la-massa-critica-lecce.html' title='La massa critica a Lecce'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116422684284915080</id><published>2006-11-22T21:14:00.000+01:00</published><updated>2006-11-22T21:23:02.123+01:00</updated><title type='text'>paesaggio</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/images.1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/400/images.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;...non è un dato materiale. non si può acquistare, nè cedere, nè tassare.&lt;br /&gt;è determinato dalla collettività che lo abita trasformandolo ma è un patrimonio inalienabile dell'essere umano nella sua squisita individualità.&lt;br /&gt;è connaturato alla percezione soggettiva, non esiste se l'occhio non lo scruta ma si struttura in processo mentale e diventa realtà fiduciaria. è un'immagine che si fa se si sa, si vede se si vuole vedere. &lt;br /&gt;ispira poesia e se ne nutre.&lt;br /&gt;muta il paesaggio continuamente. nel volgere delle stagioni o in poche ore.&lt;br /&gt;nel susseguirsi delle civiltà, degli stili di vita, dal fiorire all'abbandono, muta perchè lo abita l'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Lindo Ferretti "Reduce", Mondadori 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116422684284915080?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116422684284915080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116422684284915080&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116422684284915080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116422684284915080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/11/paesaggio.html' title='paesaggio'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116354260230596748</id><published>2006-11-14T23:15:00.000+01:00</published><updated>2006-11-14T23:16:42.316+01:00</updated><title type='text'>L’ice park a Lecce!</title><content type='html'>Ritorna l’ ice park!? Il suo massimo patron, il consigliere comunale Vittorio Solero, nonostante il nome, noto appassionato di sport nordici  (a lui si è ispirata una nota casa gelatiera per nominare la sua linea di ghiaccioli) spera lo si possa allestire come negli anni scorsi in Piazza Sant’Oronzo. Scelta sciagurata! Sarebbe il terzo anno di un’ intollerabile imposizione. Il ghiaccio, la musica assordante, le gocciolature dell’impianto che si trasformano in fanghiglia. Il cuore della città trasformato in un nulla divertentista che non accontentandosi di scivolate e risate conclude le serate con rapimenti di pecorelle nel presepe adiacente, allestito nel “basso” dell’anfiteatro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’ice park se è proprio necessario sarebbe utile allestirlo in un luogo più appropriato, non la Villa Comunale, ma il grande catino di Piazza Palio ad esempio, che già lo ha già ospitato. Luogo strategico, polo sportivo della città. Cerniera con la periferia dove è utile portare animazioni e spettacolo. Dove è bello attrarre pubblico con le sfilate e le visite dei campioni del pattinaggio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Piazza Sant’Oronzo è meglio preservarla, renderla calda, accogliente. A misura di ‘valori’ (bella parola!) quelli cari al Sindaco, alla sua giunta e, soprattutto a noi, che desideriamo concentrarci al riparo dal frastuono sui temi di una Festa carica di significati ed essenziale in questa contemporaneità ferita. Il solerte Solero poi spera e annuncia un palaghiaccio a Lecce!!?? Veramente una novità in una città che non ha impianti sportivi adeguati, accuditi e curati e neanche una piscina comunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116354260230596748?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://leparoledidentro.splinder.com' title='L’ice park a Lecce!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116354260230596748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116354260230596748&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116354260230596748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116354260230596748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/11/lice-park-lecce.html' title='L’ice park a Lecce!'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116342072917546288</id><published>2006-11-13T13:24:00.000+01:00</published><updated>2006-11-13T13:25:29.186+01:00</updated><title type='text'>i nostri paesi cambiano</title><content type='html'>vogliono somigliare tutti alle grandi città. circonvallazioni, viali, opere monumentali. amministratori modesti, meschini direi, che per nascondere la loro ignoranza si fingono faraoni, per lasciare ai posteri un segno, una firma del loro passaggio. e sperperano soldi nostri. invece no, quei soldi servivano a recuperare ghetti fatiscenti, oppure aree di archeologia industriale che se sapute valorizzare sarebbero state bellissime. la vocazione dei nostri borghi era altro. era il piccolo, il raccolto, il funzionale. nel quale inserire le nuove necessità, ma senza sventrare la storia, come a vergognarsene. una vecchia fornace non si distrugge. si restaura, e ci si mettono dentro abitazioni e negozi, oppure una biblioteca o un centro culturale, un cinema. niente, ruspe e geometri annullano quell'equilibrio vecchio e fragile, e lo sostituiscono con migliaia di metri cubi di banale abitare moderno. vivere senza storia è doloroso. senza bellezza è inutile. senza radici è pericoloso. molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lapo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116342072917546288?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://lacasadilapo.splinder.com' title='i nostri paesi cambiano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116342072917546288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116342072917546288&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116342072917546288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116342072917546288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/11/i-nostri-paesi-cambiano.html' title='i nostri paesi cambiano'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116301017587866468</id><published>2006-11-08T19:21:00.000+01:00</published><updated>2006-11-08T19:22:55.886+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/images.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/320/images.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116301017587866468?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116301017587866468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116301017587866468&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116301017587866468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116301017587866468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/11/blog-post.html' title=''/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116257772134672459</id><published>2006-11-03T19:08:00.000+01:00</published><updated>2006-11-03T19:19:35.176+01:00</updated><title type='text'>Kash è LIBERO!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/este_03122533_50540.0.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/400/este_03122533_50540.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...punge punge...&lt;br /&gt;ah! come punge questa tramontana!&lt;br /&gt;ma pulisce il cielo l'aria e ossigena&lt;br /&gt;e acuisce la luminosità.&lt;br /&gt;così questa mattina.&lt;br /&gt;poi, si è aggiunto un altro grande elemento ad aggiustare&lt;br /&gt;ulteriormente&lt;br /&gt;a sgravare il cuore dall'apprensione.&lt;br /&gt;Gabriele è libero.&lt;br /&gt;Mezzogiorno e qualche minuto&lt;br /&gt;ed il mio cellulare ha iniziato a trillare di telefonate e messaggi.&lt;br /&gt;Chi mi conosce bene sa che ero a lavoro e non avevo modo di sapere...&lt;br /&gt;la rete funziona sempre.&lt;br /&gt;L'energia si muove&lt;br /&gt;arriva, dove deve, arriva arriva! Evviva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116257772134672459?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116257772134672459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116257772134672459&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116257772134672459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116257772134672459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/11/kash-libero.html' title='Kash è LIBERO!'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116248997374164006</id><published>2006-11-02T18:47:00.000+01:00</published><updated>2006-11-02T19:06:29.903+01:00</updated><title type='text'>domenica 5 novembre ad alessano x Kash!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/k8.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/400/k8.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica prossima alle 10, nella piazza don Tonino Bello di Alessano, ci sarà un incontro pubblico al quale parteciperanno il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, e sindaci di diversi comuni salentini. L'incontro dovrebbe concludersi con l'approvazione di un documento-appello per la liberazione di Gabriele. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tratto da La Repubblica online di oggi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aderisci!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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Tutti distratti. I clamori della finanziaria, le gags della politica muscolare e di quella demenziale delle conte in aula. Il corri corri del consumo, l’irresponsabilità diffusa e le tragedie nelle metropoli del mezzogiorno d’Italia. E poi le passerelle dello spettacolo, le cadute in moto che non ti fanno vincere il mondiale, Cassano che litiga col suo mister. C’è una sensazione di vuoto! Un silenzio assordante!&lt;br /&gt;E poi, c’è un nome e cognome: Gabriele Torsello. Suona dentro, rode i pensieri che subito si volgono alla speranza. Atri pensieri, no! No, meglio di no! E te lo immagini in una tenda, chissà dove, sulle montagne d’Afghanistan. ''Sotto minaccia costante e sottoposto a estrema pressione da parte dei suoi rapitori'', come lui stesso ha raccontato, al telefono, nei primi giorni del sequestro. O starà in una grotta, tenuto fermo da chissà quale catena. Forse beve anche un tè con quelli che lo tengono, ormai sono passati i giorni e forse la tensione s’è un po’ allentata e si tratta solo di saper aspettare. Ci scambia anche parole? Lui, Kash, la lingua, un poco la mastica. Quando è il momento chissà se prega. Quel Dio scelto, lo stesso di chi lo tiene, un gruppo armato islamico che si dichiara non talebano, gente che non vuole più lo straniero nella sua terra. Gente stanca che subisce la guerra o predoni che approfittano, giocando con la politica, per ottenere un buon riscatto?&lt;br /&gt;C’è una sensazione di vuoto e tanti cuori che lo riempiono quel vuoto. Cuori di qui, un po’ fragili, un po’ smarriti, di questo Salento sempre più esposto con i suoi tanti giovani soldati nelle zone di guerra, le vittime degli attentati e ora, adesso, con un suo figlio rapito. Uno che voleva raccontarla la guerra, per combatterla. Uno sequestrato per difendere il diritto di noi tutti all’informazione. Uno che il giornalismo lo fa “con le suole delle scarpe”, camminando e osando. Uno che, subito prima del suo sequestro, era andato a Musa Qala a fare fotografie. Voleva testimoniare, attraverso l’obiettivo della sua Nikon, i drammatici effetti sulla popolazione civile dei bombardamenti aerei della Nato in quella zona, ritenuta una delle maggiori roccaforti della guerriglia talebana. Bombardamenti che sono proseguiti anche nelle ore e nei giorni successivi al rapimento e che hanno provocato nuove distruzioni e nuove vittime civili. Come la piccola Hamida, gravemente ferita e ora ricoverata in un ospedale di Emergency.&lt;br /&gt;Questa generosità è di Gabriele Torsello, questo senso di sacrificio anima il suo cercare, il suo farsi osservatore e testimone, il suo scegliere. Com’è stato all’inizio della sua carriera quando ha raccontato la vita dei poveri nelle strade di Roma, quando ha attraversato l’Albania e il Nepal. Quando ci ha detto del Kashimir.&lt;br /&gt;E tutti adesso vorremmo che questo silenzio si rompesse. Che le istituzioni si muovessero. Vorremmo che Gabriele potesse tornare dal suo bimbo. Vorremmo noi, da qui, da questo Salento che si sente un po’ solo, alzare una voce, forte, capace, certa nel suo dire basta, lasciatelo libero, che siamo ‘arco di pace’, noi, contro ogni guerra, noi! E Gabriele è uno di noi! Arco di pace contro ogni guerra!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Marino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116231363357040030?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116231363357040030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116231363357040030&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116231363357040030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116231363357040030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/10/per-gabriele-torsello.html' title='Per Gabriele Torsello'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116229990281444905</id><published>2006-10-31T14:03:00.000+01:00</published><updated>2006-10-31T14:06:15.466+01:00</updated><title type='text'>esser differenti.</title><content type='html'>sembra che sia normale. già, il buffo è che siamo tutti ugualmente differenti. solo che per molti è motivo d'orgoglio. una distinzione che ci distanzia dalla massa. la differenza è aristocratica. distinguersi dalla folla, come a snobbare l'opinione comune. altro che a te girano i coglioni, di questa differenza. già, vorresti essere uguale, banale, anonimo. per te sarebbe più facile, mimetizzarti nel mucchio. si vede da come vesti. incolore, banale, uguale da trent'anni. da come cammini, mai in mezzo, sempre attaccato ai muri. nell'apparire forse ci sei riuscito. e nell'essere? sì, sapere che sei protetto dal pensiero comune di tanti. sentirti rassicurato dall'opinione altrui. potersi rifugiare nella normalità dell'idea diffusa, che molti definiscono "di maggioranza". niente, sei sempre stato estremista. una minoranza oppressa, schiacciata dal fuori omogeneo, compatto. idee bislacche, assurde, dalle quali non riesci a distaccarti. ti piace il "fai da te" del pensiero. mai che tu trovi qualcosa di bell'e pronto che ti vada bene. e non ti aiuta neppure dire "avevo ragione" quando per esempio senti dire che il pianeta è in riserva, che tutto è irrimediabilmente sputtanato. esser differenti non è un privilegio. è una condizione di disagio. il più delle volte un imbarazzo. ti senti scemo, nel migliore dei casi. abituati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lapo&lt;br /&gt;(http://lacasadilapo.slinder.com)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116229990281444905?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116229990281444905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116229990281444905&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116229990281444905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116229990281444905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/10/esser-differenti.html' title='esser differenti.'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116228729807736722</id><published>2006-10-31T10:33:00.000+01:00</published><updated>2006-10-31T18:09:14.906+01:00</updated><title type='text'>Oh! Taranto</title><content type='html'>sabato scorso ho passato il pomeriggio a passeggiare per le strade di taranto, era tanto tempo che non ci andavo, e la riflessione che mi è capitato di fare vorrei condividerla.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;come in tantissimi altri centri d'italia e del nostro mondo "sviluppato", passando accanto ai cassonetti dell'immondizia, si intravedono merci all'apparenza poco meno che nuove ed efficienti lasciate lì, in mezzo ai sacchetti della spazzatura. normalmente, a questa immagine dedichiamo forse un veloce pensiero sugli sprechi della nostra società e basta. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ma a taranto, in questi giorni, una riflessione in più ingombra la mente: è, quello, un simbolo della relativa ricchezza materiale che molti individui e famiglie hanno raggiunto, ma lo è anche dell'idea tutta privatistica del benessere e del progresso.&lt;br /&gt;non ci occupiamo del bene pubblico, a meno che non intacchi la quantità di beni che possediamo e continuiamo ad accumulare, via via disfandocene e sostituendoli con altri più nuovi e desiderabili. crediamo che la nostra felicità possa essere coltivata nel chiuso delle nostre case, delle nostre famiglie e dei circoli più o meno ristretti di cui facciamo parte.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;all'improvviso poi, accade qualcosa che mette in relazione il nostro passivo delegare, il nostro vanto apolitico e apartitico, il nostro cinismo perché "tanto sono tutti uguali", le nostre schede bianche, con la rimozione coatta dei nostri diritti "municipali" che davamo ormai per scontati.&lt;br /&gt;questo discorso, visto nella prospettiva non solo cittadina ma nazionale e sovranazionale, rischia di gettarci nel peggiore sconforto, ma mi scuoto: mi propongo di avere fiducia che fatti come questo dissesto finanziario servano ad una presa di coscienza, ad invertire una tendenza, partendo dalla volontà e dal fare di tutta una comunità, un giorno dopo l'altro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;enzo granella&lt;/span&gt;, un tarantino residente a bari&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116228729807736722?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116228729807736722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116228729807736722&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116228729807736722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116228729807736722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/10/oh-taranto.html' title='Oh! Taranto'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116222525646661045</id><published>2006-10-30T17:19:00.000+01:00</published><updated>2006-10-30T17:34:02.580+01:00</updated><title type='text'>Erik Satie</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/satie.0.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/400/satie.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/satie_03.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/400/satie_03.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/Bustoerik.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/400/Bustoerik.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"autoritratto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ringraziando zioRaf per i suoi racconti &lt;br /&gt;intorno ad una tavola di sapori e di amici&lt;br /&gt;prelibati...&lt;br /&gt;sulla musica sperimentale e sul crogiolo creativo d'inizio novecento...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
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&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116220671125663998?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116220671125663998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116220671125663998&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116220671125663998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116220671125663998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/10/blog-post.html' title=''/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33042316.post-116180259223405769</id><published>2006-10-25T20:50:00.000+02:00</published><updated>2006-10-25T20:56:32.326+02:00</updated><title type='text'>Ahi! Ma con la bicicletta dove?!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/1600/BICICLETTA.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6262/3622/320/BICICLETTA.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La notizia è che Lecce è l’unica città del Sud d’Italia, in cui l’indice di ciclopedonalità è più di 10 metri equivalenti per abitante. Un dato che fa guadagnare alla città un po’ di punti, in bassa classifica, nell’annuale rapporto di Legambiente sull’ecosistema urbano. Ma molti si chiedono: dove sono le piste ciclabili?&lt;br /&gt;Le biciclette sì, pian piano entrano nelle scelte dei leccesi, con fatica tentano di imporre uno stile, un’andatura diversa, con impropri zig-zag tra pedoni (nelle isole pedonali, anche queste punto di qualità della città) e le automobili, che insofferenti ad ogni rallentamento, travolgono spesso ciclisti e pedoni, lanciate sui rettifili dei viali, in particolare quello ‘ultimo’, dell’Università, che registra numerosi incidenti da quando è stato ridisegnato. Ma oltre i saliscendi dai marciapiedi non c’è ombra di piste, in città, per chi pedala, come quelle vere, attrezzate, esclusive e regolamentate che si vedono a Cesena o a Ravenna, comunità evolute da questo punto di vista.&lt;br /&gt;A Lecce, l’utopia ciclistica può aver luogo fuori città, ma su vere e proprie piste da cross. Sui percorsi ciclo-turistici di Rauccio, non sempre aperti e praticabili o sulla lunga striscia d’asfalto che costeggia, con undici chilometri di buche, la via del Mare. Strada anche questa ormai senza anima, irrimediabilmente snaturata, nel suo omologarsi agli standard, con lo spartitraffico al centro della carreggiata che ha sostituito la lunga linea di oleandro rosa, bianco e rosso che caratterizzava l’andare al mare d’un tempo. Ma si sa, la sicurezza e la necessità della velocità non sempre si concertano con la bellezza, che è valore sacrificabile, specie quando richiede cura, manutenzione, accorgimenti e forza lavoro. Meglio il cemento che non fiorisce, non secca e non cresce.&lt;br /&gt;Ciclabili, nei paesi, tutto intorno a Lecce sono diventati i vecchi tratturi e le strade vicinali che costruiscono una rete di collegamenti interpoderali anche affascinanti, ma chiamarle piste ciclo turistiche, solo perché servite da una approssimativa segnaletica e quanto meno improprio perché rimagono aperte al traffico veicolare. Certo tutto è servito ad intercettare finanziamenti. Ma insieme al denaro era interessante anche importare la cultura ispirativa di certe progettualità, concependo la necessaria sensibilizzazione e l’invito all’uso della bicicletta in un territorio e in una città ideale  pianeggiante e climaticamente sostenibile. Ma, si sa, non c’è tempo e volontà per tentare e praticare il dialogo con i cittadini. Speriamo nell’incontro del prossimo 1 novembre che con una pedalata inaugura ‘Lecce in bici’. Ci auguriamo non sia il solito bluff propagandistico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://xyz.freeweblogger.com/stats/v/valentinasanso/" target="_top"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Web Counter" src="http://xyz.freeweblogger.com/counter/index.php?u=valentinasanso&amp;s=ariali" ALIGN="middle" HSPACE="4" VSPACE="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;script src=http://xyz.freeweblogger.com/counter/script.php?u=valentinasanso&gt;&lt;/script&gt;
&lt;br&gt;&lt;a style="font-size:12" href="http://www.freeweblogger.com/" target="_top"&gt;Free Web Counter&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33042316-116180259223405769?l=memoriedelvento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/feeds/116180259223405769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33042316&amp;postID=116180259223405769&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116180259223405769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33042316/posts/default/116180259223405769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://memoriedelvento.blogspot.com/2006/10/ahi-ma-con-la-bicicletta-dove.html' title='Ahi! Ma con la bicicletta dove?!'/><author><name>vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03091869890483264643</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
